Redazione

Nati il 18 luglio

1942 – Nasce a Treviglio Giacinto Facchetti, difensore e capitano dell’Inter e della Nazionale italiana. Più di 600 presenze in nerazzurro per Facchetti, condite da 75 reti, nate dalla spiccata propensione del numero 3 alle folate offensive. Facchetti è infatti unanimemente ritenuto il primo terzino fluidificante della storia del calcio italiano e la novità tattica di un laterale non bloccato sulla linea dei difensori è una delle chiavi del successo del catenaccio di Herrera. Con l’Inter quattro scudetti, due Coppe dei Campioni e altrettante Intercontinentali. In azzurro 94 presenze e la gioia di sollevare il trofeo del Campionato Europeo del 1968 all’Olimpico di Roma. Conclude la sua lunga militanza in nerazzurro da dirigente dell’Inter di Massimo Moratti, fino alla morte avvenuta nel 2006.

1971 – Tanti auguri a Anfernee “Penny” Hardaway, cestista statunitense, nato a Memphis 46 anni fa. Hardaway viene scelto con il numero 3 nel draft 1993 dai Golden State Warriors, che però lo cedono agli Orlando Magic in cambio della prima scelta assoluta (Chris Webber) e di altre scelte future. Ci guadagna la franchigia della Florida, dato che Webber sarà continuamente afflitto da infortuni, mentre Hardaway con i Magic gioca per 7 stagioni, formando con Shaquille O’Neal un duo devastante che porta la squadra alla finale 1995, persa contro gli Houston Rockets. L’addio ai Magic di O’Neal rompe l’incantesimo e anche Hardaway lascia Orlando nel 1999, trasferendosi prima a Phoenix, poi ai New York Knicks e poi terminando la carriera di nuovo in Florida, ai Miami Heat.

Eventi sportivi del 18 luglio

1976 – Per la prima volta nella storia dei Giochi Olimpici, la rumena Nadia Comaneci (a neanche 15 anni) ottiene un dieci di valutazione alle parallele asimmetriche. Il voto è così imprevisto che la proclamazione è ritardata perchè gli strumenti elettronici non consentono di segnalare la doppia cifra. È la prima, ma non sarà l’ultima volta, dato che nel corso dell’Olimpiade la Comaneci riuscirà ad ottenere il punteggio perfetto altre 6 volte, ottenendo ben tre medaglie d’oro (concorso generale individuale, trave e parallele asimmetriche), una d’argento (concorso generale a squadre) e una di bronzo (corpo libero).

1995 – In un tragico incidente durante la quindicesima tappa del Tour de France, muore Fabio Casartelli, campione olimpico in linea nel 1992. Il gruppo procede in discesa ad alta velocità, quando una caduta collettiva coinvolge parte dei corridori. Casartelli sbatte la testa contro il guard-rail e resta a terra. La corsa all’ospedale si rivela inutile e lo sfortunato ciclista muore qualche ora dopo l’incidente. Il fatto che Casartelli non indossasse il casco al momento della caduta scatena parecchie polemiche, ma è elemento fondamentale nella proposta, poi accettata, di rendere obbligatorie le protezioni alla testa per tutte le gare ciclistiche, professionistiche e dilettantistiche.

Aforisma del giorno

Il pubblico mi commuove in maniera particolare. Quando ascolto l’incitamento collettivo di duemila e più voci, quando vedo i tifosi urlare e cantare tutta la loro passione un nodo mi percorre la gola. (Costantino Rozzi)