Redazione

La Ducati, tanto veloce quanto complicata da guidare. Tanto bella da vedere, ma brutta quando ci sali sopra. È un po’ la storia di tutti i piloti che sono arrivati dopo Casey Stoner, l’unico in grado di tenere al guinzaglio una belva del genere. L’australiano ha domato il mostro con leggiadria e classe, pennellando le curve di tutti i circuiti ed infine portando a casa il meritato titolo Mondiale.

Ducati, dopo Stoner, il nulla

Ma dopo il numero 27 soltanto grandi difficoltà, anche per un campionissimo come Rossi. Il nove volte iridato non ha trovato mai un perfetto feeling con la moto di Borgo Panigale. Soltanto tre podi in due anni, terzo e secondo posto a Le Mans e di nuovo secondo gradino a Misano. Per il resto, soltanto piazzamenti di poco conto prima del ritorno trionfale in Yamaha.

Neanche un pilota costante come Hayden o un cavallo pazzo come Crutchlow sono riusciti a domare un leone del genere, fino alla svolta: l’arrivo di Iannone. Che con Dovizioso non ha soltanto formato una coppia forte, ma che assieme al romagnolo ha contribuito a sviluppare la moto rendendola competitiva. Nel 2015 “DesmoDovi” ha infilato tre podi nelle prime tre gare, mentre “The Maniac” è arrivato terzo all’esordio in Qatar. Sembrava il preludio di una grande stagione che però, come una bolla di sapone, è esplosa durante il suo cammino.

Lorenzo, la grande delusione

Ma in Italia non mollano e l’arrivo di Audi dà un’ulteriore scossa. Nel 2016 arrivano anche i primi successi: Iannone vince in Austria, in una gara dominata dalla Ducati, mentre Dovizioso trionfa in Malesia, nel finale di stagione. La crescita continua, è arrivato il momento di tentare a vincere il Mondiale. E così viene calato l’asso nella manica: fuori Iannone e dentro Lorenzo, troppo in difficoltà nel duello in casa Yamaha contro Rossi.

I primi test sono positivi, la moto c’è e il feeling con lo spagnolo non preoccupa. Tutto sembra andare per il verso giusto, fino all’inizio del Mondiale 2017, dove Lorenzo fa un buco nell’acqua. Undicesimo in Qatar, ben nove posizioni dietro a Dovizioso, che si piazza secondo. Problemi di gomme, poca tenuta, moto che si muove di continuo. Fatto sta che il numero 99 non è mai protagonista, tranne a Jerez dove conquista il terzo posto alle spalle delle Honda. Il resto della stagione, fino ad ora, è per Lorenzo una lenta agonia, con le gare che hanno tutte lo stesso copione: ottima partenza, breve lotta con i primi, prima di sprofondare nelle posizioni che non contano. La voglia di lottare fa sbagliare spesso la strategia a Lorenzo che azzarda, quasi sempre, la gomma più morbida, ma i risultati non gli danno ragione. Va ancora peggio quando ci sono condizioni di pista bagnata o mista. In quei casi Lorenzo viaggia sempre oltre la decima posizione. Brno è stata la cartina di tornasole dell’annata del centauro spagnolo, che ha guidato la gara all’avvio prima di sparire nelle posizioni di rincalzo dopo il cambio moto.

Come accade da qualche anno a questa parte, tutto è quindi sulle spalle di Dovizioso, che dopo Stoner sembra l’unico ad aver domato la Ducati. Basterà per vincere il Mondiale? Questo non si sa, ma per ora basta per lottare. In attesa di nuovi sviluppi e che il compagno di squadra riesca a diventare protagonista, anche solo per rubare punti agli avversari diretti.