Redazione

Nati il 16 luglio

1942 – Nasce ad Albury, Australia, Margaret Smith Court, una delle più grandi tenniste di tutti i tempi. Assieme a Maureen Connolly e a Steffi Graf, è una delle tre atlete in grado di aggiudicarsi il Grande Slam, impresa compiuta nel 1970, agli albori dell’era Open. Oltre ai ventiquattro tornei dello Slam vinti in singolare, la Court se ne è aggiudicati anche diciannove in doppio e ventuno in doppio misto, raggiungendo così la ragguardevole cifra di sessantaquattro trionfi. Per lei in bacheca undici Australian Open (di cui sette consecutivi), cinque Roland Garros, altrettanti US Open e “solo” tre vittorie a Wimbledon.

1964 – Tanti auguri a Miguel Indurain, ciclista spagnolo, nato a Villava 53 anni fa. Il navarro, per tutti Miguelon, è grande cronoman, ma riesce agevolmente a difendersi anche in montagna, caratteristica che lo rende particolarmente adatto a ben figurare nei grandi giri. Trionfa infatti in cinque Tour de France consecutivi (primo ed unico a riuscirci se si esclude Armstrong, poi squalificato), ma termina anche due volte il Giro d’Italia in rosa. Nelle competizioni a cronomentro vince l’oro ai mondiali del 1995 e alle Olimpiadi di Atlanta l’anno successivo. Nella prova in linea giunge secondo sempre nel 1995, preceduto dal compagno di squadra Olano, ma davanti al nostro Marco Pantani, già suo grande rivale al Giro 1994.

Eventi sportivi del 16 luglio

1845 – Il prestigioso ed esclusivo New York Yacht Club tiene la sua prima regata a Newport. Il Club, fondato un anno prima da esponenti dell’alta società newyorchese, nel 1851 sfida il Royal Yacht Squadron britannico in una regata intorno all’Isola di Wight, vincendo con un distacco di otto minuti un trofeo messo in palio per festeggiare l’esposizione universale di Londra. Da quel giorno la Coppa, e per estensione la sfida, sono chiamate America’s Cup.

1950 – In uno stadio Maracanà pieno fino all’inverosimile, va in scena la finale della Coppa del Mondo 1950 tra Brasile e Uruguay. In realtà il match è l’ultimo di un girone a quattro che assegna il trofeo. Al Brasile basterebbe un pareggio per aggiudicarsi il suo primo mondiale, mentre l’Uruguay di Schiaffino è costretto a vincere per fare il bis del 1930. Il vantaggio carioca con Friaca esalta il Brasile, che viene però prima raggiunto proprio da Pepe e poi si vede crollare il mondo addosso quando contro ogni pronostico l’Uruguay porta a casa la Coppa con una rete di Ghiggia. L’evento, vero e proprio lutto nazionale per i gialloverdi, passa alla storia come Maracanazo.

Aforisma del giorno

Non puoi vincere senza aver prima imparato a perdere (KareemAbdul Jabbar)