Riccardo Stefani

In occasione della sfuriata del CT della nazionale Algerina Rabah Madjer al giornalista “Mr. Djebour” abbiamo deciso di regalarvi un piccolo viaggio di cinque tappe tra i più noti episodi di questo tipo. Tale caso ci consente infatti di scavare nelle nostre reminiscenze di conferenze stampa a dir poco conflittuali che abbiamo voluto proporvi in una top five.

5. Madjer e un giornalista poco gradito

Al termine dell’amichevole vinta dall’Algeria per 3 a 0 contro la Repubblica centrafricana l’allenatore de ‘les Fennecs’ (le volpi del deserto) ha intrattenuto, per usare un eufemismo, un’accesa discussione con un giornalista di un quotidiano nazionale algerino durante la conferenza stampa. Il casus belli non è ancora chiarissimo: il giornalista Djebour sembra aver semplicemente chiesto a Riyad Mahrez spiegazioni sul motivo per cui la stella del Leicester non sia riuscita a brillare durante la contesa. Quel che è evidente è che mister ‘Tacco di Allah’ ha cominciato ad inveire contro il professionista, dapprima trattenendo dolcemente il braccio del ventiseienne e poi urlando ripetutamente la formula “taisez vous!” (Taccia! /stia zitto!). Con la medesima leggiadria con cui aveva trattenuto la sua ala destra si rivolge poi agli altri giornalisti presenti precisando di non avercela con loro ma col solo Djebour accusandolo, urlando di nuovo, di essere il nemico della nazionale algerina. Vedere per credere.

 

4. LA TRAGEDIA VENETO-GRECA: MALESANI AL PANATINAIKOS

Conosciamo bene la sfuriata di Alberto Malesani contro la stampa greca in una conferenza post-pareggio rimediato in campionato pochi giorni dopo una partita di Champions. I tifosi andarono a contestare non solo la guida tecnica ma anche la società. Malesani aveva legato col presidente Yiorgos Vardinogiannis al quale andava a fare rapporto dopo ogni allenamento, non della sola prima squadra ma anche della primavera. Entrato in conferenza già scuro in viso, il tecnico veronese vede tre giornalisti ridacchiare e comincia a chiedere, alternando parole varie con uno dei tipici intercalari rafforzativi veneti, cosa avessero da ridere e perché non mostrassero rispetto per il suo lavoro. Il risultato è quasi pirotecnico. La cosa forse più triste di tutte risulta il volto della povera interprete che cerca di tradurre quanto detto (sarebbe bellissimo sapere quanto avrà edulcorato i concetti appena espressi nella lingua dei filosofi) col sottofondo borbottante di Malesani. Da non perdere.

3. TRAPATTONI ED IL TEDESCO

Guardando il video, nessuno vorrebbe essere nei suoi panni. Bastano pochi elementi per comprendere il disastro: la lingua tedesca, Giovanni Trapattoni e l’atto comunicativo in sé. Conosciamo il nostro Trap. È una persona estremamente emotiva, prende a cuore le sue cause e fa davvero fatica a non essere schietto. Se qualcosa non gli sta bene, la sua onestà intellettuale gli impedisce di tacere. Il problema, specie nel caso che vi riportiamo, è comprendere cosa egli voglia comunicare. Analizzando ad sensum quanto detto dal Trap sembrava lamentare la scarsa condizione atletica di alcuni giocatori del suo Bayern di 19 anni fa. Il coach lamentava insofferenza nei confronti di alcuni giocatori poco professionali che erano sempre stanchi come “vuote bottiglie”. Sembrava particolarmente accorato nei confronti del centrocampista perennemente infortunato Thomas Strunz. Chissà, forse per le italiche reminiscenze pronunciarne il cognome aveva valenza di sfogo.

2. RINGHIARE AMARAMENTE

In questo caso c’è poco da ridere. Colui che eravamo abituati a vedere ringhiare e mordere sul campo continua a ringhiare come allenatore a Pisa. Lo sfogo di Gennaro Gattuso nel post-partita di Frosinone-Pisa riguarda una brutta questione societaria di cui purtroppo non si è parlato abbastanza. L’ex centrocampista della nazionale ha denunciato diverse problematiche interne al club che hanno interessato le vicende personali di molti addetti ai lavori. Visti gli squilibri societari (come se ciò bastasse a giustificare i fatti) pare che ci fossero diversi addetti ai lavori senza un contratto ed altri che non percepivano pagamenti. Storia, questa, che nel calcio milionario di oggi fa venire quasi i brividi.

1. LE GALLINE DI CIONI: LE Più FAMOSE DELLO STIVALE

Sul podio c’è uno degli episodi più divertenti per uno spettatore ma forse più disarmanti per un giornalista. Tale evento è legato a Luciano Spalletti. Incomprensibile come, specie nei suoi soggiorni romani il tecnico di Certaldo si sentisse molto spesso infastidito da delle domande che includessero la parola “ambiente” . Nella conferenza stampa post-nona giornata della scorsa stagione, al solo udire tal parola Spalletti comincia a prendere il tavolo a testate e chiede al giornalista chi fosse a mandarlo. L’intervistatore sembra quasi essersi ripreso ma riuscito a finire la domanda si sente rispondere che, effettivamente “le galline di Cioni hanno bisogno di mezzo chilo di granturco al giorno e bisogna dargli da mangiare”. Coerente.