Redazione

Ventidue calciatori in campo, undici reti. Non male come media, ma un evento abbastanza raro. Di 8-3 come quello dell’Udinese al Perugia nel match di Coppa Italia non se ne vedono poi tanti. Non per niente si tratta di un risultato così strano che, quelle poche volte che appare su un tabellone, resta indelebile nella memoria di chi ha assistito alla partita. E anche negli annali, perchè spesso si trasforma nella miglior vittoria (o nella peggior sconfitta) di una delle squadre in campo. Andando a ritroso, ecco altri due 8-3 leggendari, da consegnare ai posteri assieme a quello dei friulani…

Monaco-Deportivo la Coruña 8-3 (2003)

La quarta giornata della Champions League 2003/04 regala una partita piena zeppa di reti. Protagoniste sono il Monaco, che quell’anno arriverà a contendersi la finale contro il Porto di Mourinho, ed il super Depor,  che in quegli anni era una presenza fissa delle competizioni continentali. Quella sera di novembre però i galiziani avrebbero probabilmente preferito trascorrerla lontano dal Louis II di Montecarlo, perchè la squadra di Deschamps manda in visibilio il proprio pubblico con un roboante 8-3, firmato da un poker del bomber croato Prso. I monegaschi vanno subito sul 4-0 e al Deportivo non basta un Tristan ispiratissimo per non subire l’umiliazione delle otto reti. Poco male, perchè nonostante la differenza reti sfavorevole, gli spagnoli passano comunque il girone come secondi e arriveranno in semifinale, dopo aver compiuto una leggendaria remuntada contro il Milan di Ancelotti campione in carica.

Ungheria-Germania Ovest 8-3(1954)

Difficile competere con la nazionale ungherese nel 1954. Che può schierara Puskás, Kocsis, Hidekguti, Czibor, giusto per citarne quattro. Lo scopre a sue spese la Germania Ovest di Fritz Walter, che nel girone eliminatorio della Coppa del Mondo 1954 si ritrova proprio i magiari. Proprio l’undici che l’anno precedente ha stupito il mondo andando a battere i Maestri inglesi nel tempio di Wembley. E il match in Svizzera non si discosta troppo da quello giocato a Londra: gli ungheresi sono imprendibili e strapazzano i tedeschi con un 8-3 che non lascia spazio all’immaginazione. Il problema per la Squadra d’Oro è che difficilmente i teutonici non apprendono dalle lezioni ricevute. E per questo Puskás e compagni, che incrociano di nuovo la strada della Mannschaft in finale, vengono clamorosamente sconfitti con un 3-2 che segna la prima affermazione della Germania (Ovest) nella Coppa Rimet, ma anche l’inizio del crollo del mito dell’Aranycsapat, che terminerà con l’invasione sovietica del 1956 e la fuga all’estero dei migliori calciatori magiari.