Redazione

Nati il 24 luglio

1963 – Nasce a Bernice, Louisiana, Karl Malone, bandiera degli Utah Jazz e della nazionale statunitense di basket. Soprannominato Il Postino per la sua capacità di consegnare sempre la sfera a canestro, assieme a John Stockton forma la coppia d’oro dei Jazz degli anni Ottanta e Novanta. Basti pensare che nei 19 anni della loro partnership, la franchigia di Salt Lake City non ha mai mancato l’approdo ai playoff. Nel 1997 e nel 1998 i Jazz arrivano addirittura a contendere in due tiratissime finali ai Bulls di Jordan. Malone termina la sua carriera con un anno ai Lakers, lasciando da secondo miglior marcatore di tutti i tempi della NBA, dietro solamente a Kareem-Abdul Jabbar. 

1983 – Tanti auguri a Daniele De Rossi, centrocampista della Roma e della nazionale italiana e campione del mondo nel 2006, nato a Ostia 34 anni fa. Oltre 500 presenze in giallorosso, condite da 69 reti, per Capitan Futuro, che finalmente in questa stagione otterrà i gradi effettivi dopo il ritiro di Totti. Già aggregato alla prima squadra nella stagione dell’ultimo scudetto della Roma, De Rossi esordisce a 18 anni nella Champions League 2001/02 e nella stagione successiva viene inserito nelle rotazioni dal tecnico Fabio Capello. Nei suoi 16 anni in giallorosso ha vinto due Coppe Italia e una Supercoppa, laurendosi miglior calciatore italiano agli Oscar del Calcio 2009.

Eventi sportivi del 24 luglio

1970 – La International Law Tennis Association istituisce per la prima volta il tie-break nei match. A differenza della pratica moderna, in cui si raggiungono i 7, la prima versione è detta tie-break a nove punti (5 per la vittoria del set) e viene sperimentata durante gli US Open 1970. L’innovazione è certamente benedetta dai tennisti, ma non viene apprezzata dagli spettatori più tradizionalisti. Si giungerà poi a un compromesso, con il classico tie-break a 13 punti (7 per la vittoria) da disputarsi sul 6-6, tranne che nei quinti set degli Slam e dei match di Coppa Davis.

2005 – Per la settima volta consecutiva, Lance Armstrong arriva a Parigi da trionfatore e si aggiudica il Tour de France davanti all’italiano Ivan Basso e al tedesco Jan Ullrich. L’americano corre la sua classica Grand Boucle, guadagnando la maglia gialla nella cronosquadre e non mollandola più fino agli Champs Elysees, nonostanti i tentativi di Basso di attaccare in montagna. Anche questo Tour, come gli altri sei vinti, verrà però revocato ad Armstrong dopo il processo per doping nel 2012. La vittoria non viene comunque assegnata a Basso, che rimane così secondo nell’albo d’oro di un Tour senza padrone.

Aforisma del giorno

Alcuni sostengono che il calcio moderno sia una forma di schiavitù nei confronti dei calciatori. Beh, se questa è schiavitù, condannateci a vita! (Sir Bobby Charlton)