Riccardo Stefani

Abbiamo assistito al derby della lanterna, portato a casa dai blucerchiati e costato caro a Ivan Juric, a breve vedremo fronteggiarsi Roma e Lazio nell’infinita contesa per la supremazia nella Capitale. I derby, le partite belle, quelle che movimentano il campionato, quelle che “chi se ne importa della classifica”, che fanno storia a a sé. Roba da made in Italy? Niente affatto. Ci sono dei derby in giro per il globo che noi umani non possiamo neanche immaginare. Belli e aspri come, se non di più, dei nostri ma poco conosciuti, a volte a causa della distanza, altre per un deficit di marketing. Quali? Vediamone alcuni assolutamente da non perdere.

5. Hapoel-Maccabi (Tel Aviv – Israele)

Partiamo dunque da un derby che cromaticamente ricorda quello tra Svezia e Danimarca. La rivalità nasce proprio dal principio: il Maccabi viene fondato nel lontano 1906 e l’Hapoel nasce inizialmente da una sua costola nel 1923, per impulso del sindacato Histadrut. Per liti interne e per ovvie questioni di mentalità le due società si separano: la prima troppo borghese e la seconda troppo operaia. Le ultime due edizioni dell’evento sono state portate a casa dai giallloblù del Maccabi. E se nell’ultimo incontro i bianco-rossi dell’Hapoel se la sono cavata con un solo goal al passivo, nel penultimo derby le reti di scarto sono state ben 5. Con queste premesse, facile immaginare che razza di scontro potrebbe uscire da quello di questa stagione. Già, potrebbe: quest’anno purtroppo il fato ci ha voluto privare di tale spettacolo visto che l’Hapoel è retrocesso in seconda divisione.

4. Saint Étienne-Lione (il derby del Rodano)

Questo derby è già più noto, visto l’appeal guadagnato dal campionato francese in Italia negli ultimi anni. Il match è stato giocato proprio nell’ultima giornata di Ligue1 ed il risultato finale è stato a dir poco scortese nei confronti dei verdi: 5-0. Lo spettacolo è stato più simile ad una battuta di caccia che ad una partita di calcio: prima la caccia alla maglia bianca (in cui i giocatori del Saint Étienne non sono mai riusciti), poi la caccia(ta) di Lacroix dal campo per il fallaccio su Nabil Fekir (ricordatevi questo nome), e poi la caccia all’uomo da parte dei tifosi biancoverdi nei confronti di Fekir, che segna una doppietta, si toglie la maglia e la mostra al pubblico stile anche Messi al Bernabeu. L’esultanza è stata percepita come provocatoria: invasione di campo, partita è stata interrotta per più di mezz’ora e sostituzione precauzionale per Fekir, a cui è stato sconsigliato il rientro in campo dal suo stesso allenatore.

3. Zamalek-Al Ahly (Cairo)

È il momento di parlare del faraonico tra Zamalek e Al Ahly derby. La parola che meglio potrebbe descrivere un tale evento sportivo non è stata ancora coniata, in grado racchiudere in una sola parola il concetto di colore e dolore, di potenza e violenza, calcio e guerra. Il derby d’Egitto, ma seguito in tutto il continente africano e in tutto il mondo arabo, ha il bilancio di morti e feriti di un’effettiva guerra e nel corso degli anni diverse partite sono state sospese per gli scontri. La sfida nella storia conta molti pareggi, ma i risultati più clamorosi registrati sono a favore dello Zamalek. Per ben due volte i bianchi del Cairo hanno vinto per 6-0 contro i ‘cugini’: la prima volta in campionato nel ’42 e la seconda in finale di coppa d’Egitto due anni più tardi. Ma l’Al Ahly si vendica, potendo vantare un numero maggiore di derby vinti.

2. West Bromwich Albion-Wolverhampton Wanderers (Black Country Derby)

Siamo arrivati a parlare di uno dei derby più antichi del calcio inglese, la cui prima edizione è stata disputata addirittura nel 1885. Ed è proprio vero che con l’età si diventa saggi: nelle partite disputate, salvo rare eccezioni, le due squadre sono sempre state (calcisticamente parlando) molto prudenti. Si è assistito a poche goleade e, benché la maggior parte delle vittorie sia attribuibile al WBA, in 160 incontri si contano ben 43 pareggi. Fuori dal campo e sugli spalti la saggezza traspare un po’ meno: il Black Country derby, per raccontarne una, ha visto un pareggio per 1 a 1 nel 2011 in cui il vero protagonista è stato il lancio di fumogeni e seggiolini tra le tifoserie. Ma del resto era il primo derby in Premier League tra le due compagini: andava inaugurato per bene…

1. Heart of Midlothian-Hibernians (Edimburgo)

Eccoci giunti al derby di Edimburgo, il più antico della storia del calcio (il primo fu disputato nel 1875), ma messo in ombra dall’Old Firm di Glasgow. Anche qui la rivalità tra le due tifoserie è asprissima per uno dei motivi più classici sul territorio britannico: gli Hearts rappresentano la parte protestante della città e gli Hibs quella cattolica. Le risse, neanche a dirlo, avvengono circa 4 volte l’anno, in occasione degli incontri tra le due squadre. Nel 2014/15 le cugine si sono affrontate per la prima volta in seconda divisione: entrambe retrocesse, hanno fatto a meno del prestigio della Scottish Premier League, ma in qualche misura non sono riuscite a fare a meno l’una dell’altra. I biancoverdi e i Maroons (granata) si sono affrontati più di 300 volte e i risultati schiaccianti, utilissimi per gli sfottò, sono presenti da entrambi i lati: 10-2 per gli Hearts nel 1893 e 7-0 per gli Hibs nel 1973.