Francesco Cavallini

Con la rete di oggi al Sassuolo, Ciro Immobile da Torre Annunziata si avvia ad entrare di diritto nel novero dei grandi centravanti della storia della Lazio. Venti marcature, diciotto in campionato e due in Coppa Italia, superato Tommaso Rocchi che si era fermato a diciannove in due stagioni consecutive. Davanti a Immobile c’è ora solo un quintetto composto da nomi eccellenti, tra i quali è difficile scegliere il migliore. Ma noi ci abbiamo provato.

5. Hernan Crespo

Solo due stagioni alla Lazio per Valdanito, ma che numeri! Quarantotto reti in settantatre partite ed il titolo di capocannoniere della stagione 2000-01. Crespo,acquistato da Sergio Cragnotti per l’iperbolica cifra di 110 miliardi di lire, è il bomber delle grandi notti di Champions’ League, l’attaccante letale scelto per sostituire Alen Bokšić e formare con El Piojo Lopez una coppia perfettamente assortita.

Punta completa, dotata di un incredibile senso del gol ma capace anche di rendersi utile alla squadra con la sua intelligenza tattica, Crespo è ricordato per le sue acrobazie e per il dominio degli spazi aerei. Resta l’ultimo capocannoniere della storia della Lazio e, sebbene la sua permanenza a Roma sia stata breve, è d’obbligo inserirlo tra i super bomber biancocelesti.

4. Bruno Giordano

Bruno da Trastevere, dieci stagioni alla Lazio, esordisce in Serie A nel 1975, realizzando il gol vittoria contro la Sampdoria su assist di Giorgio Chinaglia. Da Long John eredita la maglia numero 9 e il ruolo di fulcro dell’attacco biancoceleste. Nella stagione 1978-79 si laurea capocannoniere con 19 reti, guadagnandosi anche la Nazionale. Si ripeterà quattro anni dopo, in Serie B, al rientro dopo la squalifica per lo scandalo calcioscommesse.

Bruno Giordano e Pino Wilson

La cavalcata trionfale della promozione dell’83 porta impresso il suo marchio, così come la salvezza dell’anno successivo. Sua la doppietta contro il Pisa che regala ai biancocelesti guidati da Carosi la permanenza nella massima serie, che gli vale la fascia di capitano nel suo ultimo anno di permanenza a Roma. Per Giordano un totale di 108 reti in 254 presenze e un legame sanguigno con città e tifosi.

3. Silvio Piola

Impossibile parlare di bomber biancocelesti senza citare Silvio Piola. L’attaccante più prolifico del calcio italiano ha vestito la maglia della Lazio per ben dieci stagioni, realizzando 159 reti, che ne fanno anche il miglior marcatore nella storia della società. Due titoli di capocannoniere per lui, ma soprattutto una Coppa del Mondo alzata come tesserato laziale.

Per la Lazio Piola rappresenta anche il primo grande cannoniere delle coppe Europee. Le sue dieci reti in sei partite permettono ai biancocelesti di raggiungere la finale della Coppa dell’Europa Centrale del 1937. Tre marcature del bomber pavese nella doppia finale non bastano però a sollevare l’ambito trofeo, che viene vinto dagli ungheresi del Ferencváros. Un Piola sanguinante che realizza due reti nel derby del 1941 resta l’immagine simbolo della Lazio coriacea e combattiva degli anni Trenta e Quaranta.

2. Giuseppe Signori

E segna sempre lui… Impossibile dare torto al pubblico biancoceleste, dato che in cinque stagioni e mezza il bomber di Alzano Lombardo ha raggiunto la ragguardevole cifra di 127 reti in quasi duecento apparizioni con la maglia della Lazio. Ben tre volte capocannoniere della Serie A, addirittura due piazzamenti tra i cinquanta finalisti del Pallone d’Oro e l’affetto sconfinato dei suoi tifosi.

Giuseppe Signori in azione a San Siro con la maglia della Lazio

La contestazione scatenata nel 1995 da una sua possibile cessione al Parma di Tanzi resta uno dei momenti indelebili della storia del tifo laziale, con Cragnotti costretto ad interrompere ogni trattativa dopo una vera e propria insurrezione popolare. Il sinistro di Signori, per alcuni anni anche capitano della Lazio, è il simbolo della trasformazione della società biancoceleste da squadra di medio livello a grande protagonista del calcio italiano.

1. Giorgio Chinaglia

Arrivato nel 1969 nella Lazio appena promossa in Serie A, Giorgio Chinaglia da Carrara, per tutti Long John, diventa immediatamente l’idolo di tutti i tifosi biancocelesti. Il suo animo battagliero e un carattere fiero ed orgoglioso infiammano gli animi dei supporter laziali. Chinaglia segna con regolarità e con ventuno reti vince la classifica cannonieri di B, contribuendo alla promozione nella stagione 1971-72.

Ma a cementare il suo posto nella leggenda sono le ventiquattro marcature dell’anno del primo scudetto, tra cui la rete nel derby con tanto di famoso dito rivolto alla Curva Sud e il rigore contro il Foggia che regala il campionato alla Lazio con una giornata di anticipo. Genio e sregolatezza, Chinaglia rappresenta tuttora la massima espressione dei bomber biancocelesti. Le sue 122 reti in sette stagioni non saranno il record societario, ma di certo hanno contribuito a regalare alla Lazio e ai suoi tifosi le emozioni più forti.

Anche questa top five termina qui. Ma come sempre, siamo curiosi di conoscere il vostro parere. Siete d’accordo con la nostra lista? O abbiamo dimenticato qualcuno? Fatecelo sapere!