Luigi Pellicone

Bella, brava, intelligente e campionessa. Arianna Errigo in una parola? Solare. Il sorriso sempre sul volto. L’incontro è all’Hilton di Roma, in occasione dei mondiali paralimpici. Arianna, ragazza di rara sensibilità, non è voluta mancare all’evento. C’era una promessa da mantenere. E anche qualche lacrimuccia da versare quando Bebe Vio chiude l’assalto decisivo con la Russia e regala l’oro del fioretto a squadre.

Arrianna Errigo e Bebe Vio, abbraccio fra campionesse

Un abbraccio fra due campionesse. Un oro che Arianna vuole riconquistare, dopo la cocente delusione del 2016. Anche allora furono lacrime dopo il ko gli ottavi di finale. Adesso è in attesa della calendarizzazione: rischia di dover scegliere fra sciabola e fioretto. Lei che ama entrambe. Non chiedetele di scegliere. Lei cosi estrosa, d’attacco, sempre in cerca della stoccata. Impedirle di tirare è un affronto allo sport e alle emozioni. La sciabola può attendere? No. Il sogno è di qualificarsi a Tokyo 2020 in entrambe le discipline. Anche se il regolamento, con ogni probabilità, la costringerà a una scelta comunque dolorosa.

Arianna, come sta la scherma italiana?

Bene, direi gode di ottima salute. Stanno crescendo giovani interessanti. Tanti potenziali campioni e campionesse: dovessi indicare un nome direi Martina Favaretto. Una cadetta che sta studiando da regina della scherma. Ha 15 anni ed è già un fenomeno.

E Arianna, invece, come sta? Con ogni probabilità deve scegliere fra punta e taglio…

Sono ottimista. Non voglio ancora scegliere. Preferisco allenarmi sia sulla sciabola che con il fioretto. E finche vi sarà una minima possibilità di gareggiare in entrambe le discipline, non smetterò di credere nel mio sogno: vincere con entrambe le armi. Questa regola proprio non la capisco, si rischia di condizionare gare e qualificazioni ai mondiali e alle olimpiadi. La scherma, intesa come movimento, deve trovare una soluzione.

In ogni caso l’obiettivo è riscattare il mondiale 2016

Una grande amarezza inutile nasconderlo: ero arrivata da superfavorita sono uscita agli ottavi di finale in una gara incredibile. Di solito, quando sono in pedana, a volte posso sbaglio mai così spesso come quella volta. Non so spiegarmelo bene ancora oggi. So solo che ho perso. Cose che succedono, lo sport è così. Una giornata storta nel momento più sbagliato possibile ha cancellato anni di lavoro. Mi rifarò

Obiettivo Tokyo 2020: sciabola o fioretto

Entrambe!

La Errigo proprio non si arrende…

Sto inseguendo un sogno e fino a che non vi sarà l’ufficialità non rinuncio al mio progetto. Qualificarmi alle Olimpiadi sia con la sciabola che con il fioretto. Dirò basta solo quando vi sarà una decisione ufficiale. Non posso né voglio credere di restare fregata dal mio mondo. Sarò folle, ma continuo a crederci

Folle? Come la sua squadra di calcio?

Già, sono interista. E molto fiera di esserlo.

Quest’anno qualcosa sembra cambiato

Sono molto contenta dei risultati. Il gioco non mi esalta, ma alla fine contano i punti. Stiamo lottando al vertice, come non succedeva da anni. E questa volta possiamo giocarcela sino in fondo. Spalletti ha instillato un nuova mentalità che mi piace. Non so se si possa vincere. Di certo mi piace l’idea che si punti sempre al massimo. Chi fa sport, ragiona così.