Redazione

La nona prova del mondiale di F1 regala un finale incandescente e premia Bottas. Bene le Ferrari. Vettel centra un secondo posto prezioso che gli permette, complice il podio di Ricciardo, di allungare in classifica mondiale su Hamilton. Adesso il tedesco e a + 20. La sensazione è che la Ferrari possa giocarsi il Mondiale sino in fondo.

Bottas vittoria importante...per Vettel

Bottas vittoria importante…per Vettel

Vince Bottas

Il Gp d’Austria gli regala grandi emozioni. Subito in partenza. Vettel non l’azzecca, Bottas, si, come tutto il GP. Scatta al limite del jumping. Prende perfettamente il tempo del semaforo e anche al tedesco, guadagna secondi su Vettel, inanella 5 giri veloci. Fa quello che deve e non si lascia prendere dai nervi dopo la sosta quando deve vedersela con Raikkonen. Negli utimi metri deve difendersi dalla rimonta di Vettel. Ce la fa. Inizia e finisce in testa. Vincere con il miglior Vettel che ti tampina non è semplice. Capolavoro.

VETTEL guida giudiziosamente. Sorpreso in partenza da Bottas, controlla gara e avverarsi risparmiando le gomme e cercando l’assalto negli ultimi giri. Quando cambia le “scarpe”, la sua Rossa fila che è un piacere. All’arrivo la sua Ferrari ha le gomme più fresche del finlandese che però si inventa la gara della vita. Seb si avvicina pericolosamente e prova a sferrare l’attacco decisivo nelle ultime curve. Finisce a sei decimi. Ricciardo resiste e gli fa un favore.

 

Vettel

Vettel un secondo posto fondamentale nella corsa al titolo mondiale 

MALISSIMO, Verstappen: cosa succede al ragazzo così talentuoso? Evidentemente non è sereno. Per la terza volta consecutiva il suo GP finisce molto prima della bandiera a scacchi. 22 giri in tre gare. Due guasti e un incidente. Pericolosissima, la sua partenza. L’incidente non è colpa sua anche se arriva troppo veloce alla prima staccata. Deve assolutamente disciplinare il suo agonismo, come il suo degno compare Kvjat che pur di superare immediatamente Sainz, innesca una carambola di cui ne fa le spese anche Alonso. Non si guida così. E’ F1, MICA BOWLING

RAIKKONEN Gara tattica. Si dice cosi, sinonimo di deludente. Si fa sorprendere in partenza da Ricciardo, fatica a contenere la rimonta di Hamilton. Che in appena 24 giri gli è alle calcagna. Prova a rallentare il ritmo gara di Bottas senz grande successo. Il divario di prestazioni, non solo di gomme, oggi è evidente. La conferma, se servisse, è che la Mercedes ha un secondo pilota. La Ferrari, no.

RICCIARDO: L’australiano si gioca la sua gara e centra l’obiettivo podio. Non male. Per niente. Parte bene, trova il terzo posto e non la lascia più. Una gran bella gara. Si conferma competitivo anche con una macchina poco prestazionale. Meriterebbe una chance con una monoposto da primato. Magari, considerando che il suo ex compagno di squadra gli deve, dopo oggi, almeno una cena di pesce, può anche parlare d’altro.

HAMILTON Gp agonico. Il suo. Parte dall’ottavo posto, sceglie la mescola supersoft per arrivare più lontano possibile al primo stint. Deve remare da subito fra avversari più lenti. Parte ed è sesto, poi si libera di Grosjean dopo un paio di giri di troppo e, con pista più libera, va a caccia delle prime posizioni. Recupera un passo gara che gli permette di tenere il ritmo di Bottas e Vettel. Sorprende la scelta della sosta anticipata. 40 giri con le ultasoft è una bella sfida. Il bilanciamento della macchina è quella che è. Arriva a un passo dal podio.

ALONSO esce alla prima curva, ma gli importa poco. ormai prende la vita con filosofia. Serafico. L’Austria non gli porta bene. Ci riprova l’anno prossimo.