Elisa Ferro Luzzi

A Rio hanno vinto tutto, sono i mostri sacri e plurimedagliati nelle rispettive specialità. Ma anche i più tassati: Simone Biles, Michael Phelps e Katie Ledecky, oltre ad occupare tutte le prime pagine dei quotidiani statunitensi e delle riviste del settore (Sports Illustrated ha dedicato loro la copertina), sono alle prese con la Victory Tax, quel 39,6% che il governo americano impone sulle medaglie olimpiche che vengono tassate come danaro percepito all’estero. Il nuovo fenomeno della ginnastica artistica, che ha stupito tutti con i suoi movimenti rivoluzionari e la cui storia ha commosso il mondo intero, sarà costretta a versare 43,560 dollari a ”causa” delle quattro medaglie vinte (oro a squadre, oro individuale all around, oro al volteggio, oro al corpo libero e bronzo alla trave). Non va meglio a Michael Phelps, la leggenda del nuoto: i cinque ori e l’argento di Rio 2016 gli costano circa 55mila dollari. Anche la nuotatrice Katie Ledecky, quattro ori e un argento, ha la sua grossa somma da versare.

phelps

Negli Stati Uniti, contrariamente a quanto si possa pensare, i premi per le vittorie olimpiche sono bassi rispetto a quelli degli altri paesi. Gli atleti americani tendenzialmente sbancano il medagliere e così il governo assegna premi minori rispetto ad altre Nazioni (per esempio l’Italia). Una medaglia d’oro è valutata 600 dollari, un argento 300 e un bronzo solo 4. Gli Stati Uniti pagano rispettivamente un bonus di 25mila dollari per l’oro (9,900 di tasse), 15mila per l’argento (5,940 dollari) e 10mila per il bronzo (3,960 dollari). In America la Victory Tax è molto contestata, tanto che proprio in questi giorni i senatori hanno messo a punto una proposta di legge per eliminarla. Ma intanto i migliori atleti di Rio 2016 saranno costretti a pagarla.

Quanto pagano gli altri Paesi?

Gran Bretagna, Norvegia e Svezia, non pagano un euro. L’Italia è uno dei Paesi più generosi con i suoi atleti: un oro vale 150mila euro (al lordo delle tasse) da parte del Coni, un argento ne vale 75mila, mentre per il bronzo ci si ferma a 50mila. Molto più dei 50mila per l’oro offerti dalla Francia e dei 20mila pagati dalla Germania. Thailandia e Malaysia assicurano ai loro medagliati più di 500mila euro in vent’anni (e in gettoni d’oro). Singapore offre 740mila dollari di premio per un oro ma, ad oggi, nessun atleta è mai salito sul podio. Premi molto ricchi anche dalle casse Taiwan (640mila dollari per l’oro, 223mila per la medaglia d’argento e 160mila per il bronzo), Azerbaijan (250mila per l’oro, 124mila e 62mila per argento e bronzo) e Filippine  (215mila dollari per l’oro, 107mila per l’argento e 43mila per il bronzo), mentre la Cina paga “solo” 25mila euro per un oro, ma riempie l’atleta e la sua famiglia di regali (appartamenti, automobili) e benefit.

Il dietro le quinte del servizio fotografico di Sports Illustrated