Francesco Cavallini

Vincere l’Europeo: fatto. Ricevere il trofeo come MVP del torneo: fatto. Fare impazzire di gioia tutta la Slovenia: fatto. Esiste qualcosa di più emozionante? Evidentemente sì. Perchè Goran Dragić, che ha trentuno anni e che ormai è abituato al palcoscenico della NBA da quasi dieci anni, si è commosso come un bambino. Motivo? Un regalo inaspettato e molto, molto particolare. Il playmaker della Slovenia ha infatti ricevuto in dono la maglia di un campione del passato. Cosa c’è di speciale? Che la maglia è la numero 3 (quello che lui indossa in nazionale) dei New Jersey Nets e dietro campeggia un nome che per chi ama il basket, soprattutto nei paesi della ex-Jugoslavia, significa molto.

A consegnarla a Dragić è la signora Biserka Petrović, la mamma di Drazen, il Mozart dei canestri, forse il talento più fulgido della storia della pallacanestro europea. La signora Biserka continua ad alimentare la leggenda e la memoria di suo figlio, entrambe già vivissime di loro, consegnando ai grandi campioni di oggi una maglia di Drazen, tragicamente scomparso nel 1993 in un incidente d’auto. Era toccato a Stephen Curry dopo il primo anello con Golden State, quando il numero 30 aveva regalato a sua volta alla mamma di Petrović una delle maglie indossate durante la Finals. Il rapporto tra i due risale addirittura al 1990, quando Dell Curry, padre di Stephen aveva sfidato l’allora jugoslavo nella celeberrima gara del tiro da tre. La signora Petrović era rimasta impressa al piccolo Curry, che nel 2015 ha voluto omaggiarla con la sua maglia, ricevendo di ricambio quella di Drazen.

Ma nel caso di Dragić c’è di più. Perchè per la generazione di Goran, nato nel 1986, Petrović è ancora più un mito che per gli altri. È il sogno spezzato, l’idolo volato via troppo presto, per molti addirittura il primo ricordo di un pallone da basket. E allora si spiegano le lacrime di Dragić, che non a caso indossa la maglia numero 3. Il Diavolo di Sebenico (62 punti in finale di Coppa Coppe contro Caserta, tanto per citare uno dei tanti record di Petrović) è sempre stato di ispirazione per il playmaker sloveno, che come Drazen prima di lui ha dovuto faticare per imporsi nel difficile mondo della NBA. Ora però è una delle stelle dei Miami Heat e soprattutto ha trascinato la Slovenia alla vittoria degli Europei, regalando un sogno alla sua gente e una vera e propria favola a tutti gli appassionati. Che ora non possono fare altro che commuoversi assieme a Dragić, che ha stretto al petto la maglia ricevuta come se al suo interno ci fosse ancora Drazen. Per un abbraccio ideale tra passato e presente, in nome della pallacanestro che sa superare i confini del tempo e dello spazio.