Francesco Cavallini

Immobile segna due volte alla Juventus e, giustamente, esulta a più non posso. Ma se avesse voluto legarsi alla discussa tradizione di non festeggiare quando si segna a una ex, ne avrebbe avuto motivo. Ciro il Grande è infatti stato una delle stelle della Primavera bianconera, prima di cominciare il suo viaggio che l’ha portato in giro per l’Italia e per l’Europa. Solo tre presenze però con la Juventus dei grandi, il che rende le sue reti meno dolorose per i suoi, più o meno, ex tifosi. Non è accaduta la stessa cosa in altre partite, con altri protagonisti. Ecco cinque casi in cui un gol dell’ex è stato davvero un dolore per chi lo ha segnato…

5. Higuain segna contro il Napoli

Un gol è sempre importante, ma difficilmente ha avuto il peso di quello che Gonzalo Higuain ha segnato contro il “suo” Napoli con la maglia della Juventus nell’ottobre 2016. Dentro quel pallone calciato al volo c’è tutto il caos generato dal suo trasferimento a Torino. Gli insulti, le prese in giro, il dramma calcistico di una città intera e la gioia sfrenata di chi vede il suo grande acquisto risolvere il match contro i rivali. Ma nonostante le speculazioni su una sua possibile esultanza, giustificata secondo molti dall’amaro finale della storia d’amore con la città partenopea, a Higuain Napoli è rimasta del cuore. E in barba all’importanza del match e della rete, chiede sommessamente scusa ai suoi ex tifosi. Scuse, ovviamente, non accettate. Ma perlomeno il Pipita è stato meno core ‘ngrato di quanto ci si aspettasse.

4. Cristiano Ronaldo segna contro il Manchester United

Lo aveva promesso CR7. Ed è un uomo di parola. Sapeva bene che quando l’urna della Champions 2012/13 aveva accoppiato le palline di Real Madrid e Manchester United, l’imponderabile sarebbe potuto accadere. Il Bernabeu è stato il teatro delle sue vittorie più belle, ma Old Trafford è dove il diciassettenne Cristiano è diventato Ronaldo. Sette stagioni sotto la severa ma amorevole guida di Sir Alex Ferguson, che per il portoghese è diventato quasi un secondo padre. E quindi quando arriva quel pallone sul secondo palo l’istinto è quello del killer, di spingerlo in rete. Ma dopo il gol il cuore non regge e sotto gli stand dello stadio dello United il quattro volte Pallone d’Oro si ferma e si commuove. E non è mai stato più giusto dire che accade anche ai migliori.

3. Gabriel Omar Batistuta segna contro la Fiorentina

Anche i leoni sanno piangere. E Gabriel Omar Batistuta non riesce a trattenersi una sera di fine novembre, quando una sua rete decide Roma-Fiorentina. Dieci anni passati in riva all’Arno sono impossibili da dimenticare. La retrocessione, il ritorno dalla B, il titolo di capocannoniere, il record di reti in viola ed il sogno Scudetto. Batigol per la Curva Fiesole è stato più di un idolo, ma nell’estate 2000 decide di accettare il corteggiamento della Roma. E proprio all’Olimpico, contro la sua ex squadra, il Re Leone ruggisce con tutta la forza di cui è capace, scagliando una bordata da trenta metri che non lascia scampo a Toldo. E mentre tutti i compagni di squadra lo sommergono, Batistuta si scioglie in un pianto, pieno d’amore ma anche di rimpianto.

2. Frank Lampard jr segna contro il Chelsea

Quando Frank Lampard ha segnato la sua rete numero 200 per il Chelsea si è attirato non poche critiche da parte dei suoi ex tifosi del West Ham, avendo definito quel giorno uno dei più belli della sua carriera. Ma non aveva fatto i conti con il destino, che gli ha bussato alla porta qualche tempo dopo. L’ex nazionale di Sua Maestà ha infatti lasciato i Blues dopo tredici stagioni (condite da tre Premier League, quattro FA Cup, una Champions e un’Europa League) per accasarsi al Manchester City. Ed è proprio lui a regalare ai Citizens un insperato pareggio casalingo contro il Chelsea. Frankie si alza e non esulta, anzi, chiede scusa per il gol. E quando la partita finisce, un lungo applauso si alza dal settore ospiti, con tanto di presa in giro al City: “Frankie Lampard, ha vinto più di voi”.

1. Denis Law segna contro il Manchester United (e lo fa retrocedere)

Law arriva al Manchester City dall’Huddersfield Town. Ci resta poco, una stagione, giusto il tempo di fare più di venti gol. Poi passa per un anno al Torino, ma l’Italia non fa per uno scozzese come lui, quindi meglio tornare in Gran Bretagna. Sempre a Manchester, ma alla corte di Matt Busby. Allo United. E a Old Trafford Denis Law vince tutto ciò che c’è da vincere, incluso il Pallone d’Oro e la storica Coppa dei Campioni del 1968. Una storia d’amore che dura fino al 1973, quando The King decide di lasciare lo United e di giocare la sua ultima stagione al City. Nell’aprile 1974 segna la rete più bella e più triste della sua carriera. Un colpo di tacco nel derby, che sancisce la clamorosa retrocessione dei Red Devils. E la sua faccia è sotto shock come quella di chi lo ha amato per undici lunghi anni.