Elisa Ferro Luzzi

E’ il personaggio del giorno, l’uomo di cui tutti parlano, il pallavolista che fino a qualche tempo fa era sconosciuto ad un Paese abituato a parlare principalmente di calcio. A ridosso dell’inizio della Serie A, le prime pagine dei quotidiani sportivi se le è prese tutte lui: Ivan Zaytsev, lo zar d’Italia. Insieme alla splendida Nazionale di Volley, che ha battuto gli Stati Uniti per 3 set a 2 ed ha ipotecato la finale olimpica contro il Brasile padrone di casa.

Testa, grinta e cuore. Zaytsev, oltre che per le sue indiscusse qualità di opposto, ai non esperti in materia piace soprattutto per questo: esulta come il miglior Ibra, si carica la squadra sulle spalle nei momenti di difficoltà, non molla mai e sprona i compagni a dare il massimo sempre e comunque. Un personaggio di quelli che si vorrebbero vedere sempre, l’incarnazione dello spirito olimpico coadiuvato da una squadra compatta e forte che potrebbe regalarci ciò che attendiamo da 12 anni. Il suo servizio nei quarti contro l’Iran ha fatto il giro del mondo: l’opposto azzurro ha scagliato il Mikasa a 127kmh, eguagliando il record dei Giochi di Savani e del tedesco Grozer a Londra 2012. Anche contro gli Stati Uniti i suoi servizi sono stati potenti e fondamentali: piazzando tre ace, lo zar ha regalato punti preziosi per la vittoria finale.

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Foto Italia Team

Un motivatore nato

Zaytsev è figlio del pallavolista Vjaceslav Zajcev e della nuotatrice Irina Pozdnyakova, da qui il soprannome zar anche se dal suo accento umbro-romano a tutto fa pensare tranne che alla Russia. Nato a Spoleto, ha mosso i primi passi con la Perugia Volley per poi passare alla Roma e successivamente al Latina. Nel  2014 la chiamata della Dinamo Mosca, poi quella dell’Al-Arabi. Quest’anno è tornato in Patria (è cittadino italiano dal 2008) con la Sir Safety Perugia. Alle Olimpiadi di Londra 2012 ha conquistato il terzo posto, ora punta la medaglia d’oro. I social su di lui si sono scatenati: diverse le battute sui suoi missili, paragonati a quelli dei cartoni animati degli anni ’80 o alle lavatrici. Diversi i filmati che lo ritraggono nei momenti in cui incita i compagni, in cui schiaffeggia pavimenti, in cui incita il pubblico brasiliano che proprio per questo contro gli Usa ha tifato platealmente Italia. Diverse, su Twitter, sono state anche le frasi del tipo “Vorrei affrontare la mia vita come Zaytsev affronta le partite”. E’ decisamente un personaggio che fa bene al nostro sport: un ottimo giocatore, un motivatore, uno di quelli a cui ispirarsi quando le cose vanno male.

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Osmany Juantorena, altro giocatore simbolo della nostra Italvolley, al termine della gara è andato a dirgli all’orecchio: “Sei il più forte capito?”. Ripetuto più volte. “Abbiamo perso il secondo set per quei tre muri consecutivi ha dichiarato Zaytsev -. Lì ho visto che abbiamo mollato e per quello mi sono arrabbiato. Mi sono detto che era davvero difficile. Ci sono stati diversi punti difficili e ho pensato di mollare. Era successo in passato ma questa volta, dopo il terzo set, ci siamo guardati negli occhi e abbiamo avuto una sensazione mistica. Incroci lo sguardo del compagno e ti trasmette la carica di non mollare. Abbiamo creduto, poi finale allucinante di quarto set. È andata bene, abbiamo raggiunto la finale. È la vittoria più bella della mia carriera, almeno fino a domenica…”. Poi è corso ad abbracciare e baciare la moglie Ashling Scirocchi in tribuna, che ha sposato nel 2013 e con cui ha un figlio, Sasha. Su Instagram ha pubblicato una foto che lo ritrae con gli altri azzurri con le mani davanti agli occhi. “Grazie per queste emozioni ragazzi – scrive -. Non fatemi togliere le mani davanti agli occhi perché voglio continuare a sognare“. E noi con lui.

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Foto profilo Instagram Zaytsev