Francesco Cavallini

Tra accordi, nuovi passaporti e polemiche varie, la Brexit si avvicina a grandi passi e rischia di influire parecchio sul mondo dello sport. Non solo perchè gli atleti britannici saranno di nuovo considerati extracomunitari, creando qualche problematica per il loro ingaggio nei paesi dell’Unione Europea. E neanche perchè gli stranieri che vorranno tentare l’avventura in Premier League rischiano di dover passare di nuovo per la vecchia formula del permesso di lavoro condizionato. Chi rischia veramente di vedere cambiare tutto, o quasi, è il Team Europe della Ryder Cup. E per cambiare tutto, si intende davvero tutto. Bandiera, divise e forse anche composizione della squadra.

Il Team Europe ha conquistato 11 Ryder Cup

Uno degli effetti collaterali dell’ingresso della Gran Bretagna nell’allora Comunità Europea è infatti stato l’allargamento della Ryder Cup. Dall’edizione 1979 in poi, infatti, a sfidare gli Stati Uniti nella competizione golfistica più amata (ma anche il terzo evento sportivo più seguito al mondo) non sono stati più solamente i giocatori delle isole Britanniche, ma i migliori 12 golfisti europei. Una formula che ha portato grandi benefici a quello che da quel momento è stato conosciuto come Team Europe, che si è aggiudicato 11 edizioni su 19 della sfida, contro le 3 delle 19 precedenti all’ingresso di chi arriva…dal Continente. Le Home Counties mantengono sempre un certo predominio nella composizione della squadra, ma spesso e volentieri sono stati gli altri (Ballesteros, Kaymer o il nostro Molinari) a regalare punti decisivi al Team Europe.

Problemi di bandiera, di divise…

Complicato pensare che possa cambiare tutto di nuovo, perchè la formula è consolidata e perchè, vedute politiche a parte, la squadra europea ha sempre dimostrato un ottimo spirito di unità, ma qualche problema potrebbe crearsi. A partire dalla bandiera, che per convenzione è sempre stata quella dell’Unione Europea, con le dodici stelle gialle in campo blu. Possibile che il Regno Unito chieda un cambio della guardia, con un vessillo considerato più neutrale (magari una silhouette gialla dell’Europa sul solito campo blu)? Se così fosse, ci sarà lavoro supplementare per chi prepara divise, sacche e merchandising vario del Team Europe, perchè nell’edizione 2016 le stelle dell’Unione erano parte integrante del design, inserite praticamente ovunque. Non una questione di vita o di morte, ma da prendere in considerazione.

…ma anche di integrazione europea?

Chiaramente però, il rischio maggiore sarebbe quello di una scissione del Team. Altamente improbabile, ma non è mai possibile escludere una estremizzazione dello sciovinismo di chi tra i sudditi di Sua Maestà con l’Europa non vuole avere più nulla a che fare, neanche su un campo da golf. Tornare all’antico? Non si può. Inserire una squadra solamente continentale e ripristinare quella insulare? È una possibilità. Ma se da una parte sarebbe molto interessante una competizione allargata, con tre protagonisti (USA, Regno Unito e Irlanda, Europa) in grado di darsi battaglia, sarebbe comunque un peccato che lo spirito di unione (non necessariamente con la U maiuscola) mostrato dai tanti che nel corso degli anni hanno rappresentato il Team Europe venisse perso. E pazienza se i vari McIlroy o Rose non saranno più rappresentati dall’Inno alla Gioia. I tifosi di golf, ma anche i giocatori, saranno certamente felici di passarci sopra.