Redazione

Gigi Datome, sarà un effetto dell’indossare spesso la tuta, si trasforma per un attimo in Sarri e spara a zero contro l’organizzazione delle partite delle nazionali. Il problema è che la polemica non è fine a se stessa, ma soprattutto non finisce in un post di Facebook. Perchè la questione è grave, soprattutto per la squadra azzurra. Per protesta contro la FIBA, il capitano della Nazionale annuncia che rinuncerà a prendere parte ai match di qualificazione al Mondiale. Cerchiamo di ricostruire i perchè di questa scelta clamorosa.

FIBA contro Eurolega

Il problema risale a un muro contro muro tra la FIBA, la federazione internazionale, e gli organizzatori dell’Eurolega, la buona vecchia Coppa dei Campioni. La Federazione ha inserito nei mesi invernali alcune delle giornate dei gironi che decideranno le 32 qualificate alla kermesse iridata del 2019, che si terrà in Cina. L’Italia, che affronterà anche Croazia e Olanda, esordirà il 23 novembre contro la Romania. Peccato che la data coincida esattamente con il Round 8 della massima competizione europea, di cui il Fenerbahce di Datome è detentore. Stesso discorso vale per la sfida con l’Olanda del 23 febbraio 2018, quando i club saranno com impegnati con il Round numero 23 dei 30 previsti per la Regular Season di Eurolega.

La Federazione ha deciso senza consultare club e giocatori

È quindi il Fenerbahce ad impedire a Datome di scendere in campo con gli azzurri? No, e su questo il numero 13 è stato molto chiaro. Si tratta di una scelta consapevole e ben motivata dal capitano della Nazionale, che punta il dito senza mezzi termini sulla FIBA, che secondo l’ex Pistons e Celtics non ha minimamente interpellato i club prima di decidere le date delle qualificazioni, creando così parecchi problemi alla maggior parte dei cestisti delle squadre di vertice. Inoltre la scelta di due mercoledì per i match internazionali risulta secondo Datome logisticamente folle, costringendo i giocatori a passare in nazionale appena due giorni, dato che, se l’Eurolega deve adattarsi ai calendari della FIBA, lo stesso non accade ai campionati nazionali, che invece sono sacri ed intoccabili. A molti toccherebbe quindi mettersi in viaggio la domenica sera, magari partendo dall’altra parte d’Europa come accade al capitano azzurro, per allenarsi due giorni scarsi e giocare. Un ragionamento totalmente illogico, almeno dal punto di vista dell’ala del Fenerbahce.

Una nazionale senza Gigi Datome?

La scelta, seppur motivata, non è presa a cuor leggero. Rinunciare alla maglia della nazionale rischia di risultare un atto sacrilego, soprattutto da parte del giocatore forse più rappresentativo. Ma si sa, più è importante il soggetto della protesta, più possibilità ci sono di colpire l’opinione pubblica. Che secondo Datome dovrebbe supportare i giocatori, che in fondo sono quelli che vanno in campo e vorrebbero avere voce in capitolo sulle scelte della FIBA, invece di essere ignorati. Giocatori che, sottolinea Gigione, non vogliono assolutamente favorire i club, ma che si aspettano che alle nazionali venga dato il giusto spazio nei periodi giusti, così da permettere a tutti (giocatori NBA compresi) di dedicare parte della stagione al proprio paese. Anche perchè, chiosa Datome, offrire un prodotto poco accattivante a causa dell’assenza di molti protagonisti non fa bene nè alla FIBA, nè tantomeno al movimento cestistico mondiale. Che in fondo è ciò a cui tutti dovrebbero tenere di più.