Redazione

La nuova Ferrari si chiama SF70H. Una sigla che, oltre a indicare la motorizzazione ibrida, celebra i 70 anni del Cavallino, orgoglio italiano nato nel 1947, anno in cui vide la luce il primo glorioso modello, la 125S, prima opera di Enzo Ferrari. Ogni volta che la Ferrari presenta la nuova macchina con cui correrà in Formula 1, l’emozione e l’adrenalina, nell’ambiente dei motori e dei tifosi, salgono al massimo. Per capire che stagione sarà abbiamo fatto 5 domande a Carlo Vanzini, giornalista sportivo, telecronista di SkySport F1 molto amato dal pubblico. Voce dei Gran Premi di Formula 1.

Quali sono le principali novità tecniche della macchina 2017?
“Le regole 2017 hanno in gran parte rivoluzionato da un punto di vista aerodinamico le macchine. La Ferrari in particolare ha presentato, unica a farlo per ora, un mini alettone sulla pinna. È stata modificata e molto lavorata la parte delle pance e allungato il passo, la distanza tra asse anteriore e quello posteriore, di circa 6 cm. Un passo avanti appunto, ma ben più corto di 10-12 cm rispetto ai rivali della Mercedes. Una filosofia completamente diversa, ma a Maranello stanno già lavorando anche su una versione con passo più lungo. La differenza sta nella possibilità di creare più carico aerodinamico con il passo più lungo a discapito della maneggevolezza del passo più corto. Presto scopriremo qual è la filosofia vincente”.

I piloti del cavallino riusciranno a ripartire con lo spirito giusto dopo la sofferta stagione 2016?
“Su questo non ci sono dubbi. Entrambi sono però in scadenza di contratto e questo potrebbe rappresentare un problema strada facendo. Il rinnovo per Vettel fino al 2020 è pronto, ma entrambe le parti voglio evidentemente prima vedere come va. Per Raikkonen dovrebbe essere l’ultimo anno in F1, ma se si riconferma sui livelli 2016 nulla vieta un’estensione. Vettel si è detto carico e felice e prima di abbandonare il sogno di emulare il suo idolo Schumacher alla guida della rossa, farà di tutto per vincere e prolungare il suo rapporto con la Rossa”.

Le rivali della Ferrari partono più agguerrite? A che punto sono?
“Mercedes e Red Bull sono emerse dai silenzi invernali come le monoposto da battere.  Sono molto agguerrite e l’attesa per vedere la nuova Red Bull è tanta. In molti abbiamo già l’acquolina in bocca di un possibile scontro Hamilton-Verstappen, ma anche Ricciardo e Bottas e speriamo la Ferrari non staranno a guardare”.

Maurizio Arrivabene ha parlato di gruppo unito. È quello che è mancato lo scorso anno?
“No, il gruppo è sempre stato unito. Quello che è mancato è stata la chiarezza della gestione tecnica che ha portato al cambio di guida da Allison, adesso però in Mercedes e Binotto. È mancata la macchina da un punto di vista aerodinamico per chiudere il gap con Mercedes. Le tante alette su Ferrari dimostrano una quasi maniacale ricerca del gioco dei flussi, fondamentale nella F1 moderna”.

Il post Ecclestone avrà delle ripercussioni sull’ambiente?
“Per ora nulla è cambiato aspettiamo di vedere in stagione. Certo è la fine di un’epoca importante. Gli americani puntano al rilancio dello show, ma a noi basterebbe vedere più piloti in lotta per il mondiale e non solo due di una singola scuderia. Già così saremmo felici”.