Riccardo Stefani

Così come quella bella palla, tradizionalmente di quel colore arancio con le striature nere così particolari, la notizia rimbalza e fa baccano in giro per il mondo. Il pluricampione nato a Filadelfia, Pennsylvania, nel 1978 è pronto a partecipare ad un’altra competizione a quasi due anni dal ritiro. Certo, in questa nuova veste a Kobe Bryant potrebbe mancare la sua proverbiale ‘confidence’ che quasi nessuno sul parquet aveva il potere di togliergli ma, sui social, il colosso ha già espresso gioia. In merito a cosa? Ad una nomination agli Oscar per il suo corto “Dear Basket”. Il suo (?!), o meglio, il corto realizzato sulla base di una poesia composta da lui con le animazioni di Glen Keane direttamente dalla Disney e con le musiche di un certo John Williams, autore tra le varie opere delle musiche di Star Wars, Indiana Jones, E.T. e Jurassic Park. Insomma, il team è già una mezza vittoria, un bel tiro da tre a pochi secondi dalla sirena.

UNA STORIA LUNGA UN SOGNO

È una storia piuttosto lunga, in realtà. Torniamo indietro al novembre 2015, quando Bryant, uno dei simboli dell’NBA dei giorni nostri, dopo lunghe riflessioni decide che è arrivato per lui il momento di smettere di fare quello che nella vita gli è riuscito meglio: tirare a canestro. La guardia più famosa d’America decide di pubblicare una lettera aperta sul sito The Players Tribune in cui il cecchino statunitense cresciuto però tra Rieti, Reggio Calabria, Pistoia e Reggio Emilia seguendo suo padre nella pratica dello stesso sport, decantava il suo amore senza confini per questa disciplina che tanto gli ha dato. La pubblicazione della lettera in versi intitolata “Dear Basket” avviene il penultimo giorno dello stesso mese mese tra lo sconforto generale. Il club all’avvenuto addio deciderà di ritirare i due numeri di maglia vestiti dal campione l’8 e il 24.

UN ALTRO TITOLO per Bryant?

Il titolare di due medaglie olimpiche e di un’altra guadagnata in FIBA America’s Championship è quindi ora soggetto, con la sua ode al basket, del corto nominato per gli oscar del Dolby Theatre del prossimo 4 marzo a Hollywood insieme alla suddetta prestigiosa compagnia. Alla notizia della sua nomination il quasi quarantenne Bryant ha tenuto a ringraziare pubblicamente l’Accademia sui social, rendendo loro grazie non tanto per se stesso ma per considerare anche in questo nuovo ambito, quello cinematografico, l’amore che il suo sport riesce a sprigionare. Sarebbe davvero bello vedere Kobe Bryant seduto (presumibilmente scomodo) su quelle prestigiose poltroncine hollywoodiane con la sua tenuta da gioco, con i suoi calzettoni a tubo di cui parla nella poesia, con canottiera e pantaloncini gialli bordati di viola sperando di vederlo salire poi sul palco e segnare un tiro libero con la statuetta che tutti i suoi fan sperano che vinca.