Redazione

Errani Humanum Est. Sara Errani positiva al controllo antidoping. e squalificata per due mesi. Dalle analisi, effettuate il 16 febbraio scorso, risultano tracce di Letrozolo, considerata una sostanza dopante ed inserita nella black list della WADA.

Cosa è successo?

La Errani ha rischiato grosso, ma la sua buona fede è evidente. La madre, reduce da un’operazione al seno, assumeva regolarmente quel medicinale. Tesi difensiva accolta: la contaminazione è  di natura alimentare, ed avvenuta in casa dei genitori dell’atleta, che pagherà  il “minimo sindacale”: stop di due mesi. La sentenza cancella inoltre risultati maturati dal 16 febbraio 2017 (data della raccolta del campione di urina) al 7 giugno 2017 (data della sua successiva prova negativa) i punti accomunati in classifica Wta e il ritiro dei premi vinti nel circuito nell’arco di tempo determinato fra il 16 febbraio e il 7 giugno.

Ma che doping? Contaminazione alimentare

Ma cosa ha preso Sara? Dagli esami risulta che nelle urine della tennista sono state trovate tracce di Letrozolo, presente nel Femara, un medicinale utilizzato per il trattamento del cancro al seno. L’assunzione riduce i livelli di estrogeno e diminuisce la stimolazione delle cellule tumorali durante il percorso terapeutico. Si tratta di un farmaco disponibile solo su prescrizione medica e, nella maggior parte dei casi, è assunto da donne in menopausa. Un’atleta, non ha alcun motivo di assumerlo. Infatti le prove dell’innocenza della Errani sono nei…capelli. Se la tennista avesse assunto regolarmente la sostanza dopante, le quantità sarebbero molto superiori a quelle che risultano nelle analisi. Quantitativo minimo, però, quanto basta per essere squalificata. Anche se con il minino della pena.

Sentenza inevitabile, ma coscienza a posto

La legge non ammette ignoranza o deroghe, ma mai come in questo caso, la storia si può ridurre ad un “Errani Humanum est”. La ragazza ha sbagliato di fronte al regolamento ma anche la legge, per certi versi, gli ha dato ragione. Minimo della pena.  Moralmente innocente. Comunque colpevole. Situazione frustrante per chi ha sempre calcato con grande dignità e forza di volontà i campi da tennis, divenendo il simbolo di una generazione e punto di riferimento di un movimento che ancora fatica a trovare ricambio generazionale. Tornerà presto. Coraggio.