Redazione

Quello dell’arbitro non è esattamente un mestiere invidiabile. Oltre a dover decidere in una frazione di secondo su episodi che spesso neanche le moviole riescono a chiarire, sono a volte anche il bersaglio della rabbia di chi li circonda. Tifosi, allenatori e, spesso, anche degli stessi atleti in campo. Lo sa bene Scott Wall, che nel match di NBA tra Memphis e Golden State si è visto recapitare un paradenti volante, cortesia di Steph Curry, per un fallo non fischiato. Espulsione per il due volte MVP e anche per Kevin Durant, che era andato a protestare. Ma questa lite, rispetto a ciò che lo sport ha da offrire, altro non è che una scaramuccia. Ecco episodi in cui tra arbitro e atleta le cose sono un po’ degenerate…

Cassano e Rosetti

Finale di ritorno della Coppa Italia 2002/03, il giorno in cui Antonio Cassano cementa forse per sempre la sua immagine da bad boy del calcio italiano. Fallo di Laursen sul pugliese non fischiato dall’arbitro Rosetti, che si becca un paio di insulti ed estrae il cartellino rosso. Ma a Fantantonio non va giù e si fa sotto all’arbitro, continuando a prenderlo a parolacce e facendogli il gesto delle corna. A fare le spese dalla sua rabbia, alla fine, è un cartellone pubblicitario, spaccato a calci da Totò.

Delmon Young, da battitore a lanciatore

Delmon Young è famoso nel mondo del baseball per due cose. La prima è essere stato la prima scelta assoluto al Draft 2003, senza però mai confermare le capacità che aveva mostrato a livello di college. La seconda…è aver tirato la mazza all’arbitro durante un acceso scambio di opinioni a nato a causa di una eliminazione. Dopo un breve conciliabolo Young si allontana dal piatto, ma addosso (anzi, in faccia) al direttore di gara arriva la mazza, mentre al giocatore arrivano 50 giornate di squalifica.

Burgos e l’arbitro del derby

Potendo dare un consiglio ad un arbitro, noi eviteremmo di discutere troppo con Mono Burgos, il focoso vice di Simeone. Ma nel derby madrileno del 2014 al Calderon, il direttore di gara invece di fischiare un calcio di rigore a tempo quasi scaduto a favore dell’Atletico, ammonisce Ferreira Carrasco per simulazione. E Burgos, per usare un eufemismo, non la prende affatto bene e ci vogliono tutti i membri della panchina, Simeone compreso, più gli altri ufficiali di gara per salvare l’arbitro dall’ira del Mono.

Serena Williams poco…serena

Game, set, match, Miss Clijsters. Che erano esattamente le parole che Serena Williams non avrebbe mai voluto sentire nella sua semifinale degli US Open nel 2009. Ma le sente comunque, per proteste. Anzi, minacce. L’americana è a due punti dalla sconfitta e si vede fischiare un fallo di piede sulla seconda di servizio. Match point per la belga, che però non viene neanche disputato, perchè la Williams si avvicina alla giudice di linea, racchetta in mano, minacciando di infilarle una pallina in bocca. Ma su un campo da tennis certe cose non si fanno. Game, set, match.

Carlos Alberto Godoy vs Alexis Meza

In Argentina il calcio è una cosa seria, ed è vissuto in una maniera così intensa che qualche scaramuccia ci scappa sempre. Ed è quindi quasi un classico che alla vista di un cartellino rosso, Carlos Alberto Godoy, attaccante dell’Huracan, decida di assestare un uno-due all’arbitro. Quello che non è esattamente comune è vedere Alexis Meza, il direttore di gara, reagire e vincere l’incontro per KO tecnico, grazie a un ottimo gancio che arriva precisamente sul volto di un sorpreso Godoy.