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Otto secondi sono bastati per entrare nella storia. Giusto il tempo di respirare l’aria di gara 5, delle Finals, del momento in cui un’intera carriera prende un senso e una forma. La forma è quella di un anello, non uno qualsiasi, ma l’Anello con la A maiuscola, quello che segnala al mondo intero che sei stata la migliore. Anzi, una delle migliori. Anche se hai giocato otto secondi. E oggi Cecilia Zandalasini, con la gioventù dei suoi ventun’anni, può aggiungere qualcosa al suo curriculum: campionessa WNBA.

L’iperbolica ascesa di Cecilia Zandalasini

Già, l’NBA delle ragazze, che è nata giusto un mese dopo di lei, nell’aprile 1996. E che è nata con il piede giusto per l’Italia, dato che con le Houston Comets, campionesse della prima edizione della Lega, giocava un’altra rappresentante tricolore, Catarina Pollini. Dopo di lei ci sono state altre azzurre, ma nessuna è arrivata in alto come Cecilia Zandalasini, che ha fatto innamorare di sè prima l’Italia e poi l’Europa e ora punta dritta al cuore degli Stati Uniti. Chi ben comincia è a metà dell’opera e sembra difficile trovare un inizio migliore del quarto titolo WNBA delle Minnesota Lynx, che a fine agosto le hanno offerto un contratto dopo averla vista in azione agli Europei.

Un ottimo Europeo le ha spalancato le porte della WNBA

Non poteva esserci vetrina più prestigiosa nella calda estate continentale e Cecilia Zandalasini si è presa i riflettori con una forza per certi versi sorprendente. La sconfitta ai quarti di finale contro il Belgio non ha impedito che la ventunenne di Broni venisse inserita nel quintetto ideale della manifestazione. Difficile dar torto a chi ha fatto questa scelta, dato che i numeri, come spesso accade nel basket, parlano da soli. Seconda miglior realizzatrice (19 punti di media a partita), terza miglior rimbalzista (9,6 pg) e una prestazione complessiva da urlo, che le è addirittura valsa la nomina (seppur non ufficiale) a miglior esordiente di sempre agli Europei.

E ora si torna in Italia

Ed ora? Cosa fare quando ad appena ventun’anni si è ottenuto quasi tutto? Semplice, si continua ad allenarsi e a giocare con la stessa intensità. La stagione WNBA è terminata e come tradizione ricomincerà a maggio del prossimo anno. E cosa c’è di meglio, per prepararsi ad una nuova avventura americana, di tornare a casa? Dove il Familia Schio la aspetta a braccia aperte per schierarla nel campionato di Serie A, che a questo punto si preannuncia ancora più interessante del solito. Del resto non è che una campionessa WNBA si veda tutti gli anni da queste parti…