Adriano Stabile

Non soltanto attore. Bud Spencer, scomparso ieri a 86 anni, è stato anche un campione del nuoto: eccentrico, naïf, perseverante nella sua indisciplina. Eppure capace di collezionare titoli e primati italiani e di partecipare a due Olimpiadi, nel 1952 a Helsinki e nel 1956 a Melbourne. Sentire le sue parole, divertenti e sincere, è la cosa migliore per ripercorrere la sua carriera. Ci aiuta una spassosa intervista del 1981, firmata C. C. Stinchelli e pubblicata dalla rivista federale “Il Nuoto”.

Bud Spencer, asso del nuoto

Quando faceva l’alteta era semplicemente il napoletano Carlo Pedersoli, il suo vero nome, prima di diventare un attore affermato con lo pseudonimo di Bud Spencer: «Quando nuotavo io ce la spassavamo, eccome. Le gare, sia quelle olimpiche, che le altre, regionali, cittadine, nazionali, erano un momento di festa. Riunioni serali dove ci raccontavamo barzellette, ci facevamo scherzi, ridevamo, ci prendevamo in giro. Avevamo la gioia immensa di partecipare tutti insieme a un medesimo evento. Lo sport veniva vissuto in maniera goliardica».

L’approccio di Bud Spencer, che ha praticato nuoto e pallanuoto agonistici fino al 1957, è stato sempre leggero, senza assilli. In fase di preparazione non nuotava per più di un chilometro. Per intenderci le classiche 40 vasche da 25 metri che anche un amatore mediamente allenato supera senza difficoltà. «In allenamento non andavo mai oltre i mille metri, compreso il lavoro di braccia e gambe. Andare su e giù per la vasca mi annoiava moltissimo, devo dire la verità. Non sono stato davvero un lavoratore delle piscine. In questo senso mi spetta la qualifica di peggior nuotatore che mai sia esistito al mondo, perché tutti, allora, percorrevano più metri di me». Quando aveva 26 anni gli proposero di lavorare seriamente negli Stati Uniti, ma lui declinò l’invito: «Sì, facevo un’esistenza da sciagurato per un campione».

Bud Spencer atleta

Con il ct Usmiani a bordo vasca (foto “Alla ricerca del nuoto perduto”)

Record italiano nei 100 stile libero

La passione per lo sport era nata in famiglia: «In casa mia erano tutti sportivi. A otto anni facevo già le gare e me la cavavo bene. Nuotavo per la Rari Nantes Napoli e molte volte gareggiavo alla Canottieri, una sorta di piscina a mare perché gli impianti allora scarseggiavano notevolmente. Ai miei tempi si nuotava da giugno a settembre e, durante l’inverno, ci si dedicava ad altri sport. Quando venni a Roma, oltre a nuotare, facevo lotta, pugilato e rugby».

Bud Spencer atleta

Bud Spencer pugile

Dai 16 ai 20 anni, il periodo migliore per un nuotatore soprattutto all’epoca, restò fermo perché con la famiglia si trasferì in Brasile. Poi tornò in Italia, tesserandosi con la Lazio e infrangendo il primato italiano dei 100 stile libero dopo poche settimane di allenamento. E’ stato il primo italiano a nuotare la distanza in meno di un minuto, il 19 settembre 1950, a Salsomaggiore: «Cosa devo dire? Ero un talento naturale. Dopo pochi allenamento feci una prova e andati sotto il minuto. Il fatto fece uno scalpore incredibile, finii sui giornali. Mi chiamarono “il Tarzan italiano” accostandomi a Weissmuller, il primo al mondo a fare un’impresa simile».

Bud Spencer nuoto

Carlo Pedersoli-Bud Spencer sul blocco di partenza

«Mi sono divertito ed ero il più forte»

Presto arriva in nazionale: «Ero forte come un vitello, ero tutto potenza». Il giovane Bud Spencer, che si era fatto notare sin dagli anni ’40, era un talento della piscina, un po’ indisciplinato: «Facevo disperare Usmiani e Berti (gli allenatori federali dell’epoca, n.d.r.). Fumavo, avevo rapporti con le ragazze, mi allenano poco o niente. Mi domando a cosa sarei arrivato se avessi condotto una vita più consona a un atleta. Ma non importa: io mi sono sinceramente divertito e poi, in Italia, andavo comunque più forte degli altri». Forte, effettivamente, lo era. Nella sua bacheca ci sono 7 titoli italiani individuali nei 100 stile libero (ma è stato anche un buon ranista) e 4 in staffetta, oltre a 3 primati italiani dei 100 stile.
«Nuotare mi piaceva, tanto è vero che ho nuotato fino a 27 anni, ritirandomi con il mio decimo titolo di campione italiano. Sono riuscito a battere a Terni Paolo Pucci che era già più forte di me, ma gli ho messo la mano davanti soltanto per la maggiore esperienza. Ho nuotato fino a un’età assurda per un atleta dell’acqua, anche perché non trovavo nessuno che mi sostituisse». In realtà, spulciando gli archivi, e soprattutto il preziosissimo libro “Alla ricerca del nuoto perduto” del compianto Aronne Anghileri, scopriamo che Pedersoli vinse il suo ultimo titolo italiano nel 1956 a casa sua, a Napoli, mentre a Terni, l’anno prima, era giunto secondo dietro ad Angelo Romani. Ma poco importa…

«Le svedesi erano certe sventole»

Bravo anche nella pallanuoto, tanto da arrivare in nazionale come centroboa e vincere i Giochi del Mediterraneo nel 1955, Perdersoli-Bud Spencer era distratto dalla ragazze, come è normale che fosse per un giovane: «Stavo quasi per essere espulso dalla squadra azzurra per colpa loro – ricorda – fu alle Olimpiadi di Melbourne (nel 1956, n.d.r.). Venni trovato nel villaggio delle donne. Infatti mi ero infilato dietro le persiste russe che erano grosse come me, travestito anche io da donna con un asciugamano in testa. Tutto andò bene. Stavo quasi per raggiungere il mio obiettivo che era quello di avvicinare le svedesi, che erano certe sventole, quando le italiane fecero la spia. Accadde il quarantotto, mi volevano rispedire a casa». A Bud Spencer lo sport vissuto con ossessione non è mai piaciuto: «Oggi – raccontava in questa intervista di 35 anni fa – la festa intorno allo sport non c’è più. Vedo atleti tristi, avviliti, gonfi di vitamine e di tutte quelle cosacce per aumentare i muscoli. E’ l’esasperazione dell’elemento uomo, proiettato verso record incredibili, che ha tolto allo sport il carattere festoso. Ecco, lo sport di alto livello di oggi mi fa venire i brividi». Parole sante Bud Spencer, ci mancherai Carlo!

Bud Spencer nuoto

Alle Olimpiadi del 1952 a Helsinki (foto budspencerofficial.com)