Adriano Stabile

Campione, rivoluzionario, unico. Lo svedese Björn Borg compie oggi 60 anni, essendo nato a Stoccolma il 6 giugno 1956, proprio nel giorno della festa nazionale di Svezia. Detto l’Orso di giacchio per la sua capacità di rimanere freddo e imperturbabile sui campi di tennis (björn peraltro significa orso nell’antica lingua norrena), è tuttora ricordato come uno dei fuoriclasse più importanti nella storia della racchetta, in grado di dominare su superfici diverse come la terra rossa del Roland Garros e l’erba di Wimbledon.

Borg, 60 anni da campione

INNOVATIVO E PALLETTARO. Björn Borg è stato probabilmente il primo tennista “regolarista”: ha fatto della resistenza e della capacità atletica un suo punto di forza, privilegiando il gioco da fondo campo, pur essendo dotato anche di ottima tecnica. Borg è stato anche il primo tennista a usare con costanza il rovescio a due mani, all’epoca considerato inelegante, e il top spin. «Borg ha rovinato, si fa per dire, il tennis, ma ha vinto cinque volte di fila Wimbledon, cosa gli si può dire?ha spiegato lo scorso anno l’ex campione Nicola Pietrangeliha inventato un gioco da “pallettaro”, c’ha ragione lui: è più bravo, punto e basta».
E’ stato tra i primi campioni dello sport a stabilire la sua residenza fiscale nel Principato di Monaco, sin da quando aveva 17 anni, e a curare un look da star, con capelli lunghi, barbetta e fascia sulla fronte.Borg 60 anni

NUMERI DA RECORD. Borg ha vinto 11 tornei del Grande Slam (5 Wimbledon e 6 Roland Garros) e per tre anni di seguito si è aggiudicato Roland Garros e Wimbledon nella stessa stagione (1978, 1979, 1980): Laver e Nadal si sono fermati a due. Vanta un primato di 41 vittorie consecutive nel torneo londinese (record assoluto) e 28 successi di fila a Parigi. Ha giocato una sola volta l’Open d’Australia, nel 1974, arrivando al terzo turno, mentre nel 1977 non ha disputato il Roland Garros, per questioni contrattuali. Non ha mai vinto gli Us Open, perdendo quattro finali. Ha conquistato 64 tornei dell’Atp in singolare e 4 nel doppio.
Ha vinto il 41% dei tornei del Grande Slam disputati (11 successi su 27 partecipazioni) con uno score dell’89,8% di incontri vinti (141 vittorie e 16 sconfitte) e si è aggiudicato l’88,7% degli incontri sull’erba (63 vittorie e 8 sconfitte).
E’ stato numero 1 al mondo a fine anno nel 1979 e nel 1980, mantenendo il primo posto per 109 settimane totali, in sei periodi diversi, tra il 1977 e il 1981.

Ali e Borg

Muhammad Ali e Borg

VINCE ANCHE LA COPPA DAVIS. Borg ha esordito in Coppa Davis nel maggio 1972, non ancora 16enne, vincendo due singolari e perdendo in doppio contro la Nuova Zelanda. Nel 1975 ha trascinato la Svezia al primo successo, battendo in finale la Cecoslovacchia 3-2. Detiene il primato di vittorie consecutive, 33, nel torneo dell’insalatiera d’argento. In singolare ha vinto 37 incontri, perdendone soltanto 3. In doppio vanta uno score di 8 successi e altrettante sconfitte.

Bjorn Borg

Borg nel 1975 (foto Rob Bogaerts – Anefo)

 I MATCH DA RICORDARE. Ha vinto il primo torneo Atp, sull’erba neozelandese di Auckland, il 13 gennaio 1974, battendo 6-4, 6-3, 6-1 l’idolo locale Onny Parun. L’ultimo successo risale al 27 settembre 1981, nel Torneo di Ginevra.
Non ci sono dubbi che l’incontro più famoso della sua carriera sia la finale di Wimbledon del 5 luglio 1980, contro il 21enne statunitense John McEnroe. Dopo tre set piuttosto monotoni (2-1 per Borg), sul 4-4 nel quarto, Borg strappa la battuta a McEnroe e serve per vincere, guadagnandosi due match-point. McEnroe li annulla con un rovescio e un dritto al volo da metà campo e si arriva a uno dei tie-break più emozionanti della storia: 34 punti in 21 minuti con Borg che manca altri cinque match-point mentre McEnroe si impone 18-16 al settimo set-point. Nell’ultimo set Borg chiude il conto, vincendo il quinto Wimbledon della carriera per 1-6, 7-5, 6-3, 6-7, 8-6 in 3 ore e 53 minuti. Altro incontro da ricordare, combattutissimo, è la semifinale a Wimbledon contro Gerulaitis del 30 giugno 1977: Borg vince 6-4, 3-6, 6-3, 3-6, 8-6. Emblematica anche la finale al Roland Garros contro Orantes nel 16 giugno 1974: il mancino spagnolo parte forte, vincendo 6-2, 7-6 i primi due set, ma il 18nne Borg, con la sua regolarità e forza mentale,  riesce a risalire la china vincendo 18 game su 20 degli ultimi tre set (6-0, 6-1, 6-1).
Nella storia anche la rivincita contro McEnroe del 7 settembre 1980, nella finale degli Us Open, quando nel quinto set, sul 3-3, una palla fuori dell’americano viene giudicata dentro dal giudice di linea e Borg, con due doppi falli, regala il servizio e il titolo all’avversario: finisce 7-6, 6-1, 6-7, 5-7, 6-4 per McEnroe in 4 ore e 13 minuti.

