Patrizio Cacciari

Non ce l’ha fatta stavolta Federica Pellegrini. Prima il quarto posto nei 200 stile libero, la sua gara, poi la rinuncia ai 100, il sesto posto nella staffetta 4×100 e il crollo nella 4×200. Dopo Londra 2012 un’altra Olimpiade amara per la primatista mondiale in carica dei 200 stile libero, vincitrice di quattro medaglie d’oro ai Mondiali, sette agli europei, prima italiana a vincere l’oro in vasca in un’Olimpiade (Pechino 2008). Stiamo parlando della più grande nuotatrice azzurra di tutti i tempi.

La solitudine dei campioni

Federica Pellegrini non piace. O almeno non a tutti. Probabilmente paga la sua bellezza, che l’ha resa celebre anche nel mondo dello spettacolo e della moda, paga il suo modo di essere e di fare a volte poco politically correct,  o forse la sua storia d’amore mai nascosta con Filippo Magnini. Il pubblico non le perdona nulla, nemmeno le debolezze. L’incapacità di immedesimarsi nella vita di uno sportivo professionista, porta alla critica verso il campione che cede mentalmente, che mostra una fragilità, proprio quel tratto che invece lo rende umano e più vicino al tifoso stesso, incapace, appunto di comprendere quanto sacrificio c’è dietro la vita di un atleta.

Il duro sfogo di Federica Pellegrini su Instagram dopo il quarto posto nei 200 stile libero.

Il duro sfogo di Federica Pellegrini su Instagram dopo il quarto posto nei 200 stile libero.

Federica dice che forse è arrivato il momento di cambiare vita. E’ stanca, a soli 28 anni. Perché non dovrebbe esserlo? E’ stanca di sentire chi la attacca perché presta la sua immagine alla pubblicità dei Pavesini (celebre lo slogan: “Che cosa fa Federica quando non si allena?”) o perché gareggia per il Circolo Canottieri Aniene. Quelle critiche arrivano dagli stessi che l’attaccano anche quando decide di prendersi un anno sabbatico dopo la morte del suo allenatore, Alberto Castagnetti nel 2009, o quando esce dalla vasca perché colpita da attacchi di panico, nel 2008 e nel 2011. Il campione non può cedere, il campione non può avere debolezze, al campione non è concesso nulla, nemmeno di avere paura. Ora tutta l’attenzione dei media è focalizzata sulla frase del suo post su Instagram: “Forse è tempo di cambiare vita, forse no”. Dopo la staffetta, in una intervista alla Rai ha detto che ci sta pensando, che forse non è ancora arrivato il momento di smettere.

SUI SOCIAL UN INACCETTABILE CORTO CIRCUITO
Vedere un’atleta del suo spessore e con la sua storia, nel bel mezzo di una Olimpiade, doversi giustificare su Twitter per una sua decisione (quella della rinuncia a gareggiare nei 100 mt stile libero), è la dimostrazione del corto circuito mediatico in cui viviamo. E probabilmente le Federazioni farebbero bene a limitarne l’uso, proprio per aiutare l’atleta a recuperare la sua dimensione di professionista e di privilegiato inavvicinabile. Partecipare a un’Olimpiade non è un risultato ottenuto da tutti, figuriamoci, come nel caso di Federica, partecipare a ben quattro giochi olimpici e andare sempre in finale.

pellegrini tweet

E’ stato un incubo, non voglio finire così, sono morta dentro. Leggere dichiarazioni di questo tipo dovrebbe fare venire la pelle d’oca a ogni tifoso. Federica Pellegrini non smetterà ora. Tokyo 2020 è un traguardo lontano e arrivarci a gareggiare per il podio a 32 anni è forse impossibile. Eppure è proprio quando la sfida si fa più difficile che il campione rinasce. Federica ha 8 tatuaggi sul suo corpo. Uno è un breve testo che recita: “Sono tranquilla, sono casinista, sono libera, ma so quel che voglio, sono una che vive il presente e guarda al futuro, sono un coniglio e sono un leone, sono una piuma, sono un peso massimo, sono lampo e sono tuono, sono delicata e sono brutale, sono umile e sono orgogliosa, sono timida e sono feroce, sono tenace, sono flessibile, sono impalpabile, sono concreta, sono una che va in fondo“. Un altro, sul collo sinistro, è una fenice. Riparti da lì Federica.

vignetta Pellegrini