Adriano Stabile

Cosa ci fanno i ciclisti sull’imbarcazione dell’Emirates Team New Zealand? Se lo saranno chiesti in tanti tra i telespettatori che stanno seguendo la Louis Vuitton Cup, giunta alle semifinali, che vale come qualificazione alla 35ª edizione dell’America’s Cup, il trofeo velico più prestigioso al mondo.

I ciclisti della Coppa America

Nello scorso febbraio i ragazzi di New Zealand, al momento del varo, sorpresero il pianeta con una soluzione tecnica rivoluzionaria sul loro catamarano AC50 (lungo 15 metri): la presenza di quattro cyclette per ciascuno scafo con altrettanti “pedalatori” in azione, pronti a spostarsi da una parte all’altra dell’imbarcazione.

Ciclisti America's Cup

I “ciclisti” neozelandesi ieri, quando la barca si è ribaltata (foto America’s Cup)

I GRINDER ORA DEVONO PEDALARE
Invece dei classici grinder (da “grind”, ovvero macinare) che abbiamo imparato a conoscere e che manovrano vele e altre attrezzature girando grandi manovelle (i “winch”) a velocità vorticose con la sola forza delle braccia, ecco apparire i “cyclist” sulla barca dei “kiwi”.

La scelta neozelandese parte da un principio elementare: la forza esplosiva delle gambe è maggiore rispetto a quella delle braccia. E così il Team New Zealand, nell’allestire la squadra per la Coppa America 2017 (in corso nelle Isole Bermuda), ha arruolato anche un ciclista vero con il compito di dare energia, con la forza degli arti inferiori, al sistema idraulico che manovra le vele, l’ala (ossia la vela rigida principale, la vecchia randa) e i foil (le derive regolabili che permettono ai catamarani di “volare” sull’acqua).

Simone Van Velthooven

I grinder-ciclisti in azione (foto FB Simon van Velthooven)

INGAGGIATO VAN VELTHOOVEN, BRONZO OLIMPICO A LONDRA
Tra i 96 membri dell’equipaggio neozelandese (ma solo 6 salgono ogni volta in barca) c’è quindi Simon van Velthooven, 28 anni, ciclista su pista popolare in Nuova Zelanda. Bronzo nel chilometro a cronometro ai Mondiali di Melbourne del 2012, van Velthooven ha conquistato il terzo posto anche alle Olimpiadi di Londra, nello stesso anno, nel keirin. Il suo è stato un bronzo olimpico davvero singolare perché assegnato ex-aequo con l’olandese Teun Mulder: i giudici di gara infatti, neanche di fronte al fotofinish, furono in grado di sciogliere i dubbi su chi fosse arrivato prima sul traguardo.

«Andiamo a fare la storia» ha scritto il ciclista-grinder lo scorso 18 febbraio su Facebook, al momento di partire per l’avventura dell’America’s Cup, già vinta due volte dal Team New Zealand, nel 1995 e nel 2000 (in quest’occasione battendo gli italiani di Luna Rossa). Proprio ieri il catamarano dei kiwi si è pericolosamente capovolto in acqua durante la quarta regata di semifinale contro gli inglesi di Land Rover Bar, con tre uomini finiti in mare, ma illesi. Van Velthooven non era a bordo perché oltre a lui ci sono altri otto “ciclisti” al servizio della squadra: Andy Maloney, Blair Tuke, Carlo Huisman, Gilberto Nobili, Guy Endean, Joe Sullivan, Josh Junior e Sam Bell.

Ciclisti America's Cup

Emirates Team New Zealand in azione (foto profilo Facebook ufficiale)

C’È ANCHE UN ITALIANO E UN EX CAMPIONE DI CANOTTAGGIO
“Gillo” Nobili, italiano di Reggio Emilia, non ha un passato da ciclista, ma è un grinder esperto già a bordo di Luna Rossa e di Oracle, con cui ha vinto le ultime due Coppe America. In questa edizione per la verità è impegnato soprattutto nell’assistenza tecnico-informatica che non al lavoro di grinder sul catamarano neozelandese. Il suo collega Endean, quando seppe della novità del Team New Zealand, ebbe paura di perdere il posto, lui che era un grinder tradizionale, abituato a lavorare con le braccia: «Mi sono abbastanza preoccupato, a dir la verità – ha raccontato nell’aprile scorso in un’intervista al sito neozelandese Stuffnon sapevo se sarei stato in grado di farcela e di entrare in forma». Come van Velthooven, l’altro grinder-ciclista Joe Sullivan viene da un altro sport, il canottaggio che gli ha regalato due titoli mondiali (2010, 2011) e un oro olimpico (Londra 2012) nel due di coppia.

Simon van Velthooven

Tra i ciclisti neozelandesi c’è Simon van Velthooven, bronzo olimpico di keirin

LE GAMBE SVILUPPANO 1000 WATT, IL DOPPIO RISPETTO ALLE BRACCIA
Nelle scorse settimana anche Oracle Team Usa, detentore e quindi defender dell’America’s Cup, ha provato la rivoluzionaria soluzione neozelandese per poi accantonarla. Non c’era sufficiente tempo per renderla efficace. Anche Ben Ainslie, mentore, skipper e timoniere degli inglesi di Land Rover Bar, ha ammesso al “Telegraph” di aver pensato di cambiare in corso, bocciando poi l’innovazione a pedali per problemi di manovrabilità.

Tim Meldrum, designer meccanico di Emirates Team New Zealand, si tiene stretto orgogliosamente la soluzione dei ciclisti-grinder: «Sulla cyclette Wattbike i nostri ragazzi possono sviluppare 1.000 watt al minuto e 1.300 per 30 secondi. Penso che chiunque darebbe battaglia per fare la metà con le proprie braccia. Forse è per questo che non vediamo biciclette che vanno a mano al Tour de France…».