Redazione

Nati il 7 luglio

1970 – Nasce a Berlino Est Erik Zabel, ciclista su strada e pistard tedesco. Specialista delle volate, è uno dei migliori velocisti degli anni Novanta e dell’inizio del nuovo millennio, nonchè il rivale più accreditato del nostro Mario Cipollini. Proprio il Re Leone lo precede sul traguardo del Campionato Mondiale di Zolder 2002, quando è battuto anche da McEwan e conquista il bronzo. Due anni dopo arriva l’argento dietro a Freire, replicato nel 2006, quando il tedesco è preceduto da Bettini. Tra il 1996 ed il 2001 si aggiudica per sei volte consecutive la maglia verde (classifica a punti) del Tour de France e nel 2002 termina la stagione come numero uno della classifica UCI.

1984 – Tanti auguri ad Alberto Aquilani, nato a Roma trentatre anni fa. Il Principino, così soprannominato per la somglianza con Il Principe Giuseppe Giannini, esordisce in serie A con la Roma nel 2003 e viene poi ceduto in prestito in serie B alla Triestina. Tornato alla casa madre, si inserisce nelle rotazioni della squadra giallorossa e, nonostante qualche infortunio di troppo, ne diventa uno dei protagonisti durante la prima era Spalletti. Nel 2009 si trasferisce al Liverpool e da quel momento in poi si accasa in molte squadre in Italia e all’estero senza però mai lasciare troppo il segno, se si esclude il triennio alla Fiorentina. Attualmente svincolato, la sua ultima squadra è stato il Pescara.

Eventi sportivi del 7 luglio

1968 – Muore a Garda, all’età di 67 anni, Ugo Frigerio, primo grande campione della marcia italiana. Ad Anversa 1920, appena diciannovenne, si aggiudica entrambe le gare di marcia dell’Olimpiade post bellica, vincendo l’oro nei 3000m e nei 10km. Quattro anni dopo a Parigi viene eliminata dal programma la distanza più breve, ma Frigerio vince comuque i 10km. Nel 1928 ad Amsterdam la marcia è totalmente esclusa dalla rassegna a cinque cerchi, ma il milanese può comunque rifarsi a Los Angeles 1932, quando chiude la sua carriera olimpionica aggiudicandosi il bronzo nella 50km. È stato due volte portabandiera azzurro, in Francia e negli Stati Uniti.

1990 – Termina la celeberrima “estate italiana” degli Azzurri di Azeglio Vicini, che battono per 2-1 l’Inghilterra nella finale per il terzo e quarto posto del mondiale casalingo. Le due grandi deluse, entrambe sconfitte in semifinale ai calci di rigore, si affrontano per la gloria al San Nicola di Bari. Nonostante la non invidiabile posta in palio, per gran parte del match vince il primo non prenderle, almeno fino al minuto 70. Poi la rete di Roby Baggio sblocca la partita, ma Platt pareggia subito i conti. Serve un penalty realizzato da Schillaci, che si laurea capocannoniere del torneo, per regalare la medaglia di bronzo all’Italia e quella di legno ai Tre Leoni.

Aforisma del giorno

Se una punizione è tirata come si deve, è imparabile. (Andrea Pirlo)