GLI AVVERSARI. Adriano Panatta è stato l’unico giocatore capace di battere Borg sulla terra rossa del Roland Garros, nel 1973 e nel 1976. Il tennista romano ha uno score di 6 vittorie e 9 sconfitte in carriera contro il campione svedese. John McEnroe è stato probabilmente l’avversario che l’ha indotto a ritirarsi, dopo le sconfitte del 1981 nelle finali di Wimbledon e Us Open. «La decisione di Borg di ritirarsi è stato uno dei grandi dolori della mia carriera», ha detto successivamente l’americano, con cui Borg è in perfetta parità: 7 vittorie e 7 sconfitte. Identico il bilancio contro Ashe mentre Jimmy Connors ha sempre sofferto Borg, collezionando 8 vittorie e 15 sconfitte con lo svedese. Malissimo è andata al nostro Barazzutti (10 sconfitte su 10), all’inglese Dibbs (13 sconfitte su 13), all’americano Solomon (15 ko su 15) e all’amico Vitas Gerulaitis, sempre battuto in 16 match, che ebbe l’ironia di dire, al momento del ritiro di Borg, «deve ancora nascere chi sia in grado di battere Gerulaitis 17 volte di seguito». Tra i big, Borg ha anche affrontato il leggendario Rod Laver (5 vittorie e 2 sconfitte), Lendl (6 vittorie e 2 ko), Nastase (10-5), Orantes (10-3) e il suo alter ego argentino Vilas (17-5).

L’ITALIA. L’Orso di ghiaccio svedese ha vinto gli Internazionali d’Italia a Roma nel 1974, pochi giorni prima di compiere 18 anni, ripetendosi poi nel 1978. E’ stato eliminato ai quarti da Ramirez nel 1976. Nel nostro paese ha vinto anche un torneo Atp a Bologna nel 1975 (sintetico indoor, in finale contro Ashe), Milano nel 1978 (sintetico indoor, contro Gerulaitis) e Palermo nel 1979 (terra battuta, contro il nostro Barazzutti). Successivamente ha vissuto saltuariamente a Milano durante la relazione con Loredana Bertè, tra il 1989 e il 1993.

Borg e Chinaglia

Borg e il calciatore italiano Chinaglia negli Stati Uniti

I RITORNI IN CAMPO. Borg ha lasciato ufficialmente il tennis all’inizio del 1983, a 26 anni. Di fatto però la sua ultima stagione a tempo pieno è stata nel 1981. Torna in campo nel 1982, nel solo Torneo di Montecarlo, fermandosi al terzo turno, e gioca ancora nel Principato, dove risiede, nel 1983 (eliminato al secondo turno). Lasciato il tennis ufficialmente, prova a rientrare nel Torneo Atp di Stoccarda di luglio ’84, limitandosi poi a qualche torneo di esibizione (Osaka 1984, Treviso, Reggio Emilia e Madonna di Campiglio 1985, Tokyo 1985, Milwaukee, Richmond e Bloomington 1985, Singapore, Hiroshima e Taipei 1989).
Tenta un patetico ultimo ritorno tra il 1991 e il 1993, quando colleziona 12 eliminazioni consecutive al primo turno di altrettanti tornei, non vincendo mai neanche un match. Triste il suo incontro di rientro contro Arrese, a Montecarlo, il 23 aprile 1991, quando Borg si presenta in campo con una vecchia racchetta di legno, raccogliendo soltanto cinque games (vince Arrese 6-2, 6-3). Lascia definitivamente dopo il Torneo di Mosca 1993, proprio quando gioca il suo miglior match, perdendo al tie-break contro Volkov.

 MOMENTI DA DIMENTICARE. Burrascosa la vita privata di Borg che ha alle spalle due matrimoni falliti (con la tennista romena Mariana Simionescu e con la cantante Loredana Berté, già ex di Panatta) e un figlio (Robin) avuto durante una burrascosa relazione con la 18enne modella svedese Jannike Björling. Dal 2002 è felicemente sposato con Patricia Östfeldt, da cui ha avuto Leo, il suo secondo figlio.
Nel 1989 ha tentato il suicidio (ma lui ha sempre negato parlando di incidente), venendo salvato dalla Berté, mentre nel 1991 è stata la cantante a provare a togliersi la vita. La stessa Berté lo ha accusato, nella sua biografia, di aver fatto uso smodato di droga: «La sua dipendenza dalla cocaina era mostruosa e aumentò con il passare dei mesi. Sembrava una macchina».
Nel 2006 annuncia di voler metter all’asta alcuni suoi trofei e racchette storiche. La notizia desta scalpore tanto che Andre Agassi si offre di comprare i cimeli di Borg per metterli in un museo. Convinto anche dall’ex rivale McEnroe, Borg abbandona l’idea.

Björn Borg

Björn Borg oggi