Francesco Cavallini

In inglese li chiamano late bloomers. Coloro che sbocciano in ritardo. Ed è un’ottima immagine, quella di un fiore che quando si apre è magnifico, ma che per farlo ci ha messo ben di più del previsto. Lo stesso succede a molti calciatori, che diventano delle stelle molto più tardi di colleghi che invece magari sono sotto la luce dei riflettori sin da quando non sono ancora maggiorenni. Ma il calcio ci insegna che non è mai troppo tardi. Ecco quindi una top five che prende in considerazione attaccanti che si sono trasformati in bomber spietati alla soglia dei (o oltre i) trent’anni. Cinque giocatori “ritardatari”, che sono anche riusciti a togliersi delle soddisfazioni che ad un certo punto della propria carriera sembravano davvero insperate.

5. Aritz Aduriz

Meglio chiarire subito una cosa. El Zorro, come tutti gli altri in questa lista, i gol li ha sempre fatti. Ma mai così tanti. Ed il punto di svolta della sua carriera, che lo ha portato a vincere per due volte il trofeo di miglior marcatore spagnolo della Liga (anche perchè per il titolo di Pichichi, con Messi e CR7 c’è quasi sempre poco da fare), è stato il ritorno a Bilbao, che lo ha adottato come un figlio nonostante provenga dalla rivale San Sebastian. Dal 2012, in cui Aduriz ha compiuto 31 anni ed ha rimesso piede al San Mames, sono arrivate ben 130 reti, quasi la metà esatta delle 264 segnate in carriera tra campionato e coppe. E il bomber basco non vuole fermarsi: è già a quota otto in stagione e punta al Mondiale, per lasciare magari il segno anche lì a 37 anni suonati.

4. Antonio Di Natale

Diventare grandi a 32 anni per un calciatore è una bella impresa. Eppure pare essere riuscita in pieno a Totò Di Natale, che magari aveva anche dato qualche segnale in annate precedenti (17 reti nel 2007/08, già trentenne), ma si era dovuto fermare per un grave infortunio subito in Nazionale. Poco male, perchè a partire dalla stagione 2009/10, Di Natale è diventato un bomber pressochè immarcabile per la maggior parte delle difese della Serie A. Capocannoniere per due volte consecutive, con 28 e 29 reti in campionato, poi altre due annate oltre quota venti e impreziosite da qualche marcatura nelle Coppe Europee. Alla fine anche per l’eterno Totò è arrivata la flessione, che ha significato scendere…a quota 17 e 14, prima di lasciare la sua Udinese ed il calcio alla soglia dei 40 anni, con quasi 200 reti su 300 in carriera realizzate dopo i trenta.

3. Ian Wright

Arrivare all’Arsenal a ventotto anni e diventare il recordman di reti del club? Fatto. Il 1991, quando Ian Wright mette piede per la prima volta a Highbury con la maglia dei Gunners, è destinato ad entrare nella storia personale dell’attaccante inglese, ma anche del football di sua maestà. Esordio in campionato con tripletta, con hat-trick (sempre contro il malcapitato Southampton) anche nell’ultimo match della stagione, firmando tra l’altro l‘ultima rete della storia della First Division, sostituita poi dalla Premier League. Per Wright 185 reti con la maglia dell’Arsenal, un record battuto solo da Titi Henry, e sei con la maglia dell’Inghilterra. Iniziando, ovviamente, da quel fatidico anno 1991.

2. Dries Mertens

Capire solamente alla soglia dei trent’anni di non essere un esterno, ma un centravanti coi fiocchi. Ecco la strana esperienza di Dries Mertens, che si è scoperto bomber di razza proprio nella stagione in cui la carta d’identità stava per segnalare l’imminente fine della terza decade. In realtà Ciro ha sempre segnato abbastanza anche da ala sinistra, soprattutto al PSV, ma il cambio di ruolo voluto per lui da Sarri (e favorito dall’infortunio di Milik) ha restituito al Napoli un bomber letale, capace di mantenere una media gol vicina alla rete a partita (40 gol in 47 partite giocate da prima punta). E adesso, guai a chi toglie Mertens dal centro dell’attacco, perchè sarà bello il primo amore, ma il secondo è più bello ancora!

1. Luca Toni

Cannelloni, Luca Toni, peperoni, Luca sei per me, numero uno! Alzi la mano chi non ha mai canticchiato il motivetto riarrangiato per Toni dai tifosi del Bayern Monaco. E giustamente, al numero uno di questa lista c’è proprio lui, Luca Toni, che dei late bloomers è un po’ il santo protettore. Prima grande stagione in Serie A a 27 anni, capocannoniere (e Campione del Mondo!) a 28, poi il trasferimento a Monaco di Baviera e trentanove reti in una singola annata. E quando, dopo molto girovagare, a 36 anni la scintillante carriera del bomber di Pavullo sembra terminata, ecco la rinascita. Venti reti per la salvezza del Verona nel 2013/14 e addirittura 22 nella stagione successiva, per un titolo di capocannoniere tanto insperato quanto meritato. Numero uno!