Francesco Cavallini

C’era una volta la Corea. E bastava davvero solo la parola a rievocare il momento, anzi, i momenti peggiori dell’Italia del calcio. Al punto che il nome della penisola asiatica era diventato sinonimo di disfatta, un po’ come accade per Caporetto. Il punto più basso, quello del non ritorno. Poi però, nel corso degli anni, ai coreani (prima del Nord, poi anche quelli del Sud) si sono aggiunti gli svedesi. Che, di riffa o di raffa, hanno contribuito ad altre sconfitte che per un motivo o per l’altro sono passate alla storia. Corea e Svezia sono le nostre bestie nere. Ed ecco perché.

Qualificazioni Mondiali 1958

Almeno all’inizio, nell’altra eliminazione che ancora brucia, nessuna delle due c’entra molto in realtà. L’italia che non si qualifica per il Mondiale 1958 lo fa non riuscendo a superare in un girone a tre che comprendeva il Portogallo (non ancora la potenza europea degli anni a venire) e l’Irlanda del Nord. Quello di Belfast nel gennaio 1958 non è un vero e proprio spareggio, ma l’Italia per andare alla Coppa del Mondo deve almeno pareggiare. E invece arriva una sconfitta storica, che sottolinea il pessimo momento del nostro calcio e ci impedisce di volare al Mondiale. Che si terrà…esatto, in Svezia.

Mondiali 1966

Storia di quando un “dentista” fece piangere l’Italia. L’Italia di Edmondo Fabbri, che in teoria poteva essere quella della Grande Inter, ma che per dissapori con il CT si ritrova senza Picchi e Corso. Un’Italia alla quale non bastano Mazzola e Rivera, Bulgarelli e Facchetti, perché anche stavolta basta un pareggio per raggiungere la fase a eliminazione diretta. Di fronte c’è la Corea del Nord, una squadra di sconosciuti, almeno finchè Pak Doo Ik, professore di educazione fisica da noi trasformato in dentista, segna una rete che gli azzurri non riescono a rimontare. E la parola Corea comincia a significare sconfitta.

Mondiali 2002

Da una Corea all’altra, tanto per non fare torto a nessuno. Nel 2002 gli azzurri passano abbastanza tranquillamente alla fase ad eliminazione diretta, ma il tabellone offre agli ottavi un avversario poco tranquillizzante. La Corea, stavolta quella del Sud, squadra abbastanza rognosa ma soprattutto padrona di casa di quel Mondiale. Ed è proprio contro l’Italia (e poi con la Spagna) che si comprende che questo può essere un problema. Vieri porta in vantaggio gli azzurri, che però non riescono a portare a casa la partita e vengono raggiunti a tempo quasi scaduto. Da lì in poi, il caos, gentilmente fornito dal signor Byron Moreno. L’arbitro dell’Ecuador espelle Totti per doppia ammonizione, annulla una rete regolare a Tommasi e alla fine segna Ahn, confermando il pessimo rapporto tra l’Italia del calcio e la Corea.

Europeo 2004

Neanche il tempo di riprendersi dalla disfatta coreana che stavolta ci si mette in qualche maniera la Svezia. Neanche da sola, ma assieme alla Danimarca. Nel primo turno di Euro 2004 l’Italia si trova ad affrontare le due nazionali scandinave e la Bulgaria. I due pari con i nordici lasciano gli azzurri appesi a un filo: devono battere i bulgari e aspettare il risultato di Svezia-Danimarca. Che, guarda caso, alla fine è esattamente quello che serve per qualificare entrambe: un pareggio per 2-2. E mentre Cassano realizza la rete della vittoria, arriva la triste notizia di quello che passerà alla storia come il “biscotto” scandinavo. E l’Italia, mestamente, aggiunge un’altra delusione alla lista.

Qualificazioni Mondiale 2018

Stavolta la Svezia c’entra eccome, nella maniera più diretta possibile. Spareggio, dentro o fuori, con l’Italia di Ventura costretta a passare per le forche caudine dei playoff per sperare di prendere il volo per la Russia. Il sorteggio ci accoppia agli scandinavi, nazionale rocciosa ma non certo irresistibile. Ma la crisi di gioco e di identità della nazionale fa il resto. All’andata a Solna gli azzurri escono sconfitti per 1-0 in una partita caratterizzata da gioco duro e zero spettacolo. Al ritorno di San Siro la tensione pian piano rende l’impresa sempre più impossibile. E al fischio finale, la Svezia diventa un’altra Corea. L’Italia, dopo quasi 60 anni, è fuori dal mondiale. E ha definitivamente trovato un’altra bestia nera.