Adriano Stabile

Sono ore di trepidazione per Alex Schwazer in vista dell’esito delle controanalisi dopo la positività per testosterone resa nota un paio di settimane fa. Le speranze del marciatore e del suo staff che il controllo antidoping sul campione B (svolto ieri) dia risultato negativo sono piuttosto basse, anche in relazione ai rari precedenti di questo tipo.

Doping, controanalisi negative: c’è anche Marion Jones

Il caso più noto di controanalisi negative è certamente quello relativo a Marion Jones, che nel giugno 2006 venne trovata positiva per Epo ai campionati nazionali statunitensi, ma si salvò grazie alle controanalisi, negative, tre mesi più tardi. «Sono assolutamente entusiasta – le parole del 7 settembre 2006 della velocista americana – ho sempre sostenuto di non aver preso nessuna sostanza dopante». Peccato che un anno più tardi ammetta in tribunale l’uso di sostanze dopanti e di aver mentito come testimone nel processo Balco. Fu privata dei tre ori olimpici vinti e nel 2008 venne condannata a 6 mesi di carcere perché giudicata colpevole di doping, di aver assunto steoridi e aver mentito ai giudici che indagavano su di lei, sul laboratorio chimico Balco e sulla frode bancaria in cui era implicato anche il suo ex compagno Tim Montgomery.

La fidanzata di Riccò salva nel 2010

Era stata invece vittima di una manomissione durante il primo esame Anna Maria Di Terlizzi, ostacolista allenata da Sandro Donati, che all’inizio del 1997 risultò positiva per caffeina e poi, nelle controanalisi, fu totalmente scagionata grazie soprattutto all’aiuto del perito di parte Giovanni Cosmi, che impedì ogni ulteriore manomissione sul campione B. Particolarmente chiacchierata è stata la vicenda della ciclista Vania Rossi, compagna di Riccardo Riccò (squalificato fino al 2024 per un caso recidivo di doping), che fu trovata positiva per Cera (variante dell’Epo) nel gennaio 2010 per poi essere scagionata tre mesi più tardi. Entrambi gli esami vennero fatti al Laboratorio di Parigi e scoppiò un vero e proprio dibattito scientifico sull’esito contrastante dei due controlli.

Casi nel calcio in Serie C e in Messico

Nel calcio si ricorda Andrea Sardini, portiere del Brescello in Serie C1, che nel dicembre 2001 venne prosciolto dalle controanalisi dopo essere risultato positivo a un diuretico (trichlormethlazide) al Laboratorio di Colonia, lo stesso che ha effettuato le due analisi sui campioni organici di Schwazer. Sardini fu anche sospeso in forma cautelare per un paio di settimane, tra i due controlli, prima di poter tornare a giocare. E’ più recente, della primavera 2011, il clamoroso caso di cinque calciatori della nazionale messicana, Guillermo Ochoa, Francisco Javier Rodriguez, Edgar Duenas, Antonio Naelson Sinha e Christian Bermudez, trovati positivi al clenbuterolo, sospesi dalla federcalcio del Messico e poi riabilitati dopo le controanalisi. Come Schwazer, la sciatrice di fondo estone Kristina Smigun si trovò coinvolta in una presunta positività per steroidi anabolizzanti alla vigilia delle Olimpiadi, quelle invernali di Salt Lake City 2002. Fu scagionata dalle controanalisi in tempo utile per poter partecipare ai Giochi. Il marciatore azzurro si augura che la storia si ripeta. Non sarà facile.