Redazione

Sulla panchina del Cagliari torna dunque Diego Lopez, dopo la non felicissima esperienza della stagione 2013/14, quando il tecnico uruguaiano, nonostante una posizione di classifica non eccessivamente pericolosa, venne esonerato e sostituito da Ivo Pulga nell’ultimo atto della gestione Cellino. E il presidente Giulini ha deciso di richiamarlo dopo aver esonerato Rastelli, forte dell’apprezzamento di squadra e tifoseria per l’allenatore, maturato in oltre un decennio tra campo e panchina. C’è però da sfatare il classico mito della minestra riscaldata: anche tecnici famosi e vincenti (Sacchi al Milan, Mourinho al Chelsea) hanno avuto difficoltà nel tornare dove avevano già lavorato e portare gli stessi risultati. Ma Lopez ha qualche esempio anche in positivo. Ecco dunque cinque minestre non riscaldate, allenatori il cui ritorno in un club è stato coronato dal successo.

Marcello Lippi (Juventus, 1994-99 e 2001-04)

Tre Scudetti, una Champions League (più altre due finali perse) e l’Intercontinentale. Si può far meglio? Beh, meglio forse no, ma abbastanza bene di certo sì. Lippi lascia la Juventus nel febbraio 1999, dopo una sconfitta contro il Parma, anticipando di qualche mese la sua volontà di non continuare il rapporto con la Vecchia Signora. Dopo un’infelice parentesi all’Inter, i bianconeri decidono di richiamarlo all’inizio del campionato 2001/02 al posto di Carlo Ancelotti, che lo aveva a sua volta sostituito. Il suo secondo ciclo alla Juventus termina con altri due Scudetti e una finale di Champions. Nel 2004 prende le redini della Nazionale, portandola sul tetto del mondo. Viene richiamato anche sulla panchina azzurra dopo Euro 2008, ma il Mondiale 2010 termina con l’eliminazione dell’Italia al primo turno.

Nils Liedholm (Roma, 1973-77, 1979-84, 1987-89 e 1997)

L’amore tra il Barone e i colori giallorossi era talmente forte che il tecnico svedese (che pure vantava nel curriculum due diversi periodi da allenatore anche al Milan) ha guidato la Roma per ben quattro volte nel corso di oltre vent’anni. La prima esperienza è buona ma priva di squilli, escluso un terzo posto. Ma è durante il secondo ciclo, quello della Roma scudettata, che si crea nella Capitale la leggenda di Liddas. Viola lo lascia andare dopo la finale di Coppa Campioni persa con il Liverpool (e la terza Coppa Italia della sua gestione), per poi richiamarlo nel 1987, per due stagioni buone, ma non eccezionali. L’ultimo atto d’amore di Liedholm è l’ennesimo ritorno, nel 1997, chiamato da Franco Sensi per sostituire il deludente Carlos Bianchi.

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Liedholm ai tempi della Roma

Tony Pulis (Stoke City, 2002-05 e 2006-13)

Ecco un bell’esempio lontano dalle grandi squadre. Tony Pulis, famoso per non essere mai retrocesso, arriva a Stoke-on-Trent nel 2002 e salva i Potters, allora in Championship, dalla retrocessione nella terza serie. Viene esonerato una prima volta nel 2005, ma è richiamato a furor di popolo l’anno successivo. Nel 2007/08 Pulis porta la squadra in Premier League e nel 2010/11 addirittura a Wembley, a giocarsi la gloriosa FA Cup contro il Manchester City di Roberto Mancini. La sconfitta non cancella l’impresa, anzi, permette allo Stoke di vivere anche l’avventura dell’Europa League, dove i Potters raggiungono i sedicesimi di finale. Pulis lascia per la seconda volta lo Stoke nel 2013, dopo l’ennesima tranquillissima salvezza dei biancorossi.

Fabio Capello (Real Madrid, 1996-97 e 2006-07)

Due stagioni al Real per Don Fabio a distanza di dieci anni, due campionati spagnoli in bacheca. Non male il ruolino del tecnico friulano alla Casa Blanca, nonostante entrambe le volte sia stato poi lasciato andare perchè le sue squadre, seppur vincenti, non facevano divertire abbastanza il sofisticato pubblico del Bernabeu. La Liga 1996/97 ha visto il Real di Capello lottare punto a punto e prevalere contro il Barça di Ronaldo grazie alle reti di Davor Suker e Raul. Quella di dieci anni dopo è stata vinta addirittura grazie alla differenza reti, sempre davanti ai catalani. Nonostante ciò, Don Fabio non è mai riuscito a farsi confermare la panchina. Ma a confermare i risultati ci è riuscito eccome.

Capello Madrid allenatori

Fabio Capello ai tempi del Real Madrid

Fatih Terim (Galatasaray, 1996-2000, 2002-04 e 2011-13)

Addirittura un tris per l’Imperatore Terim, che al Gala e alle sue vittorie ha legato la parte più bella della propria carriera. Carriera decollata proprio in giallorosso nel 1996, con un poker di campionati valso al tecnico la chiamata prima della Fiorentina e poi del Milan. La sua esperienza in Italia è però da dimenticare e a Milano il turco è ricordato solo per aver dato il via con il suo esonero all’era Ancelotti. Anche il primo ritorno al Galatasaray non è positivo, ma in quello ancora successivo Terim torna Imperatore e si aggiudica altre due volte la Süper Lig prima di venire licenziato dopo un pessimo inizio di stagione 2013/14.