Redazione

Ma quale Inter, ma quale Milan. Almeno per gli appassionati di basket, il vero derby lombardo andrà in scena nel monday night della terza giornata del campionato di Serie A. Al Palasport Lino Oldrini (perchè guai a chiamarlo PalA2A) di Varese arrivano gli ospiti più importanti della stagione: la gloriosa Pallacanestro Cantù. Come è facile intuire, non ci sono denominazioni o sponsor che tengano, perchè parliamo di una rivalità che va avanti da decenni e che per passione (e problematiche di ordine pubblico) rischia di far impallidire i derby che si giocano sul prato verde di San Siro. Non per niente da Cantù arriveranno solamente in 80, con biglietti venduti autonomamente dalla società ospite. Per tutti gli altri, divieto di trasferta.

Due società tra le più titolate del basket italiano

Le due società sono tra le più vincenti della storia del basket italiano; 5 coppe dei campioni per Varese, 2 per Cantù, che però può vantare l’intrigante soprannome di Regina d’Europa, avendo conquistato tutte e tre le competizioni continentali e mostrando in bacheca meno trofei del solo Real Madrid. Eppure la rivalità non è affatto confinata al parquet e ai palazzetti, anzi. Le due città si preparano con settimane di anticipo all’evento e anche le tifoserie spesso e volentieri danno il loro contributo. A volte particolarmente apprezzabile e fatto di tifo spasmodico, altre, purtroppo, con scontri di cui si farebbe tranquillamente a meno. Ma, volendo escludere le ragioni sportive, da dove deriva questo campanilismo così forte da trascendere anche al di fuori del campo?

Una rivalità quasi millenaria

Presto detto, basta tornare indietro di circa novecento anni, addirittura al periodo di Federico Barbarossa. Re di Germania, Imperatore dei Romani e, soprattutto, acerrimo nemico del Comune di Milano. Per questo il Comune di Como, sconfitto in una guerra decennale, si era rivolto all’Imperatore affinchè prendesse le sue parti contro i meneghini. E durante una delle tante guerre dell’epoca, la città sul lago fu testimone dell’ingresso trionfale del monarca e nominata città imperiale. Con buona pace delle vicine Varese e Lecco, alleate di Milano, e messe a ferro e fuoco dalle truppe del Barbarossa. Da lì in poi Varese e Cantù, che come ci tengono a ribadire i tifosi del Pianella, è provincia di Como, si sono spesso trovate sotto lo stesso dominio, ma non hanno mai smesso, almeno in campo sportivo (ma non solo), di farsi la guerra.

Ma c’è qualcuno che mette tutti d’accordo

Al punto che nel 1999, proprio a Cantù, il derby è stato interrotto a pochi secondi dalla fine per lancio ripetuto di oggetti, con i futuri Campioni d’Italia di Varese avanti di due punti contro i padroni di casa. C’è anche una serie di ex, che hanno avuto l’onore (e il coraggio) di militare in entrambe le compagini. Giocatori, allenatori, addirittura dirigenti. Ma la figura che in fondo in fondo unisce tutti è quella di Carlo Recalcati, bandiera della Cantù regina d’Europa degli anni Settanta, ma poi allenatore dello storico scudetto della stella di Varese (proprio nella stagione degli scontri). Alla faccia dei campanili e del Barbarossa…