Redazione

È stato presentato il Giro d’Italia 2018. E la notizia, strano a dirsi, non è la partenza da Gerusalemme, la prima al di fuori dell’Europa nella storia centenaria della corsa rosa (arrivata ormai all’edizione 101). E, sebbene gli esperti e gli appassionati non aspettassero altro, non è neanche l’altitudine media o la presenza di salite terribili come l’Etna o lo Zoncolan a sorprendere di più. In realtà sono bastate poche parole, attraverso un videomessaggio, a creare aspettative intorno a questo Giro. Ci sarò anche io. Normale che tutti rimangano a bocca aperta se a pronunciarle è il quattro volte vincitore del Tour de France Chris Froome.

 

 

Giro 2010, esclusione e addio all’Italia

Il fenomeno anglo-keniano torna in Italia. Mancava da sette anni, da una esclusione dal Giro che all’epoca fece scalpore, ma non troppo, perchè Chris Froome nel 2010 non era ancora Chris Froome. Si era fatto trainare in salita da un’ammiraglia, era stato beccato e squalificato, come da regolamento. Da quel momento in poi, il britannico non si presenterà più ai nastri di partenza della seconda corsa a tappe al mondo per importanza. Ripicca? Forse. Scelta? Certamente. Anche perchè, dal 2012 in poi, Froome ha sempre preferito i nostri vicini di casa e alla maglia rosa ha sempre anteposto la conquista della maglia gialla. Che ha portato a casa quattro volte, l’ultima delle quali giusto qualche mese fa.

A Froome manca il Giro per essere tra i grandissimi

Ma ora il keniano bianco punta forte a Roma, che quest’anno ospiterà il circuito finale con la possibilità di un arrivo in volata su viale della Conciliazione. Perchè proprio ora? Froome prenderà il Giro come un allenamento verso il quinto Tour consecutivo? Possibile, ma comunque improbabile. Per la ragione più semplice. La corsa rosa è l’unica che manca al palmares del britannico, che quest’anno si è aggiudicato anche la sua prima Vuelta, dopo ben tre secondi posti. Nonostante il dominio quasi incontrastato (qualcuno ha detto Nibali?) in Francia negli ultimi anni, manca ancora qualcosa a Froome per essere ritenuto all’altezza dei miti del ciclismo. La cinquina sugli Champs-Elysees, forse. Ma di certo, almeno un Giro.

Doppietta? O addirittura un leggendario tris?

E sarà interessante capire se e quanto la doppietta sia effettivamente possibile. Non sarebbe il primo, dato che l’impresa è riuscita ben tre volte a Mercx, due a Hinault, Coppi e Indurain e una ad Anquetil, Pantani e a Roche. Proprio l’irlandese potrebbe essere il vero obiettivo di Froome, perchè, una volta giunto l’eventuale uno-due, al britannico resterebbe, oltre alla storia, solo la leggenda. Ora di puntare al Mondiale di Innsbruck per un grande Slam che pare impossibile? Il percorso della rassegna iridata però non sembra particolarmente favorevole al capitano del team Sky, che nelle corse in linea è meno uno spauracchio di quando ci sono tappe (e cronometro) per recuperare. E allora perchè non tentare un tris mai riuscito a nessuno, infilando anche la seconda Vuelta consecutiva?

Ma per qualsiasi di questi ragionamenti, Froome dovrà arrivare in rosa a Roma il 27 maggio. Poi si potrà discutere di storia o di leggenda. E il britannico non si porta certo da casa questa edizione del Giro…