Redazione

E’ la notizia di questo inizio 2017. Il fatto che si trasforma in un romanzo infinito. Roger Federer vince e ferma il tempo, infilando, a 35 anni, una tripletta fantastica. Melbourne, Indian Wells e ora Miami, dove Nadal, suo eterno rivale, si inchina in meno di due ore. 6-3, 6-4 scolastico grazie a una lezione densa di talento. Una lezione sintetica in cui il maestro sale in cattedra con leggerezza e rinnovata autorevolezza.  Lo spagnolo cede per la quinta volta in finale a Miami, dove l’atto conclusivo diventa una frustrazione. La finale per lo spagnolo è stregata anche perché lo stregone di turno, Roger, sorprende se stesso e il mondo. Lo svizzero risorge, giocando un tennis paradisiaco, quasi ipnotico, scandito da colpi straordinari e una tenuta atletica invidiabile. Novantunesimo titolo vinto in carriera, ventiseiesimo Masters 1000, tripletta in Florida e tripletta stagionale. Un vero fenomeno, Roger. Forse il più grande. Più grande di tutti e delle statistiche.

L’unico Jimbo”, Jimmy Connors, forse superiore a lui nella costanza di non voler mollare e di vincere fino all’ultimo game, alla soglia dei 40 anni con una semifinale di uno Slam all’attivo. Un esempio di longevità inarrivabile con 109 tornei vinti. Il mancino americano è stato un cult condiviso, ma mai completo e composto come Roger, la cui classe è imparagonabile. Jimbo ringhiava e schiumava colpi urlando fatica e sudore, Roger, al contrario, ha il merito indiscusso di saper declinare un altro sport,  danzando e usando la racchetta come un violino. I suoi colpi sono note dirette, dal volume alto, spiazzanti e spettacolari. Da applausi. Il suo tennis è diverso, diverso anche da quello di Sampras e Agassi, re incontrastati degli anni ’90. Con Andrè che ha vinto meno rispetto a Pete, ma che è riuscito a dominare per più di una decade. Primo Slam vinto nel 1992, l’ultimo, 11 anni dopo a Melbourne, a 33 anni, quando diventò il più vecchio tennista di sempre a guidare la classifica mondiale.

Il più longevo Jimbo, il più vecchio a vincere Agassi, ma il più forte e completo Federer. Ne abbiamo visti di campioni. McEnroe, Borg, Lendl, lo stesso Sampras, Nadal. Ogni campione ha delineato un’epoca ma Federer racchiude in sé un valore unico. Nessuno gioca un tennis come il suo. Nessuno lo ha mai giocato. Lo svizzero, dopo un infortunio, rinasce. E si pone altri obiettivi. Il Roland Garros, il torneo da mettere in bacheca. C’è ancora tempo per divertirsi.