Francesco Cavallini

Ci sono squadre storiche, che entrano di diritto nella leggenda della massima divisione italiana. Il Grande Torino, il Milan di Capello o la Juventus schiacciasassi di Conte e Allegri. Ma ci sono anche compagini che la storia della Serie A la fanno a modo loro, stabilendo purtroppo primati negativi. Le pessime prestazioni di qualche club nel campionato di quest’anno rischiano di infrangerne alcuni. Vediamo quali.

5. Più volte peggior difesa (5 volte, Pescara, Lecce)

Lotta dura tra Palermo e Pescara. Il match del 21 maggio, che quasi certamente sarà ininfluente per qualsiasi discorso classifica, rischia di valere molto per evitare ai delfini un primato solitario indesiderato. Al momento infatti il Pescara domina a pari merito con il Lecce la graduatoria delle squadre che hanno avuto più volte la peggior difesa in un campionato di Serie A, cinque ciascuno. Gli uomini di Zeman sono attualmente la squadra colabrodo di questa stagione con 67 reti subite, ma i rosanero sono vicini con 63. Il boemo non sembra l’allenatore adatto per evitare di aumentare i gol al passivo, ma i biancocelesti vorranno provare a evitare questa ulteriore delusione in una stagione già abbastanza deprimente.

4. Peggior attacco stagionale (24 gol, Treviso 2005-06, Cesena 2011-12)

Per il 2016-17 la palma delle polveri bagnate andrà con molta probabilità all’Empoli di Martusciello, che con 17 reti all’attivo è comunque al momento sorprendentemente salvo. Senza un bomber di peso risulta difficile immaginare che i toscani possano migliorare la loro media, che li vede realizzare un gol ogni partita e mezza. E non diventa quindi così impossibile pensare che il record dei campionati a venti squadre, stabilito da Treviso e Cesena con sole 24 marcature stagionali, possa essere a rischio. Veneti e romagnoli hanno terminato i rispettivi campionati con un desolante ultimo posto e realizzando rispettivamente 7 e 6 reti nelle ultime otto giornate. Con cifre simili, l’Empoli potrebbe ottenere il record in coabitazione o in solitaria, ma soprattutto aggiudicarsi un primato positivo. Salvarsi con il peggior attacco della Serie A sarebbe infatti un’impresa mai riuscita.

3. Peggior differenza reti (-64, Venezia 1949-50)

In questo caso non c’è proprio competizione, il record sembra ben saldo nelle mani dei lagunari, che nella stagione 1949-50 sprofondano in Serie B sotto il peso di ben 89 reti subite a fronte delle 25 realizzate. Certo, altra epoca e altro calcio, se si pensa che in quell’annata il Milan secondo in classifica termina le trentotto partite del campionato con la ragguardevole cifra di 118 gol all’attivo. Un umiliante 0-8 casalingo contro i cugini del Padova e un paio di partite con sette reti al passivo garantiscono al Venezia un primato difficilmente contestabile. Già, perchè anche le squadre che in questa serie A si avviano a retrocedere non raggiungono cifre simili. A meno di un crollo clamoroso di Palermo e Pescara, che con -38 e -37 si contendono questo poco lusinghiero primato stagionale.

2. Maggior numero di sconfitte (28, Pescara 2012-13)

Tutto il trio di coda è in teoria ancora in competizione per raggiungere questo antipatico record. Ventuno sconfitte per Crotone, PalermoPescara. Di mezzo ci sono gli scontri diretti che per forza di cosa elimineranno qualcuno dalla “sfida” e una cifra, ventotto, che sembra comunque irraggiungibile in sole sette giornate. Il Pescara 2012-13 riesce nell’impresa al negativo perdendo 17 delle 19 partite del girone di ritorno ottenendo solo due pareggi con Palermo e Roma. Un crollo verticale per una squadra che aveva chiuso il girone di andata con venti punti, figli di sei vittorie e due pari, con una media che, se mantenuta, avrebbe garantito una salvezza tranquilla.

1. Minor numero di punti e minor numero di vittorie (21 e 3, Treviso 2005-06)

Quando il Treviso termina il campionato 200506 a 21 punti portando a casa solo tre partite segna un record che all’epoca viene considerato difficilmente superabile. Ma in questa stagione i fanalini di coda della Serie A rischiano di arrivare in fondo alle trentotto giornate infrangendo tutte e tre il poco invidiabile primato dei veneti. Punta al bonus il Pescara, che con solo due vittorie all’attivo, una delle quali ottenuta a tavolino alla seconda giornata contro il Sassuolo, può realizzare una combo da mani nei capelli. Nelle otto giornate che restano, il Crotone può evitare l’onta facendo almeno quattro punti. Al Palermo ne servono sei, mentre la squadra di Zeman dovrebbe ottenerne otto, uno a partita, di fatto triplicando la media punti attuale. Pare quindi probabile che a fine anno questo record vada aggiornato.

Naturalmente questi primati (escluso il numero 5, che calcola tutte le stagioni di serie A) sono legati ai campionati a venti squadre ed eventualmente riportano a tre punti a vittoria anche le cifre di stagioni in cui se ne guadagnavano due. In ogni caso la Serie A 2016-17 rischia di passare agli almanacchi per questa sfilza di record negativi, gettando ulteriori dubbi sulla effettiva competitività del campionato tricolore, che già da tempo viene messa in discussione.