Redazione

La prima delle umane. Questa l’etichetta che ha accompagnato la nostra Tania Cagnotto nel corso della sua lunga e prestigiosa carriera. Le aliene, ovviamente, sono le cinesi, che più che delle tuffatrici sembrano degli automi programmati per la prova perfetta. Eppure Tania è stata capace di sfidarle, di avvicinarle e a Kazan addirittura di vincere, dimostrando che il talento e la costanza sono in grado di superare qualsiasi limite. Lascia le competizioni con un bottino che farebbe invidia a chiunque, forse anche a papà Giorgio, che iridato non lo è mai stato. Venti ori europei, segno che nel vecchio continente negli ultimi anni nel trampolino, singolo e sincronizzato, non c’è quasi mai stata competizione. Assieme a Francesca Dallapè ha formato la coppia più vincente di sempre nel sincro europeo, otto vittorie consecutive da Torino 2009 a Londra 2016, un dominio quasi impossibile.

A livello mondiale ed olimpico, come detto, è spesso stata una lotta impari. Ma Tania non si è mai arresa e gli anni che passavano non hanno mai scalfito la sicurezza nei suoi mezzi. In un mondo in cui le ragazze cominciano a tuffarsi sempre prima, la giovane vecchietta dei tuffi azzurri ha continuato a migliorare anno dopo anno, fino al trionfo in Russia del 2015. La passione e la classe contro la preparazione scientifica, il tuffo di cuore contro la mera ripetizione di movimenti perfetti, ma senz’anima. Il premio è arrivato nel trampolino da un metro, all’interno di un biennio d’oro di nome e di fatto, con due triplette europee, l’argento iridato nei tre metri e il meritatissimo bronzo olimpico nella stessa disciplina.

E quindi l’addio della Cagnotto avviene alla soglia dei 32 anni. Lascia con un tuffo un po’ particolare, nella gara in cui vince il quarantasettesimo (sì, avete letto bene, QUARANTASETTE) dei suoi titoli italiani, con la solita prestazione perfetta dal trampolino da un metro. Tra gli applausi del pubblico la bolzanina sale per l’ultima volta sull’asse e dopo una preparazione un po’ più teatrale di quelle a cui ci ha abituato, si lancia in un tuffo a bomba degno di una giornata estiva in piscina con gli amici, che fa felice tutti i suoi tifosi e che regala l’ennesimo splendido sorriso a Tania, che ha esordito come figlia di Giorgio, ma che ora ha il suo posto nella storia dei tuffi italiani e mondiali. I giornalisti l’hanno salutata con un significativo benvenuta tra gli esseri umani. Ma anche nella gara più perfetta, Tania Cagnotto non è mai stata un robot. Nell’acqua ci si è sempre buttata col cuore. Fino alla bomba finale.