Adriano Stabile

Gol a volontà, vittorie completamente appaganti e beffe cocenti per gli avversari. Abbiamo scelto dieci derby di Roma (cinque per parte) che entrambe le tifoserie amano (e ameranno ancora) ricordare ai cugini, quando si parla di stracittadine del passato. Ci sono le goleade giallorosse, quelle biancocelesti, l’autogol di Negro e la Coppa in faccia. Il derby è fatto anche di memoria e sfottò. 

I DERBY PIÙ BELLI PER LA ROMA

Roma-Lazio 5-0 del 1° novembre 1933: si gioca di mercoledì al Campo Testaccio e la Roma ottiene il punteggio più ampio nella storia del derby della Capitale. Il match inizia alle 14.32 e per la Lazio sono subito guai perché, dopo pochi minuti, il terzino Del Debbio si frattura una gamba lasciando i biancocelesti in dieci uomini (all’epoca non esistono le sostituzioni). La Roma ne approfitta e surclassa i cugini: Ernesto Tomasi, mezzala adattata a centravanti per l’occasione, segna una tripletta in 55 minuti mentre gli altri due gol sono firmati da Fuffo Bernardini, ex laziale ormai diventato una bandiera giallorossa.

Lazio-Roma 0-4 del 13 novembre 1960: è il giorno di “Piedone” Manfredini, già autore di una doppietta nel 3-0 del 18 ottobre 1959. L’attaccante argentino chiude la pratica derby in un quarto d’ora, con una tripletta tra il 22’ e il 37’: prima finalizza con un tiro secco un assist dell’ex biancoceleste Selmosson, poi scarta addirittura il giovane portiere avversario Pezzullo e infine appoggia in rete ancora su passaggio di Selmosson. Nella ripresa, a 7 minuti dal fischio conclusivo, Orlando cala il poker dopo un’azione tambureggiante della Roma.

Roma-Lazio 4-1 del 21 novembre 1999: i giallorossi hanno un inizio di match impressionante poi, per fortuna della Lazio, si fermano. Al 7’ Zanetti lancia Delvecchio che, tutto solo, scarta Marchegiani e appoggia il pallone in rete. Quattro minuti più tardi Mangone lancia lungo per Montella che scavalca il portiere biancoceleste con un pallonetto. Al 26’ Totti libera Delvecchio che ribatte a rete dopo un primo tiro, respinto da Marchegiani. Infine al 31’ Totti serve Montella che anticipa Mihajlovic e il numero uno laziale con un tocco morbido e preciso. La Lazio è a un passo dalla storica debacle, ma lo spettacolo giallorosso finisce qui. Nella ripresa, al 52’, Mihailovic segna il gol della bandiera biancoceleste su rigore, concesso per fallo di mano di Aldair.

Lazio-Roma 0-1 del 17 dicembre 2000: è uno dei successi più amati dai tifosi giallorossi perché utilissimo per la classifica e per gli sfottò. La Roma vince una partita equilibrata grazie a uno sfortunato autogol di Paolo Negro, messo sotto pressione da Delvecchio e colpito al petto da un pallone calciato dal compagno di squadra Nesta. I tre punti sono fondamentali per la Roma di Capello, che in quella stagione conquisterà lo scudetto precedendo la Juventus di due sole lunghezze.

Lazio-Roma 1-5 del 10 marzo 2002: la grande giornata di Montella coincide con uno storico pokerissimo dei giallorossi. L’“aeroplanino” della Roma firma quattro reti in un solo derby, come non era mai riuscito a fare nessuno nella stracittadina della Capitale. Al 13’ Montella apre il suo show anticipando Nesta con un tocco di testa, al 29’ brucia nuovamente sul tempo il capitano biancoceleste su un tiro di Totti non trattenuto da Peruzzi e al 37’ incorna per il 3-0 anticipando ancora Nesta, che nell’intervallo lascia il campo in preda a una crisi di nervi. Nel secondo tempo Stankovic illude la Lazio con un fendente sotto l’incrocio al 53’, ma Montella sale nuovamente in cattedra con un tiro potente dal limite al 64′. Il 5-1 definitivo è siglato da capitan Totti con uno splendido pallonetto al 72′, accompagnato poi dall’esultanza con tanto di maglietta “6 unica” dedicata alla futura moglie Ilary Blasi. 

I DERBY PIÙ BELLI PER LA LAZIO

Lazio-Roma 2-0 del 16 marzo 1941: il più grande cannoniere della storia laziale, Silvio Piola, condanna i giallorossi nel derby numero 25. E pensare che il bomber biancoceleste, dopo soli 18 minuti, rimane vittima di un taglio alla testa per uno scontro fortuito con il romanista Acrebi. Rientrato in campo con una vistosa benda quasi per onor di firma, Piola invece si riprende gradualmente andando a segnare addirittura di testa il gol del vantaggio, al 43’. Nella ripresa, all’80’, lo stesso Piola chiude i giochi con un tiro secco dai 10 metri, che spiazza il portiere e capitano romanista Masetti.

Roma-Lazio 1-2 del 31 marzo 1974: dopo aver vinto 2-1 il derby di andata la Lazio di Maestrelli si ripete al ritorno, in un momento decisivo del campionato. La Roma passa in vantaggio al 5’ per un pasticcio del portiere Pulici, che respinge oltre la linea di porta un tiro-cross non irresistibile di Spadoni. I biancocelesti accusano il colpo, ma riescono a rimontare nella ripresa: al 47’ D’Amico riprende di prima intenzione una respinta della difesa romanista firmando il pareggio e, tre minuti dopo, Chinaglia trasforma il rigore della vittoria, concesso per fallo di Giorgio Morini su Nanni. I biancocelesti si avviano così alla vittoria del loro primo, storico scudetto.

Chinaglia Maestrelli

Giorgio Chinaglia e Tommaso Maestrelli ai tempi della Lazio

Lazio-Roma 4-1 del 6 gennaio 1998: nella stagione 1997-98 la Lazio di Eriksson riesce a battere quattro volte, tra campionato e Coppa Italia, la Roma di Zeman. Nel secondo derby, l’andata dei quarti di finale di coppa, i biancocelesti dilagano: al 2’ Candela perde palla al limite dell’area e Boksic ne approfitta realizzando il primo gol. Raddoppio al 32’ di Jugovic su rigore, concesso per fallo del portiere Konsel su Boksic. Un altro penalty, per atterramento di Nedved su Cafu, riapre il match al 39’: Balbo ringrazia e trasforma. Nella ripresa però continua la sinfonia laziale: Mancini firma il tris al 75’, con un delizioso pallonetto su Konsel in uscita, mentre Fuser cala il poker all’80’, con un rasoterra su punizione che passa in mezzo alla barriera giallorossa. Nel finale viene espulso Balbo.

Lazio-Roma 3-0 del 10 dicembre 2006: nella stagione del “dopo Calciopoli” la Lazio di Delio Rossi annienta la Roma di Spalletti. Biancocelesti in vantaggio al 44’ con una fiondata di Ledesma da 30 metri, raddoppio di Oddo su rigore al 52’ (fallo del portiere Doni in uscita su Pandev) e gol conclusivo di Mutarelli, che ribatte in rete un pallone di Mauri finito sulla traversa. La sera dopo il derby, per mantenere un voto fatto, l’allenatore biancoceleste Rossi fa un bagno in mutande nel fontanone del Gianicolo.

Lazio-Roma 1-0 del 26 maggio 2013: il derby della “coppa in faccia” è una di quelle partite che resteranno per sempre nella memoria biancoceleste. Lazio e Roma arrivano alla finale di Coppa Italia, nella Capitale, allo Stadio Olimpico, dopo un campionato non brillante per entrambe. I biancocelesti però vivono il loro grande riscatto vincendo la stracittadina grazie a un tocco di Lulic, su un cross da destra di Candreva soltanto sfiorato dal portiere romanista Lobont. Il minuto di quella rete, 71’, come il giorno della vittoria, 26 maggio, restano scritti per sempre nelle tavole di storia del calcio capitolino. La Lazio di Petkovic vince la Coppa Italia e, particolare non secondario, si qualifica per l’Europa League lasciando fuori dalle coppe la Roma.