Redazione

L’adrenalina che sale, poi un attimo di distrazione, lo schianto ed il buio. Destino che chiunque fa del brivido della velocità è ben conscio di sfidare ogni volta che sale sul proprio mezzo. Però così no, non vale. Non si può vincere sette titoli mondiali andando a trecento all’ora per poi rischiare la vita sugli sci. Ciò che non hanno potuto 308 Gran Premi, tra vittorie, sconfitte, incidenti e delusioni, potè una roccia. E neanche il casco, il fedele compagno di una vita in macchina, ha potuto evitare il dramma. Dal 29 dicembre 2013 Michael Schumacher, la sua famiglia e i suoi fans sparsi per il globo vivono un incubo. Il pilota più vincente della storia della Formula 1 è l’ombra di ciò che era.

Nessuna dichiarazione ufficiale della famiglia

Prima un lungo coma, poi il risveglio e i tentativi di riabilitazione. Lenti, troppo lenti. Le notizie non filtrano, perchè Corinna, che non lascia il capezzale di suo marito se non per necessità, ha imposto un decoroso e condivisibile silenzio stampa. Ora Schumi non è più l’asso del volante, il personaggio pubblico. È Michael, marito e padre, che non ha potuto neanche vedere Mick correre in Formula 3 e fare un giro d’onore prima del Gran Premio di Spa per celebrare suo papà, che sulla pista belga ha saputo trionfare per ben sette volte. Anche per Mick, la volontà della famiglia è evitare le attenzioni mediatiche su tutto ciò che non riguarda direttamente la sua carriera. Il dramma di casa Schumacher resta confinato nella villa di Gland, in Svizzera, sulle rive del Lago di Ginevra.

Tante voci sulla salute di Schumacher

Ma chi ha amato Michael, chi grazie a lui ha gioito o pianto di rabbia, resta con un interrogativo. Che non è curiosità fine a se stessa o voglia di ficcanasare, quanto piuttosto vera preoccupazione per chi, anche se da lontano, ha rappresentato qualcosa di importante per tante persone in ogni angolo del globo. Come sta oggi Schumacher? Come già detto, si sa ben poco. I piccoli racconti di chi frequenta la famiglia sono poco affidabili e spesso contrastanti. C’è chi sostiene che Michael tenti di tanto in tanto di alzarsi dal letto. Chi invece lo descrive quasi alla stregua di un vegetale, capace di comunicare solamente con lo sguardo. Pare, ma siamo sempre nel campo degli spifferi, che ci sia qualche timido miglioramento. Positivo, ma non abbastanza da sperare che Schumi possa superare (del tutto o anche solo in parte) i gravissimi danni neurologici e motori causati dall’impatto e dal coma.

Il ricordo e la speranza

A tenere vivo il ricordo del Campione, ma anche la speranza di una sua guarigione, oltre alle migliaia di siti e pagine facebook sorti in suo onore prima e dopo dell’incidente, resta il sito ufficiale, che dopo un lungo silenzio è stato rimesso online per volontà di Corinna. Niente aggiornamenti, come preventivabile, ma storie, foto, testimonianze sulla carriera di Schumi. Ed una piccola sezione, Keep Fighting, dove chiunque può scegliere tra mille e più momenti della carriera del Kaiser e lasciare un messaggio di supporto al tedesco. Ogni foto va ad inserirsi in un mosaico, che forma la figura di Michael il giorno del suo primo titolo in Ferrari. Che è come a tutti noi piace ricordare Schumacher. In attesa di buone notizie, che sembrano non arrivare mai. Ma Michael lo conosciamo bene. Continuerà a combattere. E chi come Ross Brawn gli è stato vicino, non ha dubbi. Il tedesco vincerà anche questa terribile gara.