Francesco Cavallini

Rappresentazione in atto unico dal 2009, la finale di Coppa Italia offre ogni anno uno sguardo interessante sulle realtà del calcio italiano, spesso proponendo finali che premiano le squadre che meglio si sono distinte dal punto di vista tecnico e tattico. Lazio e Juventus sono ormai ospiti abituali dell’Olimpico nel mese di maggio, con tre finali ciascuna negli ultimi otto anni. Riviviamo gioie e dolori delle due contendenti per l’edizione 2017 dell’ambito trofeo.

13 maggio 2009: Lazio-Sampdoria 1-1 (6-5 d.c.r.)

L’ennesima modifica regolamentare alla Coppa Nazionale, decisa per donare nuovo lustro ad una competizione troppo spesso ignorata dalle grandi, regala per la prima volta una finale unica, da giocarsi nella prestigiosa cornice dello Stadio Olimpico. All’atto conclusivo giungono la Lazio di Delio Rossi, padrona di casa che in semifinale ha la meglio sulla Juventus, e la Sampdoria di Walter Mazzarri, capace di eliminare la prima Inter di José Mourinho. I biancazzurri puntano a dare lustro con un successo nel giardino di casa a una stagione mediocre. Ma lo stesso discorso vale anche per i blucerchiati, protagonisti di una buona avventura in Coppa UEFA, ma tristemente tredicesimi in campionato.

zarate-lazio

Zàrate alla Lazio nella stagione 2008-2009

La nuova formula moltiplica il valore dello scontro, al punto che da Genova arrivano ben ventimila tifosi della Samp a sostenere la propria squadra. La Lazio inizia bene e al primo affondo passa con Zarate, capocannoniere stagionale biancoceleste, che conclude una percussione delle sue con un diagonale imprendibile per Castellazzi. Il portiere dei genovesi salva il risultato poco prima della mezz’ora con un doppio miracolo su Kolarov e Pandev e, come da copione, la Samp acciuffa subito il pareggio. È il solito Pazzini a colpire, con una girata di testa su sponda di Stankevicius. A quel punto il match si incanala su binari più tranquilli, con le due squadre più attente a non prenderle che a proporre gioco. I rigori sono la logica conclusione del match ed è la Lazio ad aggiudicarsi la Coppa per la quinta volta, grazie alle parate di Muslera su Cassano e Campagnaro che rendono ininfluente il palo dagli undici metri di capitan Rocchi.

20 maggio 2012: Juventus-Napoli 0-2

Mazzarri ci riprova due anni più tardi, alla guida del Napoli di Hamsik, Lavezzi e Cavani. I partenopei arrivano al match dell’Olimpico dopo aver eliminato Inter e Siena. Di fronte trovano la prima Juventus di Antonio Conte, capace di vincere il campionato da imbattuta e pronta a festeggiare un altro trofeo in concomitanza dell’addio alla maglia bianconera di Alex Del Piero. I partenopei raggiungono Roma nella speranza di interrompere un digiuno di trofei lungo 22 anni, i bianconeri per aggiudicarsi la Coppa numero dieci.

Napoli 90 anni

Edinson Cavani, al Napoli dal 2010 al 2013

Le due squadre sono entrambe parecchio abbottonate, con la Juventus che tiene in panchina molte delle sue stelle, per la decisione di Conte di premiare i protagonisti della cavalcata in Coppa Italia con la presenza in finale. È quindi il Napoli a prendere l’iniziativa e a minacciare più volte Storari, ma le parate migliori del primo tempo le compie De Sanctis su conclusione da fuori di Marchisio e su tiro piazzato di Pinturicchio. A sbloccare la partita ci pensa un calcio di rigore per fallo di Storari su Lavezzi, anche lui all’ultima presenza, trasformato da Cavani. L’Olimpico tributa una standing ovation a Del Piero e la Juventus tenta la rimonta, ma Hamsik in contropiede fissa il risultato sullo 0-2 e regala al Napoli la Coppa Italia che mancava dal 1987.

26 maggio 2013: Roma-Lazio 0-1

La madre di tutte le partite, il derby che vale una stagione e la Coppa Italia si gioca in un Olimpico strapieno. La Lazio di Petkovic ha appena terminato la stagione ad un punto dagli uomini di Andreazzoli. Entrambe le squadre non sono apparse brillantissime e si prevede una stracittadina brutta e tesa,anche e soprattutto per il valore della posta in palio. Pronostico rispettato, perché Ledesma, Totti e compagni non offrono certo uno spettacolo degno dell’occasione e della splendida cornice di pubblico.

Hernanes bacia la Coppa

Le occasioni migliori del primo tempo capitano a Klose e Destro, ma nessuno dei due cannonieri è in giornata. Tocca infatti ad un centrocampista risolvere la partita ed entrare nella storia. All’ormai celebre minuto settantuno è Lulic a capitalizzare una respinta non proprio perfetta di Lobont su un tiro-cross di Candreva, portando la Lazio in vantaggio. La Roma cerca il pareggio e rischia di trovarlo, seppur in maniera fortunosa, ma la punizione calciata da Totti, rimbalzata tra una selva di gambe, bacia la traversa e termina docile nelle mani di Marchetti. Al fischio finale di Orsato i biancocelesti possono alzare la sesta Coppa Italia della loro storia, mentre i giallorossi escono subissati dai fischi dei propri tifosi.

20 maggio 2015: Juventus-Lazio 2-1 (d.t.s.)

Dopo venti anni di digiuno, ecco finalmente la decima Coppa Italia per la Juventus. Arrivata alla sfida di Roma dopo una rocambolesca semifinale contro la Fiorentina, la squadra di Allegri (anche nella stagione 2014-15 in piena corsa per il Triplete) sfida la Lazio di Stefano Pioli, che eliminando Torino, Milan e Napoli stacca il biglietto per la terza finale casalinga degli ultimi anni. Stavolta niente turnover per i bianconeri, che schierano l’undici titolare, escluso Buffon a cui viene preferito il portiere di coppa Storari.

Arturo Vidal, tra i protagonisti della finale 2014-15

Il match si mette subito bene per i biancocelesti, che dopo neanche quattro minuti passano in vantaggio. Il merito è di Radu, che incorna alla perfezione su una punizione dalla trequarti del giovane Cataldi. Ma il vantaggio laziale dura poco, perchè al decimo l’altro capitano in campo, Giorgio Chiellini, devia in rete una sponda area di Evra sugli sviluppi di un altro calcio piazzato. Nonostante qualche buona occasione per Parolo e Djordjevic, la sfida si trascina ai supplementari. La sfortuna si accanisce sul numero 9 della Lazio, che dopo tre minuti di overtime colpisce ben due pali con lo stesso tiro, con il pallone che viene poi spazzato dalla difesa bianconera. A risolvere il match ci pensa Alessandro Matri, che la stagione successiva indosserà proprio la maglia biancoceleste, con un rasoterra non irresistibile che Berisha riesce solo a deviare nella propria porta, permettendo a Chiellini di sollevare il trofeo.

21 maggio 2016: Milan-Juventus 0-1 (d.t.s.)

Nel suo personalissimo derby del cuore, Max Allegri, fresco campione d’Italia per la seconda volta consecutiva, sfida il Milan di Christian Brocchi, sostituto dell’esonerato Mihajlovic. Tabellone semplice per i rossoneri, che per arrivare a Roma sconfiggono Sampdoria, Carpi e Alessandria. Più complicato il cammino della Juventus, che deve vincere un derby, aver ragione della Lazio nella rivincita della finale precedente per poi passare solamente ai rigori contro l’Inter, nonostante il 3-0 della semifinale di andata. Neanche stavolta gioca Gigi Buffon, in questo caso sostituito da Neto. A difendere i pali del Milan c’è invece il diciassettenne Gigio Donnarumma.

La Juventus festeggia la Coppa Italia 2016

Match abbastanza noioso, con un primo tempo contrassegnato da uno sterile dominio territoriale dei rossoneri. De Sciglio, Bonaventura e Poli impensieriscono la Juventus solo con conclusioni da fuori che non centrano mai lo specchio della porta. Nella ripresa la musica cambia e Donnarumma è costretto a un paio di interventi super (soprattutto quello su cross deviato di Pogba) per portare i suoi compagni e la partita ai tempi supplementari. L’uomo della provvidenza è Alvaro Morata, che entra al minuto 108 e che neanche due giri d’orologio dopo segna la rete della vittoria juventina nella sua ultima partita in bianconero prima di tornare a Madrid.