Adriano Stabile

«Sono entusiasta di tornare a giocare a partire da gennaio nella Hopman Cup a Perth. Mi sento bene e sono pronto a calcare i campi», così Roger Federer, poco più di una settimana fa, ha scaldato i cuori degli appassionati di tennis. Il campione svizzero, assente dai campi dallo scorso 8 luglio, è ormai pronto a tornare dopo un lungo stop per problemi alla schiena e a un ginocchio. A 35 anni Federer ha ancora voglia di rimettersi in gioco: nella Hopman Cup, torneo a squadre in programma dall’1 al 7 gennaio, testerà le proprie condizioni fisiche in vista del primo Slam del 2017, gli Australian Open in partenza il 16 gennaio.

Federer e i big del tennis a 35 anni: gioie e dolori

«Il ritiro? Può attendere, io sono ancora affamato» ha garantito Federer, che tornerà a giocare a un’età che, per molti campioni del passato, è stata tabù. A 35 anni Björn Borg, ritiratosi da 8 anni, tentò un patetico ritorno: era il 1991 e l’ex campione svedese, goffo e arrugginito, rimediò una sonora sconfitta a Montecarlo contro il non irresistibile Jordi Arrese. Rimasto legato alla sua vecchia racchetta in legno, Borg girò i tornei Atp per un paio di stagioni rimediando soltanto sconfitte (12 di fila) prima di dire definitivamente addio al tennis nel 1993.

McENROE VINCENTE IN DOPPIO A 47 ANNI
Aveva invece avuto la prudenza di abbandonare prima John McEnroe, i cui ultimi incontri ufficiali sono datati 1992, quando aveva 33 anni. Anche il mancino statunitense si tolse lo sfizio di un ritorno in campo, nel 2006 a 47 anni: il suo, al contrario di Borg, fu un successo perché, in coppia con lo svedese Jonas Björkman, si aggiudicò il doppio a San José diventando così l’unico uomo a vincere un torneo Atp in quattro decenni diversi (anni ’70, ’80, ’90 e 2000).

35 anni tennis

McEnroe e Borg in un torneo senior del 2008

LENDL, BECKER E SAMPRAS: ADDIO PRIMA DEI 35 ANNI
Si sono fermati prima dei 35 anche gli altri ex numeri 1 del mondo Ivan Lendl (stop nel 1994 a 34 anni), Mats Wilander (addio nel 1996 a 32 anni), Stefan Edberg (fermatosi nel 1996 a 30 anni), Boris Becker (stop nel 1999 a 32 anni con un fugace ritorno in doppio nel 2001), Jim Courier (addio nel 2000 a 30 anni e ritorno in doppio nel 2005, nel solo torneo di Houston, in coppia con Agassi) e Pete Sampras (ultime partite nel 2002 a 31 anni prima di annunciare il ritiro nel 2003). Tutti hanno appagato la propria residua fame di tennis giocato continuando a dare spettacolo, chi più chi meno, nei tornei seniores.

Pete Sampras

Pete Sampras, campione statunitense, è nato nel 1971

CONNORS E ROSEWALL, QUARANTENNI TERRIBILI
Molto più longevi sportivamente sono stati altri fuoriclasse della racchetta: Jimmy Connors, più di tutti, ha continuato a sorprendere fino alla soglia degli “anta”. Nel 1991, 39enne, fu protagonista di una stupenda cavalcata negli Us Open arrivando fino alle semifinali. A 40 anni era ancora numero 33 del mondo mentre i suoi ultimi match nell’Atp Tour risalgono al 1996, a quasi 44 anni.

Ancora meglio ha fatto l’australiano Ken Rosewall, vincitore dello Slam di casa nel 1972, a 37 anni e 2 mesi, e finalista a Wimbledon e agli Us Open due anni più tardi, sconfitto in finale in entrambe le occasioni proprio da Connors. Rosewall rimase nella top 10 mondiale fino al 1976, a quasi 42 anni, e vinse gli ultimi tornei, a Hong Kong e Tokyo, nella stagione successiva. Il suo ultimo match nel circuito Atp risale al 1980, quando ormai era 46enne.

Connors Panatta

Jimmy Connors, nato nel 1952, e Adriano Panatta, nato nel 1950

I MALINCONICI EPILOGHI DI NASTASE E VILAS
Hanno prolungato un po’ troppo la propria carriera Ilie Nastase e Guillermo Vilas, che si sono trascinati in campo per tante stagioni anche quando non erano più competitivi. Il romeno ha giocato continuativamente fino al 1985, quando aveva 39 anni, quattro stagioni dopo le sue ultime finali in un torneo (a Bologna e Nancy nel 1981). L’argentino ha lasciato nel 1992, quarantenne, dopo una serie infinita di eliminazioni al primo e (raramente) al secondo turno in giro per il mondo.

AGASSI E HEWITT, ADDII A TESTA ALTA
Competitivo fino all’ultimo è stato André Agassi, che nel 2005, a 35 anni, ha vinto il suo ultimo torneo Atp (a Los Angeles) e ha raggiunto la sua ultima finale Slam (agli Us Open di New York, battuto da Federer in quattro set). Nella stagione successiva “The Las Vegas Kid” ha avuto il coraggio di lasciare, prima di diventare patetico.
35 anni è stata l’età dell’addio di Lleyton Hewitt, numero 1 del mondo a fine anno nel 2001 e nel 2002. L’australiano ha lasciato undici mesi fa, dopo lo Slam di casa, salvo concedersi un altro paio di tornei in doppio, fino a Wimbledon 2016.

PIETRANGELI LONGEVO, BOROTRA SUPER: A 70 ANNI AL ROLAND GARROS
Tra gli azzurri il più forte di tutti, Nicola Pietrangeli (vincitore di due Roland Garros), è stato anche il più resistente al passare del tempo. Nel 1972, in doppio con Adriano Panatta (che si è ritirato nel 1983 a 33 anni con un breve rientro nel 1984), vinse il titolo italiano e giocò le ultime partite in Coppa Davis a 39 anni. Nella stagione successiva, 40enne, Pietrangeli fu al via di Wimbledon e Roland Garros prima di appendere la racchetta al chiodo. Nessuno, neanche Roger Federer, può verosimilmente pensare di eguagliare Jean Borotra, appartenente alla mitica generazione dei “quattro moschettieri” del tennis francese, vincitore di 6 Coppe Davis tra il 1927 e il 1932: in doppio giocò la sua ultima partita in Davis nel 1947, a quasi 49 anni. A Wimbledon scese in campo per l’ultima volta nel 1964, a 65 anni suonati, mentre ne aveva quasi 70 quando, nei due tornei di doppio, calcò un’ultima volta i campi di casa del Roland Garros: era il maggio 1968 e, in coppia con la connazionale Maud Galtier, “soltanto” 55enne, fu sconfitto nel doppio misto al primo turno dai messicani Jaime ed Elena Subirats. Al via anche nel maschile, con il 37enne francese Robert Haillet, fu battuto dal belga De Gronckel in coppia con il neozelandese Fairlie.

Jean Borotra

Jean Borotra nel 1921, quando aveva 22 anni (foto Agence Rol-Bnf Gallica)