Francesco Cavallini

E alla fine, come prevedibile, ha vinto CR7. Cinque volte Pallone d’Oro, come Leo Messi. E già parte il conto alla rovescia per l’edizione 2018, quella post-Mondiale, che può già spezzare il precario equilibrio appena raggiunto. Negli ultimi dieci anni non c’è stata partita, anche in annate in cui, francamente, il premio sarebbe potuto andare ad altri. E quindi gli altri 28 candidati, 29 se contiamo anche Messi (che non poteva certo sperare di vincere dopo l’annata fallimentare del Barça), si sono dovuti accontentare di una manciata di voti e sono finiti a mani vuote. E quindi vogliamo consolarli, con dei premi che magari non verranno mai ufficializzati da France Football, ma che a vedere la classifica di certo qualcuno dei trenta merita eccome!

Premio “Cosa ci faccio qui su?” – N’Golo Kante, ottavo

La classe operaia va in Paradiso, ma soprattutto entra nella top ten del Pallone d’Oro. Il centrocampista del Chelsea si piazza tra i dieci migliori calciatori del 2017, mettendosi dietro molti concorrenti ben più accreditati, come il compagno di squadra Hazard, diciannovesimo, o quello di nazionale Griezmann, arrivato un gradino più in alto del belga. Il francese è il primo mediano ad arrivare così in alto in classifica dai tempi di Steven Gerrard, che nel 2009 era arrivato anche lui ottavo. Un tributo al numero classico del centrocampista di fatica?

Premio “Come sono finito qui giù?” – Toni Kroos, diciassettesimo

Scorrendo la classifica, il Real Madrid è ben rappresentato, a partire dal vincitore. Dopo di lui arrivano Modric, quinto, Sergio Ramos, sesto, Isco, dodicesimo e Marcelo, sedicesimo. Sesto nella nomenclatura dei Blancos è Toni Kroos, che si piazza al numero diciassette proprio nella stagione della sua consacrazione mondiale. E passi la preferenza al compagno di reparto croato o al Gran Capitan delle Merengues, ma il quinto posto tra gli umani è troppo penalizzante per il metronomo tedesco. Che forse paga poco appeal mediatico o una…capigliatura poco riconoscibile

Premio “Ritenta, sarai più fortunato” – Neymar, terzo

Per la quinta volta nella top ten, due volte terzo dietro ai due alieni. Poteva essere l’anno di Neymar, ma con tutta probabilità il brasiliano dovrà sperare nel 2018 per interrompere la diarchia di Ronaldo e Messi. Con Parigi ai suoi piedi (in tutti i sensi), un campionato francese praticamente già in banca e una Champions da protagonista, il fantasista verdeoro potrebbe partire in buona posizione per la prossima edizione. Poi, con tutta probabilità, la differenza la farà il Mondiale. Dove al momento pare molto più favorito il suo Brasile dell’Argentina della Pulce o del Portogallo di CR7. Che sia la volta buona?

Premio “L’importante è partecipare” – Dries Mertens e Coutinho, ventinovesimi ex aequo

Zero voti, ben 946 in meno del vincitore. Ok che già essere tra i trenta può essere considerata una gran soddisfazione, ma rimanere all’ultimo posto senza rimediare almeno una preferenza (o due, come nel caso del romanista Dzeko) non fa piacere a nessuno. L’attaccante del Napoli ed il numero dieci del Liverpool possono però consolarsi. Lo scorso anno sono rimasti al palo, tra gli altri, Higuain, Neuer e Sergio Ramos. A dimostrazione che, come a Sanremo, l’ultima posizione non è sempre una bocciatura.

Pallone d’Oro ad honorem – Gianluigi Buffon, quarto

Ma per chiudere ci facciamo per un attimo seri. Gigi Buffon, all’ultimo anno di carriera, chiude al quarto posto, ad un passo dal podio. In ogni caso, una gran bella soddisfazione per il capitano della Juventus, che alla soglia dei quarant’anni riesce a scalzare dai dintorni del podio concorrenti molto più giovani e, soprattutto, calciatori di movimento. Peccato che il portierone azzurro non potrà esibirsi nel suo personale canto del cigno in Russia. Ma il mondo del calcio lo considera ancora il miglior estremo difensore al mondo. E l’idea di lasciare ancora sulla breccia è da vero campione, no?