Redazione

Papà, sono molto orgoglioso di te. E hai fatto una bellissima partenza. Facile immaginare che sotto il casco di Felipe Massa, che per l’ultima volta è sceso in pista sul circuito di casa, ci fossero lacrime copiose. La voce del team radio è quella di suo figlio Felipinho, otto anni, che ovviamente è stato l’ospite d’onore del Gran Premio del Brasile. Che ha regalato una vittoria alla Ferrari con Vettel, una rimonta stratosferica a Hamilton (con tanto di impressione che il Campione del Mondo avrebbe vinto con facilità se fosse partito in griglia), ma soprattutto l’ovazione del pubblico brasiliano all’idolo locale. Sarà però l’ultima, almeno per un po’, perchè con il ritiro dalla Formula 1 di Massa si potrebbe interrompere una tradizione lunga ormai mezzo secolo: è dal 1969 che il Circus non parte senza un pilota verdeoro in pista. Vediamo quindi i grandi esponenti della scuola brasiliana.

5. Rubens Barrichello (1993-2011)

Rubinho, forse il miglior secondo pilota di tutti i tempi, detiene il record di gran premi disputati (326), ma con sole 11 vittorie. Il compagno di squadra di Michael Schumacher negli anni d’oro della Ferrari non ha mai potuto realmente competere per il campionato mondiale, visto lo strapotere del Kaiser di Maranello, ma in quasi tutte quelle stagioni è stato il primo degli umani. Quando ha lasciato la Rossa per accasarsi alla Honda (poi diventata Brawn), si è parzialmente affrancato dall’ombra di Schumi, ma anche in quel caso non si è mai avvicinato al titolo. Per longevità agonistica e regolarità, resta però uno dei migliori piloti della sua generazione.

barrichello ferrari

4. Felipe Massa (2002, 2004-2017)

Massa invece Campione del Mondo lo è stato, anche se solo per qualche manciata di secondi. Giusto il tempo necessario ad Hamilton per superare Glock e ottenere il titolo in extremis nel 2008. Quella in Brasile di quel giorno è anche l’ultima vittoria in carriera per il brasiliano, che comunque è sempre stato un ottimo alleato per i piloti Ferrari che hanno puntato alla vittoria nel Mondiale. Per Felipe in quattordici anni di Formula 1 sono arrivati 11 trionfi, 41 podi, 16 pole position e 15 giri veloci. Cifre che potevano comunque aumentare, se il paulista non avesse dovuto saltare buona parte della stagione 2009 per un grave incidente nel GP d’Ungheria. Ma considerando che la sua carriera sembrava a rischio, continuare per altri otto anni a buon livello è stato indice della sua grandezza.

massa ritiro

3. Emerson Fittipaldi (1970-1980)

Pilota, costruttore, campione del Mondo. Il brasiliano di origine lucane, soprannominato El Topo per una dentatura abbastanza pronunciata, è stato da entrambe le parti della scrivania durante la sua decennale carriera in Formula 1. Arrivato alla guida della Lotus nel 1970, due anni dopo coglie il suo primo titolo mondiale davanti a Jackie Stewart e alla sua Tyrrell, ma nel 1974 lascia la scuderia per dissapori con la dirigenza e con il compagno di squadra, lo svedese Peterson. Il passaggio in McLaren coincide con la seconda corona iridata, stavolta superando sul filo di lana la Ferrari di Regazzoni. Gli anni successivi sono abbastanza deludenti, da quando nel 1976 Emmo decide di fondare una scuderia che porta il suo cognome. Da quel momento la sua carriera intraprende un rapido declino, ma non cancella le grandi annate dei primi anni Settanta.

2. Nelson Piquet (1978-1991)

Proprio in contemporanea con il crollo di Fittipaldi comincia a risplendere la stella di Nelson Piquet, che nell’arco della sua carriera vince tre campionati Mondiali (1981, 1983 e 1987), ma soprattutto si trova nella scomoda situazione di aver dovuto competere nel corso degli con il gotha della Formula 1 mondiale, partendo da Lauda, passando per Prost, Senna e Mansell e terminando nel 1991 come compagno di squadra…di Michael Schumacher. Nonostante ciò, Nelsinho si è aggiudicato tre volte la corona iridata, due su Brabham e una guidando una Williams. Personaggio molto mediatico, con fama di playboy e paparazzato ovunque, Piquet resta nella memoria degli appassionati come il ragazzaccio delle Formula 1 anni Ottanta, capace di sbaragliare una concorrenza dura e spietata, nel periodo che ha regalato al Circus i migliori piloti della sua storia.

1. Ayrton Senna (1984-1994)

Il Mito assoluto. Per tutti, semplicemente, Ayrton. Il mago della pioggia, il campionissimo, ma soprattutto l’ultimo brasiliano in grado di aggiudicarsi un titolo mondiale. Amatissimo, in Brasile come in tutto il mondo, Senna è il protagonista della Formula 1 leggendaria di fine anni Ottanta, quella dei Prost e dei Mansell, delle rivalità interne alla McLaren e dell’autoscontro con il Professore quando il francese guidava una Ferrari. Tre campionati del mondo per Senna (1988, 1990 e 1991, tutti con la McLaren), un record di pole position superato solo prima da Schumi e poi da Hamilton, e una carriera inimitabile, fatta di successi incredibili e delusioni pazzesca. Interrotta, purtroppo, un giorno di maggio ad Imola, quando il mondo intero ha perso uno dei più grandi piloti della storia della Formula 1. Ma soprattutto, l’ha perso il suo Brasile. Che ancora non smette di cercarne l’erede…