Riccardo Stefani

Professionisti o mercenari? Beh, questo dipende molto dal grado di coinvolgimento emotivo del tifoso di una squadra X e da quanto quest’ultimo sia affezionato ad un calciatore. In genere, quelli corteggiati dalle big sono proprio i beniamini dei tifosi, non certo quelli con la fama di flop o “bidone” ma può capitare che nonostante un calciatore sia osannato per le prestazioni possa perdere quotazioni per tutto ciò che gli orbita attorno.

Mahrez, una fuga non concretizzata

È il caso di Riyad Mahrez che dalla scorsa estate è al centro delle attenzioni di diverse squadre. La Roma, soprattutto, lo ha corteggiato a lungo, avrebbe dovuto essere il perfetto erede di Salah, e tali attenzioni sembravano gradite, almeno dal calciatore. La società però, di perdere il nordafricano, non sembrava proprio convinta. Garantisce i contatti, sì ma come specchietti per le allodole; l’affare sembra chiuso ad ogni flash d’agenzia ma niente. La Roma si stufa e subentrano altri nomi. Ad oggi Mahrez è percepito come se fosse al Leicester in prestito secco, che alla riapertura del mercato andrà (quasi) sicuramente via. Tutto ciò fino al dovere morale di smentire le voci che volevano che avesse chiesto di non giocare più. Separati in casa. Certo, fosse la prima volta…

Emerson (Da Rosa), da Capello con amore

No, infatti. Non è assolutamente la prima volta. Sono passati quasi quattordici anni ma a qualcuno ancora brucia. Cerchiamo di non prenderla troppo larga, Emerson Ferreira da Rosa, detto Er Puma aveva conquistato uno scudetto storico ed una supercoppa a Roma con la sua maglia giallorossa numero 11. La gente lo adorava perché con lui il centrocampo era qualcosa di meraviglioso. Ma con lo stesso passo felpato che gli era valso il soprannome, nel 2004 decide di seguire Fabio Capello alla Juventus. Il mediano brasiliano giustificherà in seguito il suo addio come una necessità correlata ad una sopravvenuta depressione e come se fosse stato asma pareva necessitare d’aria più fresca. La trattativa è tutt’altro che facile e i rapporti con i compagni e soprattutto con i tifosi diventano dapprima freddi e poi roventi. Valigie fatte, ciao Puma.

Emerson Palmieri, in…fuga da Kolarov?

Emerson… Ah sì, ce n’è un altro. Sempre a Roma, sempre sulla sponda giallorossa del Tevere. Emerson Palmieri era arrivato come una sorta di sabatiniana scommessa che molti avevano dato per persa. Invece, l’anno dopo con Spalletti, “grazie” alla maledizione dei terzini della Roma, il neo arrivato Mario Rui dà forfait ed Emerson si esalta. I tifosi cambiano idea e il ragazzo gioca una stagione ad altissimi livelli prima di salutare insieme a Totti il suo legamento crociato. Un’estate persa, ma poi rientra, torna in campo ma ormai c’è davanti l’esperto Kolarov e quindi l’italo-brasiliano è sempre meglio disposto ad ascoltare offerte. Per lui sembrava fatta già da subito per il passaggio al Chelsea ma l’inserimento di Dzeko nella trattativa ha portato un bel po’ di confusione. Sembrava si potesse chiudere per entrambi o nessuno dei due. Dopo giorni Dzeko salta ma Emerson vola. Da Fiumicino verso Londra.

Spinazzola, fuga…rimandata

Si parla di esterni di difesa e diviene quasi impossibile non spendere qualche parola su Leonardo Spinazzola. Promessosi sposo della Juve in estate, tutti davano per buono il suo ritorno anticipato a Torino, compreso lui. Certo è che tra una dichiarazione e l’altra l’eventuale interruzione del prestito biennale di cui è protagonista in quel di Bergamo, in fondo, non conveniva a nessuno. Qualche scivolone dialettico c’è stato, ma a ventiquattro anni dopo una stagione piuttosto convincente al prospettarsi di un’opportunità di tornare a casa-club blasonato, farsi prendere da facili entusiasmi ci sta. Il ragazzo è tornato sui suoi passi e ha addirittura dichiarato di riconoscere l’errore di esser partito in quarta dedicando ogni suo pensiero presente alla Dea bergamasca. Ma la parola fine in questa storia è assai lontana.

Aubameyang, tra Cina e Londra

E poi c’è Pierre-Emerick Aubameyang. Sono diversi anni ormai che si parla di lui. Specie la scorsa estate tra le chiacchiere riguardanti un romanticissimo quanto improbabile ritorno a Milano anche perché pare che gli otto milioni d’ingaggio offerti dai milanesi del sol levante fossero pochi. Poi i cinesi del Guangzhou sembrano inserirsi con la prepotenza dei quattrini e comincia un’infinita pioggia di polemiche sul fatto che l’attaccante fosse troppo giovane e in condizione per andare a “svernare” in Cina. Poi la smentita e la complicata trattativa con l’Arsenal conclusa qualche settimana fa e finanziata dall’uscita di Sanchez. E il Borussia? Fino all’ultimo ha cercato di opporsi, alla volontà del giocatore, al profumo dei tanti soldi sul piatto. Ma come sappiamo non c’è stato nulla da fare.