Adriano Stabile

Di un ennesimo film sul pugilato, come “Bleed. Più forte del destino” (in uscita al cinema domani, 8 marzo), forse non se ne sentiva l’esigenza, ma l’avventurosa vita di Vinny Paz merita davvero di essere raccontata. Perché la realtà spesso supera la fantasia.

Italoamericano del Rhode Island, Vincenzo Edward Pazienza (che nel 2001 ha cambiato all’anagrafe il proprio cognome in Paz) non è stato il più forte dei pugili (pur vincendo comunque cinque titoli mondiali tra pesi leggeri, superleggeri e superwelter), ma ha dimostrato una forza interiore rara in qualsiasi essere umano. Nel 1991, poco dopo aver conquistato il titolo mondiale dei pesi leggeri davanti ai suoi concittadini, un tremendo incidente stradale gli provoca la frattura di alcune vertebre cervicali. I medici gli spiegano che sarebbe tornato a stento a camminare e gli propongono di garantirsi un futuro dignitoso, ma l’addio alla boxe, grazie a un intervento chirurgico di fusione tra le vertebre del collo. Vinny non accetta e, allenandosi in segreto contro il parere dei dottori, torna a combattere dopo 13 mesi e a vincere ancora.

Bleed film

Il vero Vinny Pazienza si allena con il tutore metallico Halo

Bleed, il film sulla storia di Vinny Paz

«La cosa più assurda è che quello che si vede nel film mi è accaduto sul serio – dice il 54enne Vinny Paz, che ha venduto i diritti della sua storia al produttore Chad A. Verdi – mi guardo indietro e mi dico “che diavolo stavo pensando”, allenarmi con le viti nel cranio e il collo spezzato, con quelle viti che avrebbero potuto toccare dei muscoli che non dovrebbero nemmeno essere sfiorati. È pura follia». In “Bleed”, come accaduto realmente, il pugile, interpretato dall’attore Miles Teller, riprende a lavorare in palestra nonostante indossi per sei mesi un ingombrante Halo, tutore metallico che impedisce al suo collo di muoversi, stabilizzando le vertebre danneggiate.

Bleed film

Il protagonista del film Miles Teller

La regia della pellicola, di quasi due ore, è di Ben Younger, che già sta lavorando a un film sul Tourist Trophy, corsa motociclistica mitica e tragica allo stesso tempo. Tra i produttori esecutivi di “Bleed” c’è pure Martin Scorsese, conquistato al progetto dopo aver letto la sceneggiatura e già regista, nel 1980, dei “Toro scatenato”, che raccontava l’epopea del pugile Jake LaMotta.

Accanto a Teller, che interpreta Vinny Paz, c’è il suo fido allenatore Kevin Rooney (interpretato da Aaron Eckhart, il “copilota” di Tom Hanks in “Sully”), che segue l’atleta nella sua folle impresa pur tra mille perplessità iniziali. Nel cast ci sono anche Katey Sagal (la mamma di Paz), Ciaran Hinds (Angelo, il padre), Ted Levine (che interpreta il celeberrimo manager Lou Duva, oggi 95enne), Christine Evangelista e Amanda Clayton.

Vinny Pazienza

Una scena di “Bleed, più forte del destino”: l’incontro Mayweather-Pazienza

DI NUOVO SUL RING 13 MESI DOPO ESSERSI ROTTO L’OSSO DEL COLLO
Pazienza, soprannominato “The Pazmanian Devil”, oggi è un sereno 54enne che guarda con affetto (e interesse) al suo biopic. Da pugile vanta un record di 50 vittorie (di cui 30 per ko) e 10 sconfitte (3 per ko) ottenuti tra il 1983 e il 2004. Nel suo curriculum, come da cliché, non mancano reati legati all’uso di alcol, violenza domestica, assegni falsi e il matrimonio con una modella di Penthouse: «È arrogante sul ring e nei confronti degli altri combattenti, ma fuori dal ring è una delle persone più belle che avresti mai la fortuna di incontrare» dice di lui Chad Verdi, il produttore che per primo si è innamorato della storia di Vinny Paz.

Tra gli incontri da ricordare del “Pazmanian Devil” c’è quello del suo primo titolo mondiale conquistato a 24 anni nei pesi leggeri, il 7 giugno 1987, battendo Greg Haugen, che si prende la rivincita otto mesi più tardi. Il 7 novembre 1988 Pazienza perde, con il mondiale dei leggeri in palio, contro Roger Mayweather, zio (e poi anche allenatore) di Floyd “Money” Mayweather Jr. Il 3 febbraio 1990 è invece Hector “Macho” Camacho a batterlo, ad Atlantic City, in un altro match iridato.

Vinny Pazienza

Il vero Vinny Pazienza dopo un match

HA SCONFITTO ROBERTO DURAN E HA COMBATTUTO DUE VOLTE IN ITALIA
Il 15 dicembre 1992 è la data del suo impensabile ritorno sul ring, con vittoria ai punti su Luis Santana, dopo l’incidente automobilistico che stava per costargli l’uso delle gambe e a soli 13 mesi dal suo precedente match, il 1° ottobre 1991, quando aveva conquistato il titolo dei superwelter nel suo Rhode Island, contro il francese Gilbert Delé.

Nel 1994 e nel 1995 batte due volte il leggendario, ma ormai 43enne, Roberto Duran, a sua volta soggetto del film “Hands of Stone” dello scorso anno. Poi perde contro un altro mito, Roy Jones Jr. e si avvia alla fase discendente della sua carriera, conclusa nel 2004. In precedenza, quando è ancora Vinny Pazienza, combatte due volte anche in Italia, alla fine del 1984, battendo il 13 novembre di quell’anno, a Riva del Garda (l’altro incontro “italiano” è stato A Milano), il pisano Bruno Simili per ko tecnico alla terza ripresa.

Il film “Bleed”, girato in appena 26 giorni nel 2014 e costato 6 milioni di dollari, era nella mente dei produttori da quasi un decennio. «Credo che il pubblico amerà “Bleed” perché si tratta della più grande rivincita nella storia dello sport» dice con entusiasmo il produttore Chad Verdi. Lo stesso Vinny Paz da tempo pensava a un film sulla propria vita: «Immaginavo che fosse Tom Cruise a interpretarmi» ha rivelato il pugile, che nella pellicola è calato in un’atmosfera tipicamente anni ’80. «Dopo che uscirà in sala – conclude – potrò morire felice».Bleed film