Francesco Cavallini

Mesut Ozil è sul piede di partenza e l’Arsenal può farci veramente poco. Il contratto del fantasista tedesco scade a giugno 2018 e le trattative per il rinnovo sono terminate da un pezzo, senza la tanto sospirata firma. Di conseguenza il calciatore può tranquillamente scegliersi la propria destinazione per la prossima stagione, o portare all’Emirates una società pronta a rilevarlo a gennaio, facendo rientrare l’Arsenal almeno di una parte dei milioni spesi per portarlo a Londra. E Ozil può aver trovato questo estimatore: José Mourinho, disposto a portarlo subito a Old Trafford. E il tedesco ne sarebbe felice, dato che ha sempre speso belle parole per il suo ex tecnico ai tempi del Real. E non è l’unico ad essere “innamorato” di Mou. Ecco altri cinque calciatori che hanno un rapporto speciale con il tecnico di Setubal.

Zlatan Ibrahimovic

Ho cominciato a capire che Mourinho dava tutto per la squadra, quindi io ero pronto a dare tutto per lui. È una sua qualità. Portare i suoi calciatori a voler addirittura uccidere per lui.

Quando a fare complimenti del genere è Zlatan, si comprende facilmente quanto Mourinho, al di là dei giudizi sul suo calcio, possa meritare in pieno il soprannome di Special One. Un anno assieme all’Inter, per poi ritrovarsi quasi un decennio dopo al Manchester United. E il legame tra i due non è stato spezzato dal grave infortunio di Ibra. Nella sua scelta di continuare a Old Trafford per un’altra stagione, Mou ha contato moltissimo. E chissà che il tecnico non venga ripagato da un ritorno in grande stile..

Marco Materazzi

Il miglior allenatore del mondo. Ero appena uscito dall’Europeo 2008 con l’Italia, avevamo perso ai rigori con la Spagna. Mi arriva un suo sms: “Ti aspetto per iniziare a vincere insieme”

E insieme hanno vinto Marco Materazzi e Josè Mourinho, due scudetti, ma soprattutto un triplete che resta nella storia dell’Inter. Due annate in cui Matrix dà un importante contributo, pur essendo considerato una riserva. Ma secondo il difensore campione del mondo, uno dei maggiori pregi di Mou è l’empatia con la squadra intera, dal campione conclamato alla giovane promessa. La stessa empatia che porta il gruppo, guidato dal suo condottiero, a combattere contro tutto e contro tutti.

Xabi Alonso

Mourinho è competitivo al 100%, lui vuole solo vincere. Quando è arrivato al Real ha scosso club, giocatori e tifosi, ha cambiato le cose e ci ha resi competitivi.

Altro aspetto della intrigante personalità del portoghese è la feroce volontà di arrivare al risultato. A evidenziarla è Xabi Alonso, per tre stagioni agli ordini di Mourinho al Santiago Bernabeu. E nonostante Mou abbia terminato la sua esperienza alla Casa Blanca per rapporti burrascosi con parte della rosa, il basco è sempre rimasto uno dei fedelissimi del tecnico, a differenza di Cristiano Ronaldo.

Wesley Sneijder

Gli ho telefonato prima di accettare il trasferimento al Galatasaray, perchè è una persona importante nella mia vita. Gli ho chiesto cosa ne pensasse e mi ha dato ottimi consigli.

Sneijder, grande protagonista del triplete nerazzurro, considera Mourinho alla stregua di un secondo padre. Difficile dargli torto, vista la svolta che il tecnico di Setubal ha saputo imprimere alla carriera dell’olandese, che dopo l’esperienza a Madrid sembrava in calando. Arrivato per 15 milioni di euro a Milano, Sneijder ha concluso l’anno 2010 con cinque trofei in bacheca, il secondo posto al Mondiale in Sudafrica e il quarto posto al Pallone d’Oro. Niente male, no?

Didier Drogba

Insieme, uno accanto all’altro, combattendo per lo stesso obiettivo? Lontani? In squadre diverse? In paesi diversi? O ormai vecchi, con Didier ritirato mentre io alleno su una sedia a rotelle? Non importa. Didier sarà sempre accanto a me nel mio cuore…

Stavolta la citazione è opposta, è Mou a parlare di Drogba. Da queste righe, tratte dalla prefazione dell’autobiografia dell’ivoriano, si evince tra i due un rapporto capace di superare le barriere del campo e del calcio in generale. Un amore totalmente corrisposto dall’attaccante ex Chelsea, che non perde l’occasione di abbracciare il suo mentore e di scherzare con lui in ogni angolo del mondo in cui le loro storie calcistiche si vanno ad incontrare. In onore di due carriere che si sono incrociate a Londra, ai tempi del Chelsea, ma di un’amicizia che si è consolidata lungo tutto l’arco di una vita sportiva.