Patrizio Cacciari

Il 2017 sarà un anno importante per la ginnastica ritmica italiana. Per la prima volta nella storia di questo sport, il campionato del mondo si disputerà in Italia. E in attesa dell’appuntamento di fine agosto, sempre sulla pedana di Pesaro, il 7-8-9 aprile si apre  la tre giorni della World Cup. Un appuntamento che si rinnova per la nona volta. Negli ultimi anni la ritmica ha fatto passi da gigante: le medaglie di Atene 2004 e Londra 2012, il quarto posto di Rio 2016, senza dimenticare il grande scandalo di Pechino 2008, certificano che oggi le azzurre, soprattutto nella competizione a squadra, sono ai livelli delle grandi scuole dei Paesi dell’Est. Il segreto? Una serie di atlete straordinarie (a partire dalla storica capitana delle farfalle d’argento Elisa Santoni), allenate e portate al successo dalla più titolata tra i tecnici azzurri, Emanuela Maccarani, che alla vigilia del suo nuovo quadriennio da tecnico, ci ha concesso questa intervista in esclusiva.

intervista emanuela maccarani

(ph. tratta dal gruppo Fb @emanuelamaccaranifanclub)

Intervista in esclusiva e Emanuela Maccarani

132 medaglie, tra cui 3 ori mondiali e 2 olimpici, responsabile della Squadra Nazionale dal 1997: la ritmica è la sua vita…
Inizio il mio sesto ciclo olimpico. Non c’è bisogno di sottolineare che la ritmica per me è stata un qualcosa che è andato oltre il lavoro. Credo di essere il tecnico nazionale più longevo che ci sia attualmente.

Voglia di lasciare?
Ci avevo pensato, dopo Rio 2016. 

E poi cosa è successo?
E’ successo che nei tre mesi successivi alle Olimpiadi ho iniziato a lavorare con la nuova squadra di ragazze. E in quel  momento è scattata la voglia di creare un nuovo percorso. Ho abbastanza esperienza che mi consente di valutare impegni e problematiche. Le ragazze della nuova squadra sono mentalmente preparate, mi hanno dato molta motivazione.

Obiettivo Tokyo 2020?
Alle Olimpiadi ci si arriverà. Ma prima ci sono i Mondiali, poi gli Europei, e adesso la World Cup. Nella ritmica si lavora per cicli, sono tutte tappe di avvicinamento e crescita.

Tutte competizioni dove oggi l’Italia parte come una delle squadre da battere.
Per arrivare agli attuali livelli, abbiamo lavorato tanto. La nostra disciplina richiede molto alle atlete da un punto di vista sportivo e personale. Con me ho un gruppo tecnico molto preparato che mi dà il giusto sostegno.

Quali sono le difficoltà maggiori quando si prepara un quadriennio?
Il continuo cambio delle regole. Il metodo di valutazione degli esercizi è molto complesso, ma nonostante questo, quasi ogni anno ci sono dei cambiamenti, che obbligano l’introduzione nell’esercizio di alcune difficoltà. Durante l’anno sono molto impegnata nel lavoro in palestra ed è molto difficile assentarsi per seguire degli stage tecnici.

Cosa comportano questi cambiamenti?
Purtroppo sono dei cambiamenti spesso radicali che influiscono anche sui metodi di lavoro. E’ dura. Ed è paradossale questo continuo cambio perché la ritmica è uno sport relativamente giovane.

Quali sono le principali avversarie dell’Italia?
C’è stata una grande crescita sia a Ovest che a Est. Il grande ritorno della Bulgaria, ma anche la Spagna. Poi la crescita dell’Uzbekistan, mentre va sottolineato lo sfondamento della ritmica anche negli Stati Uniti.

Tokyo 2020 e poi cosa farà Emanuela Maccarani? Ci ha già pensato?
Nei giorni scorsi ho avuto modo di incontrare il presidente del Coni Giovanni Malagò, che mi ha voluto nella sua squadra dei tecnici in vista delle prossime elezioni di maggio. Come donne siamo solamente due candidate (insieme a Daniela Isetti della Federciclismo, ndr), quindi la mia elezione nel Consiglio nazionale è certa perché tra i 4 candidati devono essere eletti due donne. Si tratta di una esperienza che mi stimola molto. Potrebbe essere un buon punto di partenza per un cammino dirigenziale. Anche con la Federazione ci sono in ballo dei progetti. Adesso però concentriamoci sulla stagione agonistica. Il Mondiale in Italia è un impegno che va onorato.