Adriano Stabile

Sono passati 200 anni dalla prima passeggiata in bicicletta. Era il 12 giugno 1817 quando l’aristocratico tedesco Karl Drais (nome completo Karl Friedrich Christian Ludwig Freiherr Drais von Sauerbronn) provò in strada, a Mannheim, la sua invenzione: un mezzo di trasporto in legno, con due ruote a otto raggi, un sellino, un timone come manubrio e senza pedali, che aveva l’ambizione di sostituire il cavallo.

La bicicletta compie 200 anni

Bicicletta storia

Nairo Quintana all’ultimo Giro d”Italia (foto Lapresse-Massimo Paolone)

Drais, spingendo a colpi di piedi quella primordiale bicicletta (cui non aveva dato nome se non quello di “laufmaschine”, ovvero “macchina per correre”, solo in seguito denominata “draisine” dal nome del suo inventore), viaggiò per 14 chilometri, andata e ritorno da Mannheim a Schwetzingen, ancora inconsapevole di aver scritto un pagina di storia dell’umanità.

L’obiettivo era sostituire il cavallo

Nonostante le prime intuizioni di tre secoli prima da parte di Leonardo Da Vinci, che nel Codice Atlantico aveva disegnato qualcosa di molto simile a una bicicletta, Drais è considerato l’inventore del mezzo a due ruote. Questo nobile tedesco amante degli ideali democratici, ex guardia forestale, si era messo in testa di trovare uno strumento che rimpiazzasse il cavallo dopo che nel 1816, in seguito all’eruzione del vulcano indonesiano Tambora dell’anno precedente, gran parte dell’Europa aveva vissuto “l’anno senza estate”: temperature gelide che avevano danneggiato pesantemente l’agricoltura, portando, come conseguenza, a lasciare senza cibo (se non a costi esorbitanti) uomini e cavalli, questi ultimi spesso destinati a finire nei piatti di una popolazione affamata e non in grado di mantenerli.

Non a caso quasi un secolo e mezzo più tardi Gianni Brera, il re dei nostri giornalisti sportivi, chiamò la bicicletta “l’anticavallo” (anche un libro di Brera ha questo nome). Nel frattempo, dopo i tanti esperimenti del XIX secolo, la bici si era evoluta costantemente, con l’introduzione dei pedali, delle gomme e del deragliatore (per cambiare i rapporti senza dover smontare la ruota) fino ai telai in carbonio, la pedalata assistita e la super tecnologia odierna.

Bicicletta evoluzione

Una bicicletta di fine XIX secolo

L’evoluzione della bicicletta

La bufala del celerifero: i francesi contestano al tedesco Drais l’invenzione della bicicletta che invece risalirebbe a 26 anni prima, nel 1791, quando il conte Mède de Sivrac avrebbe progettato il “celerifero”. A metà del secolo scorso però si è scoperto che si tratta quasi certamente di una bufala, creata ad arte dal giornalista Louis Baudry de Saunier, dopo la sconfitta francese nella Guerra Franco-Prussiana del 1870-71. Del celerifero esiste effettivamente un brevetto, ma risale al 4 giugno 1817 e riguarda una carrozza per cavalli, inventata da tale Jean-Henri Siévrac.

L’invenzione del 12 giugno 1817: il nobile tedesco Karl Drais fa un giro sulla prima bicicletta in legno, da lui inventata, percorrendo 14 chilometri nei dintorni di Mannheim, a una velocità di circa 15 km/h. Oggi a Mannheim viene ricordato soprattutto Karl Benz, che nel 1888 fece partire da qui la prima autovettura a motore della storia. La città ha riservato a Drais soltanto un piccolo monumento in pietra con una bicicletta stilizzata a Karlsplatz.

Nel 1869 arriva il terribile penny-farthing: viene inventato quello che in Italia è conosciuto con il nome di biciclo (penny-farthing o high-wheel in inglese), molto diffuso nel XIX secolo, caratterizzato dalla presenza dei pedali, ma anche dalla pericolosa sproporzione tra l’enorme ruota anteriore e la piccola posteriore. Era particolarmente difficile da guidare soprattutto nella fase di partenza e di arresto. Non essendo dotata di catena, aveva necessariamente bisogno di una ruota anteriore enorme, su cui erano fissati i pedali, per procedere a una velocità ragionevole.

biciclette antiche

Un modello di bici “penny farthing”

La bicicletta diventa “moderna” e sicura nel 1884: arrivano i primi modelli di “safety bicycle”, con ruote di identico diametro, catena, freni e dimensioni simili alle biciclette attuali. Finalmente andare in bicicletta diventa meno rischioso rispetto al passato.

Dal 1888 pneumatici anche per le biciclette: lo scozzese John Boyd Dunlop inventa i copertoni gonfiabili inizialmente per metterli al triciclo del figlio. Sarà una rivoluzione per automobili, biciclette e motociclette.

La ruota si libera dai pedali nel 1898: viene inventato il meccanismo della ruota libera. D’ora in poi si può smettere di pedalare senza bloccare il movimento delle ruote.

Bicicletta storia

In alto una bicicletta Rover (1885) e sotto un modello Singer (1890)

La bicicletta Raleigh viene prodotta in serie: tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento la Raleigh Bicycle Company di Nottingham, in Inghilterra, è la prima azienda a produrre biciclette in grande scala.

Nel 1937 la rivoluzione del “cambio”: introdotto il deragliatore, che permette di cambiare rapporto durante la pedalata. In precedenza per cambiare rapporto era necessario smontare e rimontare la ruota.

Bicicletta 200 anni

Una bicicletta Raleigh del 1905

Negli Stati Uniti nasce la mountain bike: nel Nord della California, nella seconda metà degli anni Settanta del secolo scorso, viene inventata questo nuovo tipo di bicicletta, concepita per lo sterrato, in grado di camminare agevolmente su percorsi accidentati e rocciosi. Ha ruote piccole, pneumatici rinforzati e telaio robusto.

Il carbonio rende la bici più leggera: negli anni Ottanta la fibra di carbonio inizia gradualmente a sostituire alluminio e acciaio, dapprima nei telai delle bici da corsa. Il nuovo materiale permette di rendere le biciclette molto più agili e leggere, a parità di resistenza.

Eddy Merckx

Eddy Merckx, campione degli anni ’60 e ’70

La pedalata assistita: tra gli anni Ottanta e Novanta del XX secolo si diffonde la pedalata “assistita” elettricamente. Batterie e piccoli motori permettono di affrontare salite e lunghi tratti con minore dispendio di energia da parte di chi pedala.

La bicicletta di oggi: si stanno diffondendo sempre più, anche in larga scala, biciclette hi-tech, costose ma disponibili a tutti. Esistono fanali con radar che segnalano l’avvicinarsi di un’automobile, manubri con gps connesso allo smartphone, pneumatici tubeless in grafene, cambi con 36 marce, telai ripiegabili pesanti solo 7 chili, batterie con capacità fino a 650 watt/ora e freni a disco idraulici con sensore cut-off (che spegne il motore elettrico nel momento in cui vengono azionate le leve dei freni).

Bicicletta carbonio

Bradley Wiggins durante il record dell’ora del giugno 2015