Francesco Cavallini

Milik in prestito al Chievo per Inglese? Difficile che si realizzi, ma sarebbe un’operazione di mercato non del tutto atipica. Anzi, seguirebbe un trend che nel corso degli anni ha prodotto risultati interessanti sia in Italia che in Europa attraverso prestiti inaspettati…

5. Jürgen Klinsmann al Tottenham

Difficile immaginare gli Spurs in lotta per la salvezza, ma nella stagione 1997/98 il Tottenham rischiava seriamente di sprofondare nell’allora First Division. Per fortuna dei tifosi di White Hart Lane, la Sampdoria decide di cedere in prestito Klinsmann alla sua ex squadra, che lo accoglie a braccia aperte. Ed il bomber tedesco non delude le attese, contribuendo in modo decisivo con nove reti ad evitare la retrocessione e lasciando per la seconda volta Londra Nord da eroe del tifo biancoblu.

4. Andrea Pirlo alla Reggina

Quando si dice “andare a farsi le ossa in provincia”. L’Inter aveva acquistato il giovane Andrea Pirlo dal Brescia, ma il minutaggio per il fantasista nella rosa nerazzurra era abbastanza ridotto. Per questo Pirlo viene ceduto in prestito alla neopromossa Reggina, che invece trova subito spazio per la fantasia del Maestro. Ventotto presenze e sei reti per lui sullo Stretto, in una stagione (quella 1999/2000) storica per gli amaranto. Grazie al futuro campione del mondo (ma anche a Kallon e Baronio), la squadra di Franco Colomba termina il campionato in dodicesima posizione, togliendosi lo sfizio di pareggiare a Torino con la Juventus e di espugnare l’Olimpico contro la Roma.

3. Romelu Lukaku al West Bromwich

Che Lukaku fosse un predestinato era abbastanza evidente a tuti, in particolare al Chelsea che lo aveva acquistato dall’Anderlecht ad appena vent’anni. Ma nella rosa dei Blues non c’è spazio per il centravanti, che viene ceduto in prestito al West Bromwich nella stagione 2012/13. E non è certo un caso che quell’annata sia la migliore degli ultimi due decenni per i Baggies, che terminano all’ottavo posto in Premier League grazie al determinante contributo dell’attaccante belga. Che chiude il campionato (e la carriera di Ferguson) realizzando una storica tripletta contro il Manchester United, peraltro subentrando nella ripresa.

2. Alvaro Recoba al Venezia

Se la salvezza del Venezia 1998/99 avesse un nome, si chiamerebbe di certo Alvaro Recoba. L’arrivo del fantasista uruguaiano cambia totalmente la stagione della squadra di Novellino, fino a quel punto tra le principali candidate alla retrocessione in Serie B. Undici reti in diciannove presenze per il Chino, che scatena la verve realizzativa di Pippo Maniero e si permette il lusso di decidere alcuni match da solo, come dimostra la tripletta nel 4-1 alla Fiorentina. E grazie a Recoba quel Venezia termina il campionato all’undicesimo posto, ottenendo una salvezza relativamente tranquilla e certamente inaspettata alla fine del girone di andata.

1. Fernando Morientes al Monaco

Difficile considerare il Monaco una piccola del calcio europeo, ma la quasi trionfale cavalcata europea del 2003/04, terminata a un passo dal sogno contro il Porto di Mourinho, è stata di certo inaspettata. Merito di Deschamps, di Giuly, ma soprattutto di Fernando Morientes, arrivato in prestito dal Real Madrid dove non aveva spazio. Una scelta saggia quella dei blancos, che però gli si ripercuote contro quando le due squadre si incrociano ai quarti di finale di Champions League. El Moro realizza la rete del definitivo 4-2 al Bernabeu e la seconda del 3-1 casalingo che qualifica i monegaschi. Per Morientes in quella stagione 19 reti in Ligue1, ma soprattuto il titolo di capocannoniere in Europa con 9 marcature, ben 5 in più di quel Ronaldo che gli aveva tolto il posto a Madrid.