Adriano Stabile

Una Federica Pellegrini come non l’abbiamo mai vista. È quella che verrà fuori dallo speciale docufilm in onda domenica prossima, 23 luglio, alle 21.10 su Rai Tre. «È un film emotivamente forte» ci anticipa in esclusiva Roberto Burchielli, regista milanese dello speciale e capo progetto di “Irregolari”. «Dall’acqua sono nata come tutti, ma, a differenza loro, io non ne sono più uscita», è la frase emblematica del docufilm.

Speciale su Federica Pellegrini su Rai 3

Il documentario sulla campionessa azzurra è una sorta di numero zero di “Irregolari”, una serie fortemente voluta da Daria Bignardi, direttrice di Rai Tre, e dal suo vice Alessandro Lostia per raccontare personaggi contemporanei della cultura, dello spettacolo e dello sport che siano un po’ fuori dai canoni e arrivati al successo attraverso un percorso fatto di trionfi e di cadute.

«Sono le crisi più nere quelle che ti indicano la vita» dice la voce narrante, che sembra uscire direttamente dai pensieri di Federica Pellegrini. Lo speciale sulla campionessa veneta, oltre che con una serie di interviste, è costruito con immagini di repertorio e parti di fiction scritte da Dario Buzzolan e Beba Slijepcevic, sceneggiatori provenienti dal cinema. La parte di Federica ragazzina è interpretata dall’attrice Camilla Tedeschi, figlia del conduttore Corrado Tedeschi, che già abbiamo intravisto nel trailer.

La fiction si alterna a interviste e immagini del passato

Girato a Jesolo, a Verona, a Spinea, dove la Pellegrini è cresciuta, a Livigno, dove si stava allenando con la nazionale al tempo delle riprese nell’autunno scorso, a Rimini e a Roma, il docufilm sulla stella del nostro nuoto dura un’ora e 40 minuti: «Abbiamo ricostruito parecchie scene della sua vita, sin dalla sua infanzia, che si alternano alle immagini di repertorio e alle interviste, accompagnate da una voce narrante – ci spiega il regista Roberto Burchielli, 51 anni – il percorso della storia è cronologico con alcuni flashback nati dai ricordi di Federica stessa».

«Siamo partiti dalla cerchia famigliare, parlando con il fratello (Alessandro, n.d.r.), la mamma e il papà (Roberto e Cinzia n.d.r.) – continua Burchielli – per poi intervistare i suoi compagni di scuola, la sua maestra delle elementari, gli amici del mare a Jesolo». Tra questi ultimi ci dovrebbero essere anche Matteo Rizzante e Federico Bardella, amici della 29enne azzurra e albergatori di Jesolo, località dove l’atleta ama trascorrere le vacanze, giocando a carte o a beach volley con amiche e fidanzati. Qui, dove dal 2015 c’è un tratto del Lungomare delle Stelle a lei dedicato, anni fa esplose il suo amore con il compagno di nazionale Filippo Magnini, da cui ormai si è separata.

Il racconto delle crisi d’ansia e della bulimia

«Abbiamo sentito anche allenatori (il primo, Max Di Mito, e l’attuale, Matteo Giunta n.d.r.), colleghi e avversarie. E ovviamente abbiamo intervistato anche lei: è stata molto disponibile e ne è uscita fuori una Federica diversa, inedita. Ci ha raccontato tante vicende poco conosciute della sua vita: l’evoluzione di alti e bassi della sua carriera, le cadute da cui si è sempre rialzata più forte di prima». Tra le testimonianze anche quelle di Isabella Sollazzi, vedova di Alberto Castagnetti, allenatore a cui Federica era affezionatissima, e poi Filippo Magnini, Giovanni Malagò e la giornalista Elisabetta Caporale, voce e volto “a bordo campo” della Rai per nuoto e atletica leggera.

Federica Pellegrini 2004

Federica Pellegrini quando era una giovanissima atleta della nazionale

C’è spazio anche per le crisi di ansia che hanno colpito Federica Pellegrini più volte in passato: la prima e più clamorosa nel dicembre 2008, durante gli 800 stile agli assoluti di Genova, quando uscì dall’acqua dopo 300 metri perché non riusciva più a respirare. Le immagini di Federica a bordo vasca, sdraiata a terra boccheggiante, fecero il giro del mondo. Il problema si è riproposto negli anni successivi per poi scomparire, anche grazie all’aiuto di uno psicologo. «Avevo bisogno di trovare la forza dentro me stessa per venirne fuori da sola» racconta la campionessa veneta nel docufilm della serie “Irregolari”.

Federica Pellegrini rivela di aver sofferto di bulimia, dopo l’argento olimpico vinto a 16 anni ai Giochi di Atene 2004. E poi racconta l’amore, i tatuaggi, la passione per i tacchi alti, le serate in discoteca con gli amici e le nottate insonni prima delle gare. «Ci ha spiegato anche il suo rapporto speciale con i genitori e che sogna di avere una famiglia come la sua, molto unita – ci dice Burchielli – il padre ci ha raccontato come Federica, sin da quando era bambina, prima di ogni gara facesse delle scommesse con lui del tipo “se mi qualifico per i campionati italiani mi prendi il gatto che desidero tanto”. Federica vinceva sempre queste scommesse. In quella occasione, appena toccato il bordo vasca, guardò il padre come a dire: “ci vediamo dopo per andare a prendere il gatto”».

Pellegrini Marin

Federica Pellegrini con l’ex fidanzato e collega Luca Marin nel 2010

I successi, la maturità e la paura dell’acqua profonda

In pochi avrebbero immaginato che la Pellegrini, vincitrice di un oro e un argento olimpico, di 4 ori mondiali e da nove anni primatista mondiale nei 200 stile libero, non sempre si trovi a suo agio nell’acqua: «Abbiamo scoperto che teme l’acqua profonda – continua Burchielli – ci ha raccontato di aver sognato spesso di annegare e che una volta, in barca, Filippo Magnini la buttò per scherzo in mare e che dovette andare lui stesso a riprenderla perché stava rischiando di affogare».

Lavorando al progetto per molte settimane Burchielli, che da ragazzo ha praticato la pallanuoto, ha avuto modo di conoscere bene la personalità “irregolare” di Federica Pellegrini: «Rivedendo i filmati del passato mi sono reso conto che oggi è una donna matura, non è più una ragazzina, anche nell’affrontare le difficoltà e tutto quello che circonda la sua vita da campionessa dello sport. Ha imparato ad avere un sano distacco per poter vivere le gare in maniera più divertente e per potersi ritagliare spazi di vita “normale”, nonostante sia una star. In questo senso è aiutata molto dalla famiglia, che costituisce il suo rifugio».

«I suoi punti di forza? – conclude il regista milanese – la maturità di cui ho parlato prima e la tenacia. Ho visto come si allena e posso dire che è impressionante: inizia alle 6 di mattina, facendo anche 14 chilometri al giorno. A Livigno, dove abbiamo girato, si allenava sempre con gli uomini: è competitiva al massimo. Anche da ragazzina voleva gareggiare con i maschi, amava competere con i più forti».
Domenica sera, nello speciale docufilm di Rai 3, capiremo davvero perché Federica Pellegrini è finita tra gli “Irregolari” del nostro Paese.