Ignazio Castellucci

Dopo l’accoglimento lo scorso 1 febbraio dei ricorsi di 39 atleti russi, 28 dei quali riammessi a partecipare alle competizioni olimpiche inclusi i Giochi invernali che inizieranno a Pyeongchang – su cui abbiamo riferito nel Posticipo – il Tribunale Arbitrale Sportivo di Losanna ha ricevuto ulteriori richieste di arbitrato da parte di numerosi atleti e allenatori russi pure esclusi a suo tempo dallo IOC dalle competizioni olimpiche per le vicende di doping emerse in occasione dei Giochi di Sochi del 2014.

Si tratta di 32 ricorsi presentati il 6 febbraio, e di altri 15 presentati il giorno successivo – mentre era in corso l’udienza disposta in via d’urgenza sui primi 32, davanti al Collegio arbitrale presieduto dalla canadese Carol Roberts, avvocato e mediatore di lungo corso con specifica esperienza negli arbitrati sportivi internazionali; con Bernhard Welten (svizzero) e Zali Steggall (austriaco) come arbitri a latere.

Ricorsi molto urgenti

Tutti i ricorsi sono stati presentati con richiesta di provvedimenti urgenti, per eventualmente permettere i ricorrenti di partecipare ai Giochi coreani – sotto bandiera neutrale per l’esclusione del Comitato Olimpico russo da questi Giochi. L’udienza del 7 febbraio, in cui venivano trattati i primi 32 è stata rinviata a alla mattina successiva, per permettere la riunione a quei 32 ricorsi degli altri 15 depositati. È stato annunciato che la decisione dei ricorsi sarà annunciata a Pyeongchang – dove il TAS ha aperto un ufficio ad hoc – nella mattina del 9 febbraio alle ore 11 locali, dal Segretario Generale del CAS Matthieu Reeb. La cerimonia inaugurale dei Giochi inizierà alle 20, ora locale.

alcuni sono stati già rigettati

Altri due ricorsi erano stati depositati, uno da parte di sei atleti russi, e l’altro da parte di sette membri del loro staff, e assegnati a un diverso Collegio (Presidente Mohammed Abdel-Rahouf, avvocato e arbitro egiziano, e professore di arbitrato alla Sorbona; a latere la francese Laurence Boisson de Chazournes e il sudcoreano Park Jinwon). Questo collegio si è immediatamente pronunciato rigettando i ricorsi, dichiarandosi carente di giurisdizione al riguardo (le motivazioni saranno rese note tra qualche tempo).

Per gli altri si saprà a breve

Il successo dei primi 39 ricorsi ha evidentemente invogliato molti altri atleti a tentare la riammissione per le vie legali. Il fulmineo rigetto dei due ricorsi più recenti, assegnati a un Collegio diverso e probabilmente segnati da evidenti problemi di ammissibilità, immagino voglia segnalare l’indisponibilità del TAS ad apparire come una facile entrata posteriore per chi è stato escluso dallo IOC; al tempo stesso, il momento scelto per comunicare al mondo la decisione sugli altri 32+15 ricorsi lascia pensare che non sia impossibile che essi seguano, almeno alcuni, la scia dei primi 39 già accolti. Vi daremo notizie.