Francesco Cavallini

A volte basta un attimo. Un solo gesto è in grado di cambiare la storia, sportiva e personale, di un atleta. Lo ha imparato a sue spese il Signore degli Anelli, quel Tom Brady che ha già vinto cinque Super Bowl ma che voleva mettere di nuovo la sua firma sull’edizione LII. E invece è arrivato l’errore, quello che non ti aspetti. Il sack, la chiusura inesorabile della difesa di Philadelphia, ma soprattutto il fumble, la palla persa. Brady si concentra troppo sui ricevitori e non si accorge dell’avversario. Basta un tocco leggero ed il quarterback dei Patriots…lancia l’aria, mentre l’ovale finisce nelle mani degli Eagles assieme al Vince Lombardi Trophy. Il primo sbaglio del genere nelle sue ultime venti partite ai playoff. Troppo chiamarlo destino?

Higuain, un errore Mondiale

Lo stesso destino che ha messo sulle spalle di due calciatori un peso forse troppo grande da superare. Del resto cosa volete che sia un contropiede a campo aperto in finale di Coppa del Mondo? Un gol già fatto, se a scappare verso la rete è Gonzalo Higuain. Ma il bomber consumato, il cannibale del gol sbaglia. Si fa ipnotizzare da Neuer. Un po’ come Tom Brady, sguardo fisso verso la porta e non sul portierone tedesco. Occhi chiusi e palla verso la rete. Ma se il gol non arriva, la punizione degli dei del calcio sì. Supplementari, Gotze e Deutschland Über Alles.

Gerrard e una Premier gettata via

E che succede quando a sbagliare è il capitano di mille battaglie? Quanto pesa quell’errore se ti chiami Steven Gerrard ed hai appena gettato alle ortiche la prima Premier League del tuo Liverpool dal 1990? Un controllo pessimo, uno scivolone da dilettante, non certo da campione consumato e da bandiera di Anfield. Demba Ba ringrazia e segna, il Chelsea si porta in vantaggio nella tana dei Reds e il City li scavalca in classifica. Da lì la squadra di Pellegrini non si schioderà più e nella leggendaria carriera di Stevie quella benedetta Premier non ci arriverà mai, al contrario di Tom Brady, che cinque anelli ce li ha comunque in bacheca.

Emmons ed un centro da zero punti

Si può fare di peggio? Beh, forse sì. Per informazioni chiedere a Matthew Emmons, tiratore scelto statunitense e signore e padrone della carabina da cinquanta metri. Talmente letale che ad Atene 2004 all’ultimo giro lo statunitense guida la classifica con quasi sette punti di vantaggio sul secondo. Un’eternità, al punto che il bersaglio basta solo sfiorarlo per essere certi dell’oro. Ma Emmons non si accontenta e fa centro. Punteggio? Zero. Come è possibile? Sarà la troppa sicurezza, ma l’esperto cecchino compie un errore da vero principiante. Cross-fire. Ha fatto centro, sì, ma sul bersaglio di un altro. Quindi zero punti e addirittura settimo posto.

Una serie di errori che non rendono certo meno onore alle carriere dei campioni che li hanno commessi. Ma che restano nella memoria degli sportivi come un severo ma onestissimo adagio: anche gli dei sbagliano e quando accade, possono cadere